Castel Badia: un modello di ospitalità costruito sul territorio
Un progetto di ospitalità di alta gamma nato dal recupero di un complesso monastico millenario, tra architettura, benessere e territorio. Castel Badia interpreta il patrimonio storico come leva per un modello alberghiero contemporaneo
Nel cuore della Val Pusteria, a San Lorenzo di Sebato, Castel Badia apre come nuovo progetto alberghiero inserito in un contesto in cui il dialogo tra patrimonio storico e ospitalità contemporanea è sempre più centrale. La struttura sorge ai piedi dell’area sciistica di Kronplatz/Plan de Corones, in una posizione che consente un utilizzo del territorio distribuito lungo tutto l’arco dell’anno, tra turismo outdoor, benessere e cultura.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’hotelier Aldo Melpignano, il Gruppo Kronplatz e le famiglie Gasser e Knötig, con l’obiettivo di riportare in funzione un complesso di origine millenaria attraverso un modello di ospitalità di alta gamma, ma fortemente legato al contesto locale. Castel Badia, costruito intorno all’anno Mille come monastero benedettino femminile, è stato oggetto di un intervento di recupero che ha privilegiato la lettura storica dell’edificio, evitando forzature stilistiche o sovrastrutture decorative.
Il progetto, firmato dallo studio Null17, si basa sul mantenimento delle volumetrie originarie e sulla valorizzazione degli elementi storici esistenti, dagli affreschi agli spazi monastici, integrandoli con soluzioni contemporanee essenziali e funzionali. Gli interni, sviluppati dallo studio Droulers con la collaborazione della designer Marta Ferri, seguono la stessa impostazione: materiali naturali, palette cromatiche misurate e arredi pensati per accompagnare, non sovrastare, l’identità del luogo.
La struttura si articola in 28 camere, tutte diverse per dimensione e disposizione. Alcune sono dotate di vasche panoramiche, saune private o hammam, con affacci che spaziano dalla vallata alla corte interna fino al villaggio sottostante. Completa la proposta uno Chalet indipendente, pensato per soggiorni più riservati, in linea con una domanda crescente di privacy e autonomia anche nell’ospitalità di fascia alta.
Il tema del benessere è declinato in modo coerente con la storia del complesso. La Spa, ricavata negli spazi dell’antico monastero, si ispira ai saperi monastici legati alle erbe officinali e alle pratiche di cura tradizionali della montagna. L’Apothekergarten, giardino dedicato alle piante medicinali, diventa il filo conduttore di un percorso che coinvolge spa, cucina e attività outdoor, affiancato da piscine esterne riscaldate con vista sulle Dolomiti.
Anche la proposta gastronomica segue una logica di equilibrio tra radicamento e ricerca. Lo chef Alberto Toè firma due concept distinti: Stube Badia, spazio più informale dedicato alla cucina alpina e alla quotidianità del territorio, e un ristorante gastronomico, la cui apertura è prevista per la primavera 2026, orientato a una cucina narrativa, costruita sul dialogo tra prodotto, stagionalità e convivialità.
Con l’apertura di Castel Badia, il territorio di San Lorenzo di Sebato si arricchisce di una struttura che interpreta l’ospitalità di alta gamma come progetto integrato, in cui architettura, paesaggio, benessere e ristorazione concorrono a definire un’esperienza coerente e non replicabile. Un modello che riflette una tendenza sempre più diffusa nel settore: investire sulla qualità del luogo e sulla sua storia come elementi centrali della proposta alberghiera.
Info: Castelbadia.com
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