Green Hotel. Le soluzioni ricettive per il risparmio idrico

risparmio idricoSempre più spesso nelle camere e nei bagni delle strutture ricettive si vedono suggerimenti per il risparmio idrico su come utilizzare prodotti e servizi.

In questi casi, la struttura coinvolge l’ospite nelle proprie azioni green posizionando adesivi e cartoncini, in modo che ricambi la sensibilità all’ambiente attenendosi alle informative descritte per la riduzione degli sprechi, siano essi energetici, idrici, alimentari.

Se fino a qualche anno fa, per dimostrare quanto l’hotel fosse ecosostenibile era sufficiente consigliare all’ospite di riutilizzare gli asciugamani o le lenzuola per più giorni (e dunque non farle cambiare quotidianamente, con un enorme consumo di acqua, energia, detersivi e impiego di tempo del personale), per conquistarsi l’ammirazione del cliente green oggi è necessario spingersi molto oltre. Certo, quando la UNWTO (World Tourism Organization) spiega quanto il comparto sia corresponsabile dell’inquinamento del pianeta, non si limita esclusivamente agli hotel – visto che la quantità di CO2 immessa nell’atmosfera dai mezzi di trasporto è assai più impattante – ma anche le strutture ricettive hanno un certo peso. E la clientela, sempre più aggiornata e responsabile, lo sa e pretende maggiore cautela.

Alla base di questa sua richiesta ci sarebbe la preoccupazione per un pianeta con riserve idriche sempre più ridotte. Una criticità su cui già si ragiona da tempo, a causa del ripetersi estivo della “crisi siccità”, ma che si pensa possa accentuarsi rapidamente con l’affermarsi dei mercati emergenti, molto più bisognosi di acqua che in passato.

Assai prima di quanto si immagini, insomma, non sarà più sufficiente invitare l’ospite a una maggiore oculatezza nella sostituzione della biancheria, ma lo si dovrà anche informare sul tipo di detersivi utilizzati e sulla politica aziendale per il risparmio idrico.

Rilevazioni di mercato effettuate dai principali produttori mondiali di detergenti rivelano che questi, nelle formule attuali, non solo prevedono un eccessivo uso di acqua per il lavaggio e il risciacquo, ma contemplano anche un generoso contributo idrico in fase produttiva. Secondo questi studi, la produzione industriale dei detergenti assorbirebbe infatti fino a 5 milioni di tonnellate d’acqua ogni anno; una cifra esorbitante e tuttavia destinata a crescere già entro un paio d’anni del 3% su scala mondiale. In alcune aree le percentuali di crescita saranno peraltro ben più ingenti.

risparmio idricoÈ dunque il caso di chiedersi se possiamo fare la nostra parte con il risparmio idrico in struttura. Un primo dato positivo: sarebbero in via di  sperimentazione detergenti a forte potere pulente ma a basso impatto ambientale, che implicano cioè – sia in fase di produzione che in fase di consumo – un uso decisamente inferiore di acqua. Sulla scia di queste innovazioni, cambiano anche i prodotti per la detersione del corpo lasciate come utilities. Tedeschi, indiani e russi sono già molto vigili sulla loro composizione chimica, ma è ragionevole pensare che a breve la soglia di attenzione per il tema sarà più alta per tutti i clienti, che già oggi prediligono le linee free-from, certificanti la naturalità del prodotto.

Le proiezioni di mercato segnalano che il trend è destinato ad evolvere e che il settore degli organic skincare products crescerà, da qui al 2025, di dieci punti percentuali all’anno. In questo senso qualche novità per il risparmio idrico si è già vista: ad esempio, è arrivata sul mercato una saponetta d’acciaio per la rimozione degli odori residui sull’epidermide. Secondo gli inventori, gli ioni metallici aiuterebbero ad eliminare dai pori, senza l’uso di sostanze chimiche da smaltire nell’acqua, i componenti responsabili degli odori, per così dire, sgradevoli. Al momento si tratta di prodotti in fase sperimentale, ma certamente se questo genere di proposte si rivelerà efficace, sarà un bel salto anche sotto il profilo socio-culturale. E voi che ne pensate?

Giacomo Pini, GP Studios

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