L’hi-tech rivoluziona l’hotel: dinosauri alla reception e pareti immersive

L’ospite che arriva in un hotel ha un solo desiderio: vivere un’esperienza di soggiorno unica. La tecnologia può aiutare gli albergatori ad esaudirlo.
Moltissime soluzioni e gadget possono dare al cliente la sensazione di vivere in un ambiente moderno, smart, in cui certi automatismi consentono di soddisfare ogni esigenza rapidamente. Fantascienza? Per molti albergatori purtroppo sì, ma nel mondo sta accadendo proprio questo.

ADDIO CHIAVI, LA PORTA DI APRE CON IL BRACCIALE ELETTRONICO
Soluzione come i bracciali elettronici Smart VIBs (Very Important Bracelets) permettono ai clienti di non usare più le vecchie chiavi o le schede elettroniche per entrare nella propria stanza. E grazie alle app si può risolvere anche il problema delle serrature difettose o non preoccuparsi se i clienti sbadati dimenticano dove hanno appoggiato le chiavi. Non solo. Permettono anche di evitare pagamenti in contanti.

Credit: WristBand 

 

RECEPTIONIST ROBOT
E’ una scelta discutibile, ma in alcuni hotel la tecnologia si sostituisce già alla presenza umana.
In Giappone, all’hotel Henn-na ad accogliere gli ospiti alla reception è un robot con le sembianze di un dinosauro. Una calamita per gli ospiti, che nasce non tanto come soluzione di marketing quanto come strategia per ridurre i costi e massimizzare l’efficienza.

Credit: Henn-na Hotel

OSPITALITA’ HI-TECH
In un famoso hotel newyorkese sulla Fifth Avenue, il Plaza Hotel, i clienti trovano in camera un iPad con cui possono prenotare un tavolo al ristorante, richiedere  un trattamento benessere o consultare la mappa della città per programmare una gita nei dintorni. Anche il Berkley di Londra, da anni, offre ai propri clienti un “Ipad service”. Tra i vantaggi, ad esempio, un aggiornamento costante con la top 5 delle migliori tappe turistiche da non perdere. Più glamour? Il gruppo Hyatt nei suoi hotel Andaz propone un servizio di check-in mediante Ipad mentre i clienti sorseggiano un buon vino d’annata.

Credit: The Berkeley Hotel

UN’IDEA MADE IN ITALY…
Una startup padovana, Senso, nata poco meno di due anni fa, realizza “pareti immersive” che permettono al cliente di scegliere l’atmosfera che più si adatta al proprio stato d’animo. I clienti possono decidere se meditare sulla cima di un monte o se degustare un mojito distesi sul lettino di una spiaggia caraibica. Per cambiare ambientazione basta un tocco sullo smartphone, anche in questo utilizzando un’App.

…MA NEMMENO STAVOLTA SIAMO SUL PODIO
E’ chiaro come il mondo dell’ospitalità stia avanzando verso un’idea di hotel molto più tecnologico e digitalizzato. In Italia purtroppo alcune soluzioni sembrano lontane anni luce anche solo dai pensieri degli albergatori, mentre i clienti chiedono proprio una dose maggiore di tecnologia e modernità in ambienti smart.
Le cause di questo ritardo? Dal timore che la tecnologia possa avere effetti negativi sulla relazione con l’ospite alla semplice paura del cambiamento. Alla base, la mancanza di consapevolezza rispetto ai vantaggi che si possono ottenere sperimentando. Da statistiche come quella del Tech Impact Report risulta che il 90% dei clienti ritiene necessario l’aumento del digitale in hotel per migliorare il proprio soggiorno. Inutile dire che questo andrà ad influire sul livello di soddisfazione e sul giudizio complessivo del soggiorno che potrebbero formulare una volta tornati alla base.

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