Reputazione digitale: come trasformare recensioni, Google e social in clienti reali

Reputazione digitale: come trasformare recensioni, Google e social in clienti reali

La prima impressione che un potenziale ospite ha di una struttura ricettiva non avviene più alla reception. Avviene davanti a uno schermo, leggendo cosa altri hanno scritto

di Armando Travaglini

Una ricerca su Google, una recensione su TripAdvisor, una foto taggata sui social: questi momenti plasmano aspettative e influenzano decisioni di prenotazione, spesso senza che l’albergatore ne sia consapevole.

I numeri sono inequivocabili. Secondo uno studio di TripAdvisor, l’82% dei viaggiatori considera le recensioni estremamente o molto importanti nella scelta dell’alloggio. Una ricerca della Harvard Business School ha dimostrato che un incremento di una stella nel rating può tradursi in un aumento del fatturato compreso tra il 5% e il 9%. Non stiamo parlando di percezioni, ma di impatto diretto sul conto economico.

Eppure, nonostante questi dati, il tasso medio di risposta alle recensioni nel settore alberghiero si attesta intorno al 40%. Significa che sei recensioni su dieci rimangono senza riscontro. Una negligenza che costa cara, considerando che il 72% delle prenotazioni alberghiere avviene entro 48 ore da una ricerca su Google.

Il circolo virtuoso della reputazione

La reputazione digitale non è un concetto astratto, ma un meccanismo preciso che si autoalimenta. Si costruisce attraverso un flusso continuo di recensioni e feedback. Le recensioni, se ascoltate, aiutano a migliorare la qualità del servizio. Un servizio migliore genera ospiti soddisfatti. Gli ospiti soddisfatti lasciano recensioni positive. Le recensioni positive attraggono nuovi clienti, aumentando la domanda. Una domanda crescente consente politiche tariffarie più aggressive. Margini migliori permettono investimenti in qualità, che a loro volta generano recensioni ancora migliori.

Questo circolo virtuoso rappresenta anche il più potente strumento di disintermediazione a disposizione delle strutture ricettive. Un hotel con una reputazione solida può permettersi di dipendere meno dalle OTA, aumentando le prenotazioni dirette e riducendo il peso delle commissioni.

Un dato significativo: secondo le statistiche di TripAdvisor, il 79% dei viaggiatori legge tra sei e dodici recensioni prima di prenotare un hotel. Questo significa che non conta solo la qualità delle recensioni, ma anche la loro quantità e freschezza. Le piattaforme premiano la continuità: recensioni recenti hanno un peso maggiore di quelle datate, indipendentemente dal punteggio.

Google Business Profile: il nuovo biglietto da visita

Se si dovesse indicare un solo punto su cui concentrare gli sforzi, sarebbe senza esitazione Google Business Profile. La scheda della struttura su Google è diventata il vero biglietto da visita digitale, spesso consultata prima ancora del sito ufficiale.

Ottimizzarla significa curare ogni dettaglio: informazioni sempre aggiornate, fotografie di qualità professionale, risposta tempestiva alle recensioni, pubblicazione regolare di post e aggiornamenti. Google premia l’attività e la completezza delle schede, posizionandole meglio nei risultati di ricerca locali.

Un aspetto sottovalutato riguarda le parole chiave. Quando si risponde a una recensione, si ha l’opportunità di inserire naturalmente termini rilevanti per la struttura e la destinazione. Non si tratta di forzature, ma di raccontare con precisione cosa si offre. Questa pratica migliora la rilevanza della scheda nelle ricerche e, contemporaneamente, fornisce informazioni utili a chi legge. E questo è utile anche visti i recenti sviluppi che il settore sta affrontando con l’avvento dei motori di ricerca basati su intelligenza artificiale. Sistemi come ChatGPT, Perplexity e Claude attingono a tutte le fonti indicizzate per formulare raccomandazioni ai viaggiatori. Le risposte alle recensioni, ricche di informazioni contestuali su servizi, esperienze e caratteristiche della destinazione, diventano materiale prezioso per essere suggeriti da questi nuovi intermediari digitali.

L’arte di rispondere alle recensioni

Rispondere alle recensioni non è un obbligo burocratico, ma un’opportunità strategica. Ogni risposta ha due destinatari: l’ospite che ha scritto e i potenziali clienti che leggeranno in futuro.

Per le recensioni positive, è fondamentale evitare risposte standardizzate e impersonali. Occorre ringraziare citando elementi specifici del soggiorno, invitare a tornare suggerendo esperienze che l’ospite potrebbe apprezzare, cogliere l’occasione per menzionare servizi o caratteristiche della struttura.

Per le recensioni negative, il confine tra una buona e una cattiva risposta è sottile. Se il problema evidenziato si è effettivamente verificato, è necessario scusarsi sinceramente, spiegare cosa è accaduto e illustrare le azioni correttive intraprese. Gli ospiti potenziali che leggeranno apprezzeranno la trasparenza e la capacità di gestire le criticità.

Se invece la recensione appare infondata o esagerata, la risposta deve essere calma e precisa, fornendo dettagli che permettano ai lettori di farsi un’opinione equilibrata. Mai cedere alla tentazione di rispondere con toni polemici: una risposta aggressiva danneggia più di una recensione negativa.

Un consiglio pratico: coinvolgere tutto lo staff nella formulazione delle risposte alle recensioni responsabilizza i collaboratori e li rende partecipi della costruzione della reputazione. Spesso gli ospiti citano per nome dipendenti che si sono dimostrati particolarmente disponibili: quale migliore occasione per valorizzare il team e motivarlo a dare sempre il meglio?

I social come amplificatori di reputazione

Facebook e Instagram non sono solo canali promozionali, ma potenti strumenti di costruzione reputazionale. I contenuti generati dagli utenti, le foto taggate, le storie condivise durante il soggiorno rappresentano testimonianze autentiche che influenzano le decisioni di altri viaggiatori.

È importante incoraggiare la condivisione creando momenti ed esperienze fotografabili. Monitorare le menzioni della struttura e interagire con chi la cita. Condividere i contenuti migliori prodotti dagli ospiti significa trasformarli in ambasciatori spontanei del brand.

La gestione della reputazione sui social richiede costanza. Non basta pubblicare sporadicamente: serve una presenza continua che costruisca nel tempo una community di persone legate emotivamente alla struttura.

Strumenti e monitoraggio

Gestire la reputazione su più piattaforme simultaneamente può sembrare impegnativo, ma esistono strumenti che semplificano enormemente il lavoro. Google Alerts, gratuito, permette di ricevere notifiche ogni volta che qualcuno menziona la struttura online. Piattaforme più evolute aggregano recensioni da fonti diverse, consentendo risposte centralizzate e analisi del sentiment.

L’intelligenza artificiale sta trasformando anche questo ambito. Esistono oggi sistemi capaci di generare bozze di risposta personalizzate rispettando lo stesso “tono di voce” della struttura, analizzare automaticamente i temi ricorrenti nelle recensioni, identificare trend di soddisfazione o insoddisfazione prima che diventino problemi strutturali.

Trasformare la reputazione in prenotazioni

La reputazione online non ha valore se non si traduce in risultati concreti. Il collegamento tra recensioni positive e prenotazioni dirette passa attraverso alcuni accorgimenti pratici.

Nelle risposte alle recensioni, è utile invitare gli ospiti soddisfatti a prenotare direttamente sul sito per il prossimo soggiorno, magari menzionando vantaggi esclusivi. Sulla scheda Google Business Profile, il link al booking engine deve essere sempre funzionante e ben visibile. Sui social, occorre creare percorsi chiari che conducano dalla scoperta alla prenotazione.

La reputazione digitale è un asset strategico che richiede cura quotidiana. Non si costruisce con campagne occasionali, ma con l’attenzione costante a ogni touchpoint digitale. Chi saprà gestirla con metodo trasformerà ogni recensione, ogni interazione, ogni menzione in un’opportunità concreta di business, anche grazie alle nuove possibilità offerte dall’Intelligenza Artificiale. Perché oggi, prima ancora di scegliere una destinazione, il viaggiatore sceglie chi merita la sua fiducia. E quella fiducia si conquista online, un feedback alla volta.

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