Formare l’ospitalità: la cultura del progetto nei nuovi modelli di accoglienza

Formare l’ospitalità: la cultura del progetto nei nuovi modelli di accoglienza

Negli ultimi anni il settore dell’ospitalità ha vissuto una trasformazione profonda che non riguarda soltanto il rinnovamento delle strutture o l’evoluzione dei servizi, ma il modo stesso in cui l’accoglienza viene progettata e gestita

L’hotel contemporaneo è sempre più chiamato a integrare competenze diverse – progettuali, organizzative, comunicative – per costruire esperienze coerenti e riconoscibili, in linea con aspettative sempre più articolate da parte degli ospiti.

In questo contesto, la formazione assume un ruolo strategico per il comparto hospitality. Non più limitata alla trasmissione di competenze operative, ma orientata allo sviluppo di una cultura del progetto capace di leggere la complessità del settore e di tradurla in valore concreto. Una sfida che coinvolge scuole, professionisti e imprese, chiamati a ripensare modelli didattici e approcci formativi alla luce delle nuove esigenze del mercato.

La trasformazione dell’hospitality e le nuove competenze richieste

cultura del progetto 2L’hospitality contemporanea si configura sempre più come un sistema complesso, in cui architettura, interior design, servizio, comunicazione e identità di marca concorrono alla costruzione dell’esperienza dell’ospite. Questo cambiamento ha reso evidente come la qualità dell’accoglienza non dipenda più esclusivamente da standard operativi o dotazioni funzionali, ma dalla capacità di governare processi articolati e interdipendenti.

Di conseguenza, anche le competenze richieste agli operatori del settore sono cambiate. Oggi l’hospitality richiede figure in grado di dialogare con il progetto degli spazi, comprendere le logiche dell’esperienza e tradurre l’identità della struttura in scelte operative coerenti. Professionisti capaci di muoversi tra design degli ambienti, organizzazione dei servizi, relazione con il cliente e comunicazione, superando la tradizionale separazione tra ruoli tecnici, gestionali e creativi.

Direttori, progettisti, operatori del food & beverage e responsabili dell’esperienza sono sempre più chiamati a condividere un linguaggio comune, basato sulla cultura del progetto e sulla capacità di leggere l’hotel come un sistema unitario. Una competenza trasversale che diventa decisiva per costruire modelli di accoglienza riconoscibili, sostenibili e allineati alle aspettative di un mercato in continua evoluzione.

Il nodo critico della formazione nel settore hospitality

Non sempre il sistema della formazione è riuscito a tenere il passo con questa evoluzione. Molti percorsi continuano a proporre modelli compartimentati, con una separazione netta tra competenze progettuali, gestionali e operative, che mal si adatta a un settore in cui le funzioni sono sempre più interconnesse e chiamate a dialogare.

Il rischio è quello di formare profili parziali, preparati su singole competenze ma privi di una visione d’insieme, proprio nel momento in cui l’hospitality richiede capacità di coordinamento, lettura dei processi e comprensione del progetto nella sua totalità. In un contesto in cui l’esperienza dell’ospite nasce dall’interazione tra spazio, servizio e identità, la mancanza di una formazione integrata diventa un limite strutturale.

Il risultato è un disallineamento crescente tra le competenze richieste dal mercato dell’ospitalità e quelle effettivamente disponibili, soprattutto nei contesti più orientati all’esperienza, all’innovazione e alla differenziazione dell’offerta. Un limite che rende necessario ripensare il ruolo della formazione, chiamata oggi non solo a trasmettere competenze tecniche, ma a fornire strumenti di lettura della complessità, metodo progettuale e capacità di connessione tra discipline diverse.

La cultura del progetto come risposta formativa

cultura del progetto 3In questo scenario, la cultura del progetto emerge come elemento centrale per la formazione nel settore hospitality. Non si tratta soltanto di progettare spazi, ma di sviluppare una capacità di visione in grado di tenere insieme funzione, identità, servizio ed esperienza, superando una lettura frammentata dei ruoli e delle competenze.

È in questa direzione che si inserisce il lavoro di Hdemy Group, realtà attiva nella formazione avanzata nei settori del design, della comunicazione e del progetto. All’interno del gruppo, NAD – Nuova Accademia del Design, fondata nel 2012, opera come spazio di ricerca e formazione orientato alla cultura progettuale, con sedi a Verona e Milano e una proposta didattica che affianca percorsi in presenza e corsi online.

L’approccio di NAD si fonda su una visione del design inteso nelle sue molteplici declinazioni, come strumento culturale e operativo capace di dialogare con contesti diversi, dall’interior design all’hospitality. I percorsi formativi, accreditati e sviluppati con uno sguardo attento al panorama europeo, mirano a fornire strumenti di lettura della complessità più che competenze settoriali isolate.

L’obiettivo è formare professionisti capaci di muoversi all’interno di sistemi articolati, di dialogare tra discipline diverse e di tradurre il progetto in valore concreto per il settore alberghiero, rispondendo alle trasformazioni in atto nel mondo dell’accoglienza.

Coffee Experience Design: progettare i nuovi spazi del caffè tra esperienza e ospitalità

cultura del progetto 4All’interno di questo approccio si colloca Coffee Experience Design, il corso ideato da Gianpietro Sacchi e Carlo Meo, pensato per rispondere alle trasformazioni che stanno attraversando il mondo del caffè e, più in generale, i luoghi dell’accoglienza legati al food & beverage.

Negli ultimi anni il caffè ha progressivamente superato la dimensione di semplice prodotto per diventare esperienza, linguaggio e progetto. Cambiano i modelli di consumo, si moltiplicano i formati – dalle specialty coffee alle bakery caffè – e si affermano nuovi spazi ibridi, in cui identità, offerta e relazione con il cliente assumono un ruolo centrale. Un’evoluzione che richiede competenze progettuali capaci di integrare spazio, servizio e narrazione.

Il corso nasce con l’obiettivo di fornire strumenti e metodologie del design dell’esperienza applicati ai nuovi luoghi del caffè, con un approccio trasversale che dialoga direttamente anche con il mondo dell’hotellerie e dell’ospitalità. La progettazione degli spazi, l’organizzazione dei flussi, la definizione dell’identità e la coerenza dell’esperienza diventano così elementi chiave di un percorso formativo pensato per professionisti e operatori del settore.

Il progetto formativo sarà presentato anche in occasione di SIGEP a Rimini, contesto di riferimento per il mondo del foodservice e dell’ospitalità, a conferma di un dialogo sempre più stretto tra formazione, impresa e filiere produttive. Un esempio concreto di come la cultura del progetto possa diventare leva strategica per interpretare e governare il cambiamento nei luoghi dell’accoglienza contemporanea.

Il ruolo della formazione nel futuro dell’hospitality

In un settore in cui l’esperienza dell’ospite è sempre più determinata dalla qualità del progetto complessivo, la formazione torna ad assumere un ruolo centrale e strategico. Non come risposta contingente ai cambiamenti del mercato, ma come infrastruttura culturale capace di accompagnare l’evoluzione dell’ospitalità nel medio e lungo periodo.

Come sottolinea Gianpietro Sacchi, «oggi la formazione nell’hospitality non può più limitarsi a trasmettere competenze tecniche isolate. Serve costruire una cultura del progetto capace di tenere insieme spazio, servizio ed esperienza, perché è lì che si genera il vero valore dell’accoglienza».

La cultura del progetto, intesa come capacità di leggere e governare sistemi complessi, diventa così uno strumento fondamentale per chi opera nei mondi dell’accoglienza, del foodservice e dell’hotellerie. Un passaggio che chiama in causa scuole, professionisti e imprese, e che conferma come il futuro degli hotel si costruisca anche attraverso la qualità dei percorsi formativi e delle competenze che questi sono in grado di generare.

 

 

DISCLAIMER
Ogni testo è redatto da l’Albergo, proprietario dei diritti di proprietà intellettuale.
Qualunque riproduzione, anche parziale è vietata, così come l’utilizzo del logo senza preventiva autorizzazione scritta è perseguito a termini di legge.
Taggato con: , , , , ,