A SIGEP aperte le porte al grande mondo del Food Service dolce

A SIGEP aperte le porte al grande mondo del Food Service dolce

Il SIGEP è tornato. E con lui il grande mondo del foodservice dolce, che da oggi a mercoledì si è dato appuntamento alla fiera di Rimini all’insegna di business e internazionalità. Il Salone di Italian Exhibition Group dedicato a Gelateria, Pasticceria, Panificazione e Caffè ha richiamato una folla di operatori fin dalle prime ore della mattina, desiderosa – dopo due anni – di conoscere le novità del settore e incontrare i big del mercato.

Un omaggio all’Ucraina

La cerimonia d’apertura ha avuto un toccante avvio con un omaggio all’Ucraina, con l’esposizione video della bandiera sventolante. La parola è poi passata agli inauguratori.

“Questa fiera – ha esordito il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini – è un segnale straordinario. Il presidente di IEG, Lorenzo Cagnoni, si è battuto perché Sigep si tenesse già quest’anno, anziché rimandarlo. E io penso che questa manifestazione, nelle eccellenze che presenta, sia simbolicamente quel mattone da cui ripartire per cercare di far andare meglio le cose. L’economia di questa Regione stava volando: abbiamo chiuso il 2021 con il 6,9% crescita, dobbiamo tornare al 1975 per trovare valori simili. Per il sesto anno consecutivo l’Emilia-Romagna è prima per crescita, assieme al Veneto. I dati dell’export, e le fiere danno un contributo straordinario rispetto al valore delle filiere dell’agroalimentare, dicono che ogni emiliano-romagnolo ha esportato l’equivalente di 16.300 euro, il doppio della media nazionale».

«Abbiamo cercato – ha proseguito il presidente di IEG, Lorenzo Cagnoni – di capire come dare una risposta al bisogno di innovazione nel nostro settore. E lo abbiamo fatto con il digitale, perché possa diventare un valore aggiunto alla qualità della nostra offerta di prodotto, e cercando di utilizzare possibili alleanze con altri interlocutori per raggiungere sinergie indispensabili. Oggi possiamo contare su un’alleanza con la fiera di Colonia per esportare Sigep a Shenzhen in Cina, e con la fiera di Hannover per operare con loro sui mercati di Messico e USA. Con Informa Market, a partire da Dubai, abbiamo iniziato a realizzare nuove manifestazioni nel mondo della gioielleria e oreficeria. Sono alleanze che ci fanno immaginare nuovi obiettivi e ci danno forza sul mercato domestico».

Gian Marco Centinaio, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari e forestali, ha concluso: “Tutte le filiere produttive sono nel bel mezzo di una tempesta perfetta, con aumenti vertiginosi delle materie prime, del gas e dei carburanti che colpiscono le economie della produzione, della distribuzione e del consumo. L’attenzione del Governo, oltre a essere orientata a ottimizzare gli aiuti del PNRR e dei fondi europei, è rivolta a combattere fenomeni speculativi che si abbattono anche sulla filiera del grano e dell’agroalimentare. In questo settore l’Italia è protagonista nel mondo con 52 miliardi di export. Il nostro Paese non esporta prodotti, ma veri e propri sogni: da questo concetto dobbiamo ripartire per far conoscere nel mondo ancora più prodotti, territori e tradizioni”.

FUORI CASA DOLCE, ALLA RICERCA DELLA SOSTENIBILITÀ

Primo settore manifatturiero in Europa, l’agroalimentare vale – da Lisbona a Varsavia – 1,2 trilioni di euro. Eppure, ancora lunga è la strada per acquisire maggiore sostenibilità ambientale e sociale. Dal ruolo delle città alle nuove sensibilità dei consumatori, Sigep – The Dolce World Expo di Italian Exhibition Group, inaugurata oggi, in fiera a Rimini sino al 16 marzo, ospita nella Vision Plaza dedicata agli scenari di sviluppo del settore del foodservice un talk dedicato alla sostenibilità come motore per la crescita del fuori casa. A confronto Fabio Fava, direttore del Centro Interdipartimentale Alma Mater Institute on Healthy Planet dell’Università di Bologna; Daniele Fattibene, ricercatore dell’Istituto Affari Internazionali e Cecilia Manget, head of foodservice Europe della società di ricerche di mercato The NPD Group.

All’opening talk della 43ª edizione del salone di Italian Exhibition Group dedicato alle filiere artigianali del dolce, è la pandemia che dà la chiave di lettura di una svolta che non si completa. «Se il 69% dei consumatori – afferma Manget – ritiene che la ristorazione debba, sì, dedicare maggiore impegno alla sostenibilità, i princìpi desiderati a voce non trovano corrispondenza nei comportamenti individuali. L’utilizzo delle monoporzioni e del packaging monouso è tornato alla plastica. Per azzerarne gli effetti, occorre ripensare menu e prodotti, comunicazione e packaging per arrivare a una delivery sostenibile».

E come ha ricordato l’AD di Italian Exhibition Group Corrado Peraboni, è una manifestazione come Sigep che rappresenta «l’incontro tra domanda e offerta, decisivo per l’intera filiera del foodservice dolce, informato sulle tendenze per declinare princìpi nobili come quello della sostenibilità, nel lavoro di ogni giorno». E come la sensibilità dei consumatori si infrange sulla necessità imposta dalla pandemia, anche le città giocano un ruolo decisivo. «Bisogna sfamare una popolazione crescente, soprattutto nelle città – ha ricordato Daniele Fattibene, ricercatore presso l’Istituto Affari Internazionali –. Qui vive più di metà della popolazione mondiale e vi si consuma più del 70% del cibo che viene prodotto. L’accesso a un cibo sano e nutriente non è uguale ovunque nel mondo. Nostro compito è non lasciare indietro nessuno». Le città inquinano ma è dalle città che l’impatto nel diverso approccio dei consumatori diventa incisivo.

«Immaginiamo il pianeta come una navicella – suggerisce Fabio Fava – e pensiamo che oggi trasporta 7,7 miliardi di passeggeri e che nel 2050 potrebbero arrivare a 10 miliardi. Significa molte materie ed energia prime da usare, molti rifiuti da produrre. L’agroalimentare è responsabile per un terzo delle emissioni di gas climalteranti e della perdita di biodiversità. La strategia europea “Farm to Fork” ha l’obiettivo di invertire la tendenza e il Cluster Agroalimentare Italiano si muove sulla stessa direzione».

LOCALI PUBBLICI, FIPE: MANCANO ALL’APPELLO 200 MILA POSTI DI LAVORO IN ITALIA

In Italia mancano all’appello poco meno di 200 mila posti di lavoro nella ristorazione. Il grido d’allarme di FIPE arriva dal SIGEP – The Dolce World Expo di Italian Exhibition Group, aperto da ieri a mercoledì 16 nel quartiere fieristico di Rimini. Mancanza di personale qualificato senza precedenti per il settore della ristorazione, che cerca di ricostruire il suo capitale umano. Il confronto tra gli addetti nella ristorazione nel 2022 sul dato del 2019, dice che sono 243 mila le risorse uscite dal mondo del lavoro, 50 mila i nuovi occupati. Formazione dedicata agli studenti e ai giovani, sistemi di recruiting one-to-one per incrociare domanda e offerta nel mondo del lavoro e imprenditoria di settore qualificata sono gli asset evidenziati da FIPE per attivare un’azione di recupero quanto mai necessaria. L’incontro, presentato e moderato dal vicedirettore della Federazione Italiana Pubblici Esercizi Luciano Sbraga, con le voci del mondo formativo, produttivo e dei servizi di reclutamento legati al comparto, ha illustrato le iniziative imprenditoriali e politiche per fronteggiare e combattere la crisi occupazionale. Dal palco della Vision Plaza gli interventi di Ito Kaori, director di Carpigiani University, Matteo Berti, direttore didattico di ALMA, Giulia Cerboneschi, pasticcera e imprenditrice, Fabio Aiello, head of corporate sales di Infojobs, e Andrea Fassi, ad di Gelateria Fassi.

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