Disabilità. L’ospitalità ricettiva rivista con innovazione

HotelAbile-accessibilita-domoticaA seguito di un’attenta analisi della situazione italiana sulla fruibilità delle strutture ricettive da parte delle persone con difficoltà fisiche nasce Hotelabile. Molti non immaginano ma è una risorsa per il territorio. Tanto per citare qualche dato: il turismo accessibile vale il 3% del PIL dell’UnioneEuropea.

Nel 2012 ha prodotto un fatturato di 786 miliardi e 9 milioni di posti di lavoro, ma solo il 9% dei luoghi e dei servizi turistici in Europa sono accessibili per tutti. Eppure solo in Europa ci sono più di 50 milioni di persone con disabilità pronte a partire per un viaggio, insieme ai loro accompagnatori: si è stimato che nel 2020 vorranno fare 862 milioni di viaggi. (dati ISNART) C’è dunque una domanda enorme. Una domanda che è prima di tutto un diritto delle persone con disabilità a vivere una vita bella  come tutti, ma anche una opportunità per gli albergatori di rispondere in modo adeguato a questa domanda crescente.

L’Albergo ha chiesto alcune informazioni sul settore all’architetto Letizia Signorile, tra i fondatori di Hotelabile, realtà bergamasca che affianca e guida gli operatori alberghieri decisi ad innovarsi

Architetto, come è nato Hotelabile?

Letizia Signorile_766301964426319249_nHotelabile è un progetto nato dall’esperienza lavorativa e professionale dei  fondatori e basato su un sentire comune che le tecnologie innovative ed un atteggiamento sensibile e votato all’ascolto siano imprescindibili per dar vita a luoghi  fruibili ed accessibili. La nostra storia, il nostro presente e la nostra lungimiranza sul futuro ci indirizzato sul settore alberghiero in particolare su come affrontare la crescente complessità, del fare impresa in questo ambito.

Qual è la vostra opinione sulla situazione alberghiera italiana oggi?

Abbiamo una forte dissonanza tra domanda ed offerta. Il mondo dei viaggi è molto cambiato: dai Tour Operator dei viaggi “Tutto incluso” degli anni ’70 si è passati al  “fai da te” grazie all’avvento di internet e dei voli low-cost. Il cliente quindi è diventato nel tempo più esigente e più ampio, ma le nostre strutture (e spesso anche l’atteggiamento degli albergatori) non sono al passo purtroppo. Spesso obsolete, rigide e non attrattive.

Qual è il futuro per gli alberghi secondo Voi?  

Noi sposiamo la visione dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Nell’ultima giornata mondiale del turismo lo scorso 27 settembre si è parlato di “Turismo per tutti promuovendo l’accessibilità universale” dove per “turismo per  tutti” si includono concetti quali  accessibilità, sostenibilità e sociale. Riteniamo infatti che le strutture debbano acquisire una maggiore e più remunerativa “sensibilità di offerta” rispetto lo stato attuale.

camera 1Cosa consiglia di fare quindi?

Innanzitutto abbracciare una nuova mentalità è puntare a:

-garantire strutture più accessibili a tutti sia dal punto di vista delle limitazioni fisiche e/o sensoriali che dei bisogni particolari come quelli richiesti ad esempio dagli anziani;

-essere realtà sostenibili non solo ambientali ma anche umane evitando situazioni di stress sia per  i collaboratori che per i clienti.

-diventare “promotori sociali”, cioè fare in modo che le diversità fisiche, culturali, religiose, ecc., trovino nella stessa struttura parità di valore, importanza e trattamento.

Concretamente Hotelabile come aiuta gli albergatori ad evolversi in questa direzione e aumentare il proprio business?

bagno 1Iniziando a cambiare il “prodotto camera”. Noi ad esempio lo abbiamo rivisto e creato un modello di camera che tiene conto di tutti: normodotati, persone con disabilità fisica, (sia arti inferiori che superiori), sensoriali (sordi, muti, ciechi e forme tra loro associate), ma anche anziani e oversize, scegliendo anche soluzioni innovative per alleviare allergie e problemi respiratori. Partire quindi dalle criticità per trovare soluzioni tecnologiche, architettoniche e di design. Il dar vita a camere conformabili sul cliente e “accettate” anche dai normodotati, è stata la sfida più interessante. Applicare il nostro modello anche solo alle “camere per disabili” permette ad esempio di soddisfare la normativa sui  diversamente abili, aumentare il tasso  di occupazione in quanto piacevoli anche ai clienti normodotati e poterle proporre ad un  costo maggiore per via dei molti confort previsti.

Su cos’altro vi siete focalizzati?

Innovarsi significa per noi  rivedere la globalità dell’albergo: edificio, camere, impianti, ma anche la parte marketing, comunicazione, gestione, tasso di occupazione, personale, cucina… tutto insomma, e siamo  in grado di fare questo in Hotelabile. Questo approccio consente d’individuare punti critici e di forza, le parti migliorabili, quelle eliminabili e quelle da inserire, ma anche di non perdere di vista l’aspetto economico dell’operazione curandone anche la sostenibilità.

Quindi la vostra consulenza segue l’albergatore su tutta la linea dell’innovazione?

Assolutamente si, noi affianchiamo i nostri clienti dall’inizio alla fine del  processo di innovazione e  anche dopo! Siamo i primi in Italia ad offrire questo tipo di supporto e servizi. Anche le collaborazioni nascenti con le associazioni di categoria in particolare Assohotel Confesercenti e ATR Milano (Associazione Turismo e ricettività) ci testimoniano il valore del nostro progetto.

Un’ ultima domanda, i vostri clienti sono albergatori con determinati requisiti di partenza?

hotelabileHotelabile interviene nel settore ricettivo a qualsiasi livello. Diciamo che la nostra  struttura, spesso è chiamata ad intervenire anche in ambiti differenti da quello turistico, ma accumunati dal bisogno di “sensibilità” verso le persone come ad esempio case di cura, RSA, ma anche attività commerciali in genere e non ultimo case private.

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