La fascia del lusso è una grande opportunità per l’economia del nostro Paese

La fascia del lusso è una grande opportunità per l’economia del nostro Paese

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha risposto in esclusiva  alle nostre domande facendo un bilancio a 360 gradi sulla situazione attuale della nostra hotellerie e sul futuro che l’attende

Il percorso professionale di Bernabò Bocca – nato a Torino il 15 ottobre 1963 e residente tra Roma e Firenze – si è sviluppato a partire dal 1983, quando è entrato in Sina Hotels Spa, per diventare nel 1990 Presidente dell’azienda di famiglia. Dal 2000 è Presidente Nazionale di Federalberghi. Dal 2023 è Presidente della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Dal 2025 è vice presidente vicario di Acri e  vice presidente di F2i. E’ stato inoltre Senatore della Repubblica ed è Cavaliere del Lavoro e Commendatore, Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Lo abbiamo incontrato per fare il punto sulla situazione e le prospettive dell’industria alberghiera nazionale.

Presidente, ci può dare un sintetico bilancio delle ultime festività di Natale-Capodanno ed Epifania: l’ENIT ci ha comunicato che si è sfiorato il 50% del tasso medio di saturazione delle strutture ricettive…

Lo definirei un bilancio positivo, a partire dal fatto che, complessivamente, nel corso delle festività natalizie si sono messi in viaggio oltre 19 milioni di italiani, la maggior parte dei quali ha scelto come destinazione privilegiata proprio il Belpaese, dimostrando che in qualche modo il turismo domestico premia le tradizioni. E’ una tendenza che fa sempre piacere sottolineare e che si è particolarmente evidenziata nel post pandemia: è come se gli italiani, dopo un evento così traumatico, si fossero innamorati nuovamente dell’Italia. In generale, la sensazione è che stiamo andando nella direzione giusta. Le nostre strutture ricettive hanno offerto il meglio, e sono state la prima scelta soprattutto per coloro che hanno viaggiato nel periodo del Capodanno.

Il trend di crescita nella fascia luxury è sempre più forte, soprattutto gli investimenti dei grandi Gruppi esteri, ma non solo… Cosa ne pensa?

Ho sempre sostenuto che la fascia del lusso va considerata una grande opportunità per l’economia del nostro Paese. Anche in termini di occupazione. E’ la fascia che suscita maggior attrattività nel turismo straniero, principalmente quello americano che è il nostro primo mercato. Sono visitatori “big spender” che tendono a scegliere destinazioni e strutture top. Considerano la vacanza un bene, e ad essa riservano quote importanti della propria disponibilità economica. Quanto agli investimenti dei grandi gruppi esteri, siamo i primi testimoni del crescente interesse dimostrato da investitori stranieri nei confronti di strutture ricettive nel nostro Paese. Tendenzialmente considero questo un fenomeno positivo, in particolare quando questi grandi gruppi si valgono di risorse e professionisti tutti italiani.

Ma la classe media italiana troverà ancora degli hotel di buon livello e a prezzi competitivi?

Per ciò che riguarda il turismo interno ne sono certo. C’è ancora una varietà di offerta adatta a tutte le tasche. Allo stesso tempo, non c’è dubbio che a soffrire maggiormente i grandi cambiamenti nel mondo dell’ospitalità siano proprio quegli hotel a conduzione familiare che hanno più difficoltà a competere con realtà di maggior portata. Quanto ai prezzi, bisogna tenere presente lo scenario: basta andare in Europa o più in generale all’estero per accorgersi di quanto alte siano le tariffe, anche per hotel di livello medio. Quando ci si rende conto di questo, per differenza ci si accorge anche che in Italia le tariffe sono ben più accessibili che altrove.

Un importante nodo da sciogliere – specie per l’offerta alberghiera delle fasce alta e medio alta – è il problema della grave carenza di personale qualificato. Gli ITS – che funzionano a macchia di leopardo sul territorio – non stanno ottenendo il successo di presenze auspicato e gli Istituti alberghieri statali non hanno più le presenze del pre Covid. Cosa sta facendo Federalberghi per ovviare a questo grave problema?

Da tempo siamo impegnati sul tema della formazione. Siamo collegati alla rete degli Istituti Tecnici Superiori per operare nel campo dell’alternanza scuola lavoro. Diversi studenti impegnati negli istituti alberghieri hanno avuto modo di fare esperienza nei nostri alberghi proprio grazie a questo costante dialogo tra la nostra federazione e i luoghi di formazione. Molti di questi ragazzi oggi hanno scoperto la propria vocazione nel mondo dell’accoglienza anche grazie a queste esperienze lavorative e formative. E’ un percorso che si amplierà sempre più e io sono molto fiducioso in termini di risultati.

La domanda oggi è diventata più frammentata, più esigente. La concorrenza si è fatta sempre più forte, il modello “alloggi brevi” cresce e l’hotel tradizionale fa fatica… L’Associato a Federalberghi come affronta il futuro prossimo?

Si, ma cresce anche la necessità di regolarizzare questo modello… Non mi stanco mai di ricordare che l’albergo è sinonimo di sicurezza, dal momento che chi ha un’impresa dell’ospitalità è vincolato al rispetto di regole molto rigide, altrimenti non potrebbe esercitare. Il che rappresenta una forma di garanzia anche per noi e per i nostri ospiti. Gli albergatori sono dei ferventi osservanti dei regolamenti previsti. Ma nello stesso mercato vi devono essere medesime regole. Altrimenti si tratta di concorrenza sleale. Le ultime disposizioni in tema di sicurezza dettate del ministero dell’Interno, che prevedono il riconoscimento de visu degli ospiti degli appartamenti destinati ad affitti brevi, sono una prova lampante della necessità di mettere ordine nel far west delle locazioni brevi senza controllo. Noi affrontiamo il futuro prossimo sempre con la stessa modalità, ripeto: rispettando le regole.

L’utilizzo o meglio il dilagare dell’Intelligenza Artificiale nel turismo è cosa nota! L’albergatore medio, quello che non appartiene a nessun Gruppo o catena, come lo utilizza e quali benefici può trarne?

Si tratta sempre di trovare il giusto equilibrio. Oggi come oggi siamo già arrivati al punto di non poterci esimere dal misurarci con l’intelligenza artificiale. E’ una leva per l’innovazione e per perfezionare tutti i servizi contenuti in una struttura dedicata all’ospitalità. Sta ad ogni singolo prendere le misure con l’IA e dialogare con il visitatore in questo modo che definirei rivoluzionario. I benefici che si possono trarre sono molti e fruttuosi, lo si vede nelle prenotazioni, nella nuova gestione della reception, nell’house keeping, nel food&beverage, nella varietà dei servizi. L’importante è tener presente che siamo noi a guidare l’IA, ce ne dobbiamo valere come strumento prezioso, ma senza ma far sostituire l’uomo alla macchina..

E infine un suo bilancio su questo lungo periodo della Sua Presidenza nella massima Confederazione alberghiera del Paese…

Riassumerei il mio pensiero citando ciò che ho detto alla mia squadra a fine anno, in occasione degli auguri natalizi: la Federalberghi è la mia casa.

 

 

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