Turismo Inclusivo: negli hotel di Cortina camere accessibili e friendly quasi triplicate

Turismo Inclusivo: negli hotel di Cortina camere accessibili e friendly quasi triplicate

Chiuso il sipario su #MilanoCortina2026 e i numeri elaborati da HBenchmark per l’Associazione Albergatori di Cortina certificano una stagione da record. Un febbraio caratterizzato dal sold out nelle strutture del centro con forte prevalenza di ospiti stranieri (66%) contro il 34% di visitatori italiani, trainata dai mercati di Stati Uniti (15,1%), Germania (10,1%) e Canada (8%)

L’impegno del comparto alberghiero della Conca Ampezzana per un turismo più accessibile e inclusivo prescinde dalle Paralimpiadi che si sono appena concluse e denota la volontà da tempo condivisa di costruire una legacy duratura per la destinazione. L’Associazione degli Albergatori di Cortina comunica infatti che tra i propri associati la quantità di camere accessibili, attrezzate e friendly sul totale delle stanze disponibili è quasi triplicata in appena 24 mesi, passando dal 5% del 2023 al 14% attuale con un incremento pari al + 179%, laddove attualmente sono più della metà (54%) le strutture che offrono soluzioni in tal senso.

 

Sandra Ruatti, Presidente dell’Associazione degli Albergatori di Cortina, ha così commentato i dati statistici: «Certamente le strutture alberghiere di Cortina sono uscite rafforzate dall’esperienza Paralimpica, con una maturazione importante e la volontà di andare avanti su questa strada per diventare l’esempio virtuoso di una località pienamente inclusiva che possa fare da apripista a una vera e propria rivoluzione culturale nel mondo del turismo. Ma sia chiaro che l’accessibilità per noi non è un argomento nuovo. Da tempo eravamo entrati nell’ottica di attuare un cambio radicale di paradigma in tal senso e l’assegnazione dei Giochi non ha fatto altro che darci l’input finale per avviarlo: dal convegno sull’accessibilità turistica che abbiamo promosso nel 2022 insieme al Comune e al Comitato Italiano Paralimpico al sostegno a numerosi progetti che nel corso degli anni hanno tenuto alta l’attenzione sul tema, ci siamo spesi con tutte le nostre forze per costruire un sistema di ospitalità in grado di superare barriere, confini, categorie e differenze».

A tal proposito, sono tanti gli hotel che a Cortina hanno osservato  lunghi periodi di chiusura proprio al fine di ottimizzare i propri standard, migliorare i servizi in termini di accessibilità e assicurare così a ciascun ospite la possibilità di muoversi e vivere gli spazi in modo autonomo e dignitoso, con interventi che hanno riguardato prevalentemente la sistemazione e la riorganizzazione degli ambienti interni ed esterni, compresa l’eliminazione degli ostacoli fisici alla mobilità, la semplificazione dei collegamenti, la ristrutturazione delle stanze e, ove possibile, l’allestimento di servizi igienici attrezzati, e l’installazione di dispositivi di supporto visivo e sonoro.

«Sappiamo che c’è ancora tanto da fare – ha concluso Ruatti – se pensiamo che le Paralimpiadi sono ancora lontane purtroppo dall’avere il richiamo mediatico e l’attrattività delle Olimpiadi; è evidente che parliamo di un percorso in salita e irto di ostacoli. Ma le salite si superano solo iniziando a percorrerle. E noi intendiamo continuare a farlo anche e soprattutto adesso, a riflettori spenti».

Infrastrutture, accessibilità e offerta alberghiera

Secondo Giuliano Vantaggi, dirigente del turismo e marketing territoriale della Regione Veneto, «Le Olimpiadi #Milano Cortina2026 lasciano una legacy importante in termini di infrastrutture: sta cambiando molto la direttrice che collega Venezia a Cortina e più in generale l’accessibilità al territorio. Cambia anche il tipo di turismo che conosceremo. Durante le Paralimpiadi, per esempio, quasi l’89% delle persone parlava una lingua straniera: fino a pochi anni fa qui si sentiva parlare soprattutto milanese o romano».

«Si arriverà probabilmente ad avere tredici hotel a cinque stelle – ha proseguito Vantaggi da noi intervistato a Casa Veneto rivolti a una clientela internazionale molto particolare. Sono strutture legate a grandi gruppi internazionali, che ragionano con una logica globale: chi arriva, ad esempio, da Madrid potrà avere servizi organizzati direttamente dal gruppo, dal trasporto dall’aeroporto in poi. Parliamo di una clientela di fascia molto alta, che trova tutto compreso. Questo cambierà i meccanismi del turismo e avrà un effetto di trascinamento anche sui territori vicini, un po’ come è successo nel settore del vino con tutta la direttrice delle colline del Prosecco e con le aree tra Venezia, Padova, Vicenza e Verona».

«Il Veneto oggi conta circa 74 milioni di presenze turisticheha concluso il dirigente della regione Veneto – sono numeri importanti, ma la sfida è distribuirle meglio, fare in modo che alcune zone diventino più conosciute e attrattive per il pubblico internazionale. È un processo che è già in atto, anche grazie alla collaborazione con grandi player internazionali del turismo. Ma non sarà una Cortina sempre più esclusiva: restano anche tante strutture familiari ampezzane, soprattutto a tre stelle. L’offerta rimane molto varia: dal camping e glamping fino al cinque stelle. È importante perché così arriverà ogni tipo di turismo».

 

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