NEWS. Con la Legge di Bilancio arriva il ticket di ingresso a Venezia

Il penultimo giorno dell’anno, con l’approvazione della lunga e complessa Legge di Bilancio 2019, ha portato poche novità nel mondo del turismo ma certo non di poco conto.

Innanzi tutto il ticket di ingresso a Venezia ora è realtà dopo 25 anni di inconcludenti dibattiti, per effetto della Legge approvata dalla Camera il 30.12.18 che, al comma 1129, prevede la possibilità di applicare il contributo – tra i 2,5 e 10 euro – a chi raggiunge «con qualunque vettore la città antica». Riguarderà solo i turisti giornalieri e sarà alternativa all’attuale imposta di soggiorno.

L’articolo del maxiemendamento alla legge autorizza il Comune di Venezia «ad adottare nelle proprie politiche di bilancio, in alternativa all’imposta di soggiorno, l’applicazione del contributo di sbarco previsto per le isole minori. Inoltre, l’importo massimo consentito per entrambe tali misure è elevato a 10 euro». La norma introduce la cosiddetta “tassa di sbarco“, in sostanza un ticket per chi – con qualunque vettore – arrivi a Venezia per turismo e non pernotti in città. La misura fiscale, si legge ancora nell’articolo, «potrebbe conseguire un effetto selettivo e moderare l’accesso delle cosiddette grandi navi alla zona lagunare».

Questa tassa può valere alcune decine di milioni di euro l’anno, dalle alcune valutazioni una cifra tra i 40 e i 50 milioni, secondo le prime stime; tale misura dovrebbe consentire al Comune l’introduzione di un ticket tarato soltanto sui turisti “mordi e fuggi”. Gli operatori del settore, pur non esponendosi ufficialmente, stimano che su un arrivo nella città lagunare di circa 20 milioni di giornalieri, diminuita per approssimazione alla metà – 10 milioni – per le categorie esentate (lavoratori, studenti, chi fa visita a parenti veneziani) e una tassa pari all’attuale imposta di soggiorno (5 euro), si potrebbe arrivare ad una cinquantina di milioni l’anno. Cifra ancora da calcolare, valutabile solo quando verrà emanato un regolamento sulle modalità e sulle categorie che saranno oggetto del ticket.

Attualmente l’imposta di soggiorno pagata da chi dorme nelle strutture ricettive veneziane genera oltre 30 milioni di euro l’anno, 33 milioni il dato nel 2018. Se i numeri ufficiali delle registrazioni alberghiere parlano di 10,5 mln di turisti nel 2017 a Venezia, più complesso è stimare il totale dei visitatori, inclusi i giornalieri. L’importante che tali introiti vengano destinati al solo scopo turistico di miglioramento, adeguamento dei servizi ai turisti ed alla cittadinanza e promozione concreta della città lagunare, ma di questo ne dubitiamo.

La ‘Bolkestein’ annullata in attesa del sì dell’Europa

La Legge di bilancio 2019 contiene l’estensione delle concessioni balneari fino al 2034 con canoni demaniali sospesi per le imprese colpite dalle recenti mareggiate, approvazione di un decreto entro i prossimi quattro mesi per stabilire i principi di una riforma organica del settore.

Il maxiemendamento del governo, contiene un capitolo dedicato alla salvaguardia temporanea delle migliaia di stabilimenti balneari italiani colpiti da un’incertezza normativa che durava da dieci anni.

Dopo l’esclusione dalla direttiva Bolkestein per 15 anni, arriva un’altra positiva novità per il comparto dei balneari, che potranno lavorare senza rischiare di incorrere in sanzioni amministrative. La possibilità di mantenere montate le strutture amovibili, infatti, consentirà loro di tenere aperti gli stabilimenti tutto l’anno, destagionalizzando il turismo e offendo un servizio in più a chi vuole godersi il mare in inverno.

Inoltre riguardo all’adeguamento antincendio delle strutture ricettive, il termine è stato prorogato al 31 dicembre 2019 per adeguarsi alle disposizioni in materia previste per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto localizzate nei territori colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 2 ottobre 2018. Una attenzione doverosa per chi ha subito danni ingenti da mareggiate ed alluvioni.

Come già saprete inoltre la proposta di nomina di Giorgio Palmucci a presidente dell’ENIT è stata approvata dalla Commissione del Senato. Il prossimo neo presidente crede necessarie delle “strategie di medio lungo termine con le regioni. Il turismo è infatti il settore che può aiutare la crescita del Pil nel nostro Paese”. Un’Enit che non sarà più un “carrozzone”, è stato detto, ma un “fiore all’occhiello per il ministero e per il Paese”, e che porti avanti “una strategia condivisa con le regioni, tenendo conto che non ci devono essere sovrapposizioni né un’attività svolta senza un coordinamento”.

E tutti si augurano che finalmente questo possa avvenire quanto prima.

Ai nostri lettori i migliori Auguri di Buon Anno Nuovo!

 

Giulio Biasion

 

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