INCHIESTA. Estate 2016. Italiani in vacanza: 68,7%, fuori casa per 9 notti

G 0A partire una famiglia su tre, il 34% viaggia in coppia, bene B&B (19%), camping (15%) e home-sharing (12%), il 50% risparmia sul pernotto. In vacanza c’è paura di avere problemi con la struttura ricettiva (55,7%) e con i trasporti (36,2%), il 54% non è soddisfatto della risoluzione dei problemi avuti in passato, tutele per i turisti non sufficienti, meno della metà conosce i propri diritti. Per gli italiani solo le strutture ricettive strappano la sufficienza (media voto 6,1), valutati negativamente l’offerta turistica (5,8), i trasporti (4,6) e la gestione delle bellezze naturali (4,7). Scoppia il caso dell’abolizione dal 1° luglio del Fondo Nazionale di Garanzia, consumatori scoperti in caso di fallimento dei tour operator e agenzie di viaggio.

Dai risultati dell’inchiesta “Che turista sei?”, a cui hanno partecipato oltre 500 consumatori, emerge che a partire per le vacanze quest’estate sarà il 68,7% degli intervistati, contro il 31,3% di consumatori che rimarranno a casa. Il budget medio per le vacanze è pari 1.181 euro, il soggiorno medio, principalmente in un appartamento (30,6%), è di 9,5 notti, il 68,1% dei partenti sceglie l’Italia (Sicilia, Puglia e Trentino Alto-Adige le Regioni più gettonate) contro il 31,9% che andrà all’estero, con l’Europa del Sud e del Nord a dividersi la maggior parte delle preferenze.

camera_85deff1c6d_k“I dati che emergono dalla nostra indagine evidenziano le perduranti difficoltà economiche delle famiglie italiane, in particolare del ceto medio e delle fasce di popolazioni più deboli, come pensionati e disoccupati – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – Per quanto riguarda il turismo in Italia, nonostante le elevate potenzialità del paesaggio e dei beni culturali a nostra disposizione, affiorano palesi criticità nella gestione delle bellezze naturali e nella insufficienza dei mezzi di trasporto. La scelta di andare all’estero, in particolare nei Paesi dell’area mediterranea, è chiaramente determinata dai più vantaggiosi prezzi dei soggiorni, nonostante l’apprezzamento degli italiani per le strutture ricettive nostrane”.

Difatti, in base ai risultati della valutazione qualitativa del turismo in Italia, per i cittadini solo le strutture ricettive, con un voto medio di 6,1, strappano la sufficienza mentre l’offerta turistica, come mostre, eventi e concerti, si avvicina alla soglia del 6 con un 5,8 di media. Male invece la valutazione della qualità della gestione delle bellezze naturali (4,7 di media) e dei mezzi di trasporto e collegamento con le località turistiche (media voto 4,6), i cui prezzi sono ritenuti nel 60% dei casi poco equi rispetto ai servizi offerti.

In merito alla paura di avere problemi durante le vacanza, la principale preoccupazione dei viaggiatori è quella di avere difficoltà con le strutture ricettive (55,7% delle indicazioni), seguita dai trasporti (36,2%) e attività locali (30,2%). Paure legittimate dalle esperienze accadute nel passato (il 49,4% degli intervistati dichiara di avere giù subito problemi in passati) e che si sono risolte solo nel 60% dei casi, anche se le soluzioni trovate sono state ritenute poco soddisfacenti dal 54,4% degli intervistati. Oltre ai problemi, gli italiani ritengono non sufficienti (52,6%) le tutele per il turista, nonostante la conoscenza dei diritti a loro disposizione, come il Codice del Turismo, la Carta dei Diritti del Passeggero e la Carta dei Diritti del Passeggero, non superi il 50%.

IN FAMIGLIA O IN COMPAGNIA? IL PERNOTTAMENTO

camera2c6f98_oCome viaggia il turista italiano? Il 33% degli intervistati si muove con la famiglia (da 1 a    3 figli, così suddivisi: con 1 figlio il 18,4% dei partenti, con 2 figli l’11,4%, con 3 figli solo il 3,2%) mentre il 34% viaggia in coppia, ovviamente senza figli. Il 15,8% viaggia in un gruppo di amici di 3 o più persone, mentre il 5,1% opta per il “gruppone” di 10 o più persone. Ma è interessante evidenziare che l’8,9% dei partenti opta per la vacanza “in solitaria”, un nuovo modo di viaggiare legato soprattutto all’home-sharing e al campeggio.

Relativamente al ‘pernottamento’, la media di notti fuori di casa è pari a 9,5. Analiticamente, il 33,8% dei turisti rimarrà fuori casa tra le 5 e le 10 notti, il 22,9% tra le 3 e le 5 notti mentre il 19,7% dormirà fuori tra le 10 e le 15 notti. Un dato che va letto anche alla luce del fatto che il 18,5% dei partenti soggiornerà presso una seconda casa, allungando de facto il numero di notti in vacanza. Va comunque rilevato che solo il 3,8% dormirà fuori più di 1 mese, mentre il 15,3% starà fuori più di due settimane. Solo il 4,5%, invece, opterà per un pernotto di durata inferiore alle 3 notti. Addio vacanze brevi, dunque? Non crediamo sia una posizione definitiva, ad ogni modo va valutata la possibilità che tra il partire per pochi giorni e il non partire (e risparmiare) gli italiani comincino a preferire la seconda opzione, cercando di massimizzare la spesa risparmiando su alcune voci, in particolare sulle strutture ricettive.

Per quanto riguarda il lato economico, il BUDGET medio  a  disposizione  è  pari  a  1.181 euro. Nello specifico, il 30,4% dei partenti ha un budget tra i 1.000 e i 2.000 euro, mentre il 26,6% ha a disposizione una somma tra i 500 e i 1.000 euro. Tra i 300 e i 500 euro è il

budget per il 22,8% dei partenti, mentre il 10,8% può spendere tra i 2.000 e i 5.000 euro. Poco meno del 9% ha a disposizione una cifra inferiore ai 300 euro mentre solamente un fortunato 0,6% dispone di un budget superiore a 5.000 euro.

phpdWtSAfIn merito alla STRUTTURE RICETTIVE, a fare la parte del leone è la soluzione dell’appartamento (scelta nel 30,6% dei casi), seguita dagli hotel fino a 3 stelle, che incontrano il 21,7% delle preferenze. Incontra un ottimo gradimento il Bed&Breakfast (19,1% di scelte), una soluzione economica ma confortevole. Anche il campeggio (15,3%) e l’home-sharing (12,1%) come Airbnb hanno un buon appeal sugli italiani, come anche l’agriturismo (12,1%). Perde posizioni il villaggio turistico, che riceve solo l’8,3% delle preferenze mentre era preventivabile che la soluzione più lussuosa, l’hotel con più di 4 stelle, incontri le scelte di solo il 7% degli italiani. Emerge quindi la ricerca di sistemazioni economiche ma con intelligenza, un minimo confortevoli e che offrano soluzioni qualitativamente accettabili. Non è un caso, come vedremo in seguito, che le strutture ricettive siano la voce dove più risparmiano i consumatori italiani.

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