Focus. Gli eventi culturali italiani e le strategie di promozione turistica

Quanto sono di richiamo gli eventi culturali e le grandi ricorrenze, da quelli più grandi come l’Expo, alla designazione delle capitali europee della cultura, ai più piccoli come concerti, mostre, festival, per la promozione turistica nel nostro paese? E come il fare sistema tra pubblico e privato consente di aumentare la promozione delle nostre città? A queste domande si è cercato di rispondere giorni fa, nell’Aula Gnudi della Pinacoteca Nazionale di Bologna, all’interno della 23 Borsa del Turismo delle 100 città d’arte e dei borghi d’Italia, nel convegno organizzato dalla Confesercenti e Assoturismo E.R. dal titolo Le grandi ricorrenze della cultura italiana e le strategie di promozione turistica.

Dopo i saluti di Elena Rossoni del Polo Museale Emilia-Romagna e di Filippo Donati, Presidente Assohotel Confesercenti Emilia Romagna, Alessandro Tortelli, Direttore scientifico CST Firenze, ha illustrato la ricerca commissionata da Confesercenti E.R su: “I dati relativi alle grandi ricorrenze per lo sviluppo turistico del territorio”. 

Nella sola Bologna, tra le varie città d’arte meno battute, ad esempio Firenze e Venezia, le presenze nel 2010/2018 hanno registrato un +63,3%, percentuale che pone la città felsinea terza dopo Napoli e Verona.  I visitatori di musei, monumenti e aree archeologiche statali sono stati nella nostra città 99.396 con una variazione percentuale nel periodo 2010/2018 del 228.50%  e dell’8,30% dal 2017 al 2018. In tutta l’Emilia Romagna i visitatori sono stati 797.728 contro i 588.861 del 2010, con una variazione nel primo caso del 3.40% dal 2017 al 2018 e del 40,10% dal 2010 al 2018. La spesa media giornaliera pro-capite di chi visita Bologna è di 109,4 euro. Per quanto riguarda i Borghi della nostra regione, quelli con meno di cinquemila abitanti e quelli nel circuito “I più bei borghi d’Italia” e le “Bandiere arancioni”, i flussi turistici hanno registrato nel 2018 un +0,3% di arrivi e un +1,1 % di presenze rispetto al 2017.

Dalla ricerca emerge inoltre che nel 2018 il 39,6% della spesa complessiva sostenuta dai turisti stranieri in Italia è per vacanze culturali, per un’entrata complessiva di 15,5 miliardi di euro, e spendono mediamente ogni giorno il 21% in più, 129€ rispetto a 106€. I turisti “culturali” hanno registrato un totale di 113,4 milioni di presenze (40,2% italiani, 59,8% stranieri) per un totale di 44,4 milioni di arrivi.

La ricerca si è soffermata inoltre sui dati relativi alle cinque città che in passato sono state capitali italiane della cultura (Siena, Cagliari, Lecce, Ravenna e Perugia), da cui si evince come tutte abbiano segnato trend positivi nel quadriennio 2014-2018. La città di Matera, capitale della cultura europea odierna, dal 2014, anno di designazione, ha visto i flussi turistici in costante e vertiginosa crescita: gli arrivi sono aumentati del +22,5% medio annuo mentre le presenze sono cresciute del +22,3%.

Il convegno coordinato da Robert Piattelli, Co-founder BTO Educational, è proseguito con la presentazione, da parte di Laura Schiff, dirigente e coordinatrice del programma nazionale Regione Emilia-Romagna del progetto Viaggi in Italia, una serie di clip promozionali sugli itinerari più suggestivi delle nostre regioni, e con l’intervento di Salvatore Adduce, Presidente Fondazione Matera Basilicata 2019 che ha illustrato le criticità emerse nell’organizzazione di questo evento.

Alla tavola rotonda, moderata da Beppe Boni, Condirettore di QN e de Il Resto del Carlino, hanno partecipato Elena Di Raco, responsabile studi e ricerche Enit, che ha spiegato come le vendite da parte degli operatori esteri dell’organizzazione dei viaggi, sia tradizionale che online, indichi per la primavera 2019 un trend di un’ulteriore crescita del prodotto culturale in Italia. Gli aumenti riscontrati dal TO variano dal +5% al +30%, rispetto allo stesso periodo del 2018, con picchi per la Cina del +45% e oltre del 100% per il Giappone. Ha aggiunto, inoltre, come la previsione per gli arrivi aereoportuali internazionali nelle principali città per il primo semestre 2019 veda un -7,9% per il Guglielmo Marconi di Bologna.

Presenti anche Emanuele Burioni, Direttore Apt Servizi Regione Emilia-Romagna, Natalia Maramotti, Presidente Destinazione Turistica Emilia del consiglio d’amministrazione dell’area vasta di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, che ha sottolineato come anche questi territori abbiano visto un aumento di turismo in particolare enogastronomico, Matteo Lepore, Presidente Destinazione Turistica Bologna Metropolitana, che ha illustrato gli investimenti in programma,  con lo scopo di costruire una città in cui il visitatore possa fare “esperienze” , tra i quali gli eventi estivi per cui sono stati stanziati più di 700 mila  euro. Ha proseguito Chiara Astolfi, direttore di Destinazione Turistica Romagna, che ha anticipato le ricorrenze felliniane che promuoveranno la città di Rimini come città d’arte e non solo come capitale del turismo balneare. Vittorio Messina, Presidente Nazionale Assoturismo Confesercenti, ha, invece, sottolineato come non ci sia una chiara consapevolezza del fatto che il turismo in Italia lo fanno le imprese, invitando la politica ad essere più attenta allo sviluppo di questo settore che tra le altre cose non delocalizza le attività. Sono inoltre intervenuti Adham Darawsha, Assessore alle Culture di Palermo, su l’esperienza di Palermo “Capitale Italiana della cultura 2018”, Cristiano Casa, Assessore al Turismo Comune di Parma, su Parma “Capitale Italiana della cultura 2020” e Giorgio Andrian, consulente Unesco, che ha anticipato il progetto “Padova Urbs picta”.

Info: www.confesercentiemiliaromagna.itconfes@confesercentiemiliaromagna.it

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