BREXIT. La Gran Bretagna è uscita dalla UE. Quali le conseguenze?

Dopo la scelta al referendum UE – Brexit da parte della gran Bretagna, in molti si stanno chiedendo se ci saranno conseguenze – e quali saranno – per gli italiani che vivono o visitano il Regno Unito, in seguito ai risultati del referendum di giovedì in cui ha vinto la proposta di lasciare l’Unione Europea.

Chi sta per partire non ci si deve preoccupare troppo, visto che le leggi attualmente in vigore restano valide fino all’uscita definitiva del Paese (che in base al trattato di Lisbona potrà avvenire nell’arco di un biennio). In queste ore i centralini di molte agenzie di viaggio nel Regno Unito e in tutta Europa sono presi d’assalto dalle richieste di informazioni dei viaggiatori, ma sarà necessario attendere un po’ di tempo per capire cosa effettivamente cambierà.

Nel 2014 nel Regno Unito abitavano circa 500mila italiani, molti dei quali a Londra, e migliaia di turisti italiani visitano ogni anno soprattutto l’Inghilterra o la Scozia. Va detto innanzitutto che probabilmente non ci sarà nessuna conseguenza a breve termine: il Regno Unito impiegherà anni a completare l’uscita dall’Unione Europea, e dovrà negoziare moltissime condizioni relative ai permessi di soggiorno, al commercio e alla sanità. Possiamo comunque farci un’idea di cosa potrebbe succedere, almeno a grandi linee.

Turismo

“Dati gli stretti legami tra il turismo e il Pil tra i mercati di destinazione e di origine, l’impatto sugli arrivi nel Regno Unito in uno scenario di Brexit indicano un potenziale calo della domanda di oltre 2,3 milioni di visitatori per mercati chiave solo fino al 2020, pari a un calo di oltre il 5% degli arrivi totali, in base all’ipotizzato declino del Pil nei mercati di origine”. A tracciare questo possibile scenario post Brexit è Caroline Bremner, capo della sezione Travel di Euromonitor International. Quindi sembra improbabile che almeno a breve termine per visitare il Regno Unito ci sarà bisogno di un visto, come oggi ha precisato anche il Touring Club Italiano. Almeno per ora sarà sufficiente portare con sé la carta di identità. Successivamente dipenderà dai negoziati fra Regno Unito e Unione Europea, che per comodità potrebbero decidere di stipulare particolari accordi per cui per un soggiorno molto breve non sarà necessario il visto.

 

La sterlina scende

Ampiamente prevista da tutti gli esperti – il Tesoro inglese stesso aveva quantificato prima del referendum in un 12% la probabile perdita di potere d’acquisto della Sterlina inglese in caso di vittoria dei no-Europe – la svalutazione della moneta di sua Maestà è già iniziata a poche ore dal referendum e dovrebbe portare da subito a un maggior potere d’acquisto per chi sbarca a Londra con gli Euro nel portafoglio.

 

I voli low cost?

Un altro settore nel quale molte regole andranno rinegoziate, tanto che ad esempio Easyjet, che potrebbe trasferire la sede in continente, ha auspicato in un comunicato che nonostante la BREXIT la Gran Bretagna confermi la sua adesione al Mercato Comune Europeo per quanto riguarda i voli aerei, pena la ridiscussione di tutti i regolamenti settore per settore. DA ridisegnare è insomma l’intero “spazio unico europeo” dei cieli, che certifica diritti e doveri delle Compagnie. Ryanair, battente bandiera irlandese, cioè di un paese legatissimo all’Europa, sostiene invece che potrebbe rivedere tutti i suoi collegamenti con l’isola di Albione. E uno studio dell’Associazione britannica degli agenti di viaggio prevede intanto un aumento dei costi dei voli da e per il Regno Unito e una diminuzione di questi ultimi a causa delle incognite burocratiche e legislative.

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