Nominato il nuovo ministro del Turismo: è Gianmarco Mazzi

Nominato il nuovo ministro del Turismo: è Gianmarco Mazzi

Il Presidente del Consiglio ha nominato il nuovo il nuovo ministro del Turismo. Sarà Gianmarco Mazzi, attuale sottosegretario alla Cultura ed esponente di Fratelli d’Italia, a prendere il posto di Daniela Santanchè, che aveva rassegnato le dimissioni dal dicastero lo scorso 25 marzo.

Negli ultimi giorni si era ipotizzato che Meloni potesse tenere le deleghe per sé, invece di indicare un nuovo ministro per quella casella. La premier ha pensato di superare lo stallo e accelerare con la nomina prima di Pasqua, con un nome a sorpresa, in vista anche dell’informativa che terrà alla Camera e al Senato il prossimo 9 aprile, che si concentrerà proprio sull’azione di governo.

L’attuale sottosegretario alla Cultura, 66 anni il prossimo 1 luglio, stamane è stato al Quirinale per il giuramento con il Presidente della Repubblica Mattarella. Nato a Verona nel 1960, laureatosi in Giurisprudenza all’Università della sua città natale, ha operato nel settore musicale e televisivo come organizzatore e dirigente, collaborando alla realizzazione di eventi e produzioni nazionali. Il suo nome è associato al Festival di Sanremo, dove ha ricoperto incarichi organizzativi e di direzione artistica in alcune edizioni dei primi anni Duemila. Successivamente ha svolto attività nel campo della produzione e gestione di eventi legati allo spettacolo.

La nomina di Gianmarco Mazzi arriva in modo inatteso. Il suo nome, infatti, non figurava nel toto-nomi delle ultime settimane, dominato da profili più direttamente legati al settore o già coinvolti nei dossier del ministero. Tra questi, in particolare, Gianluca Caramanna – deputato di Fratelli d’Italia e consulente per il Turismo – era considerato tra i favoriti, grazie alla sua vicinanza alle dinamiche del dicastero. All’interno del partito erano circolati anche i nomi di Lucio Malan, capogruppo al Senato, e Marina Chiarelli, assessore regionale piemontese, poi indebolita dalla revoca delle deleghe al Turismo.

Nel dibattito erano emerse anche candidature esterne, come Luca Zaia, in quota Lega, e Giovanni Malagò, forte di un profilo internazionale e di relazioni consolidate utili alla promozione del brand Italia. Sul fronte tecnico, infine, si erano affacciate ipotesi come Elena Nembrini, direttore generale di Enit, e Sandro Pappalardo, membro del cda dello stesso ente.

A sottolineare la linea del governo sulla nomina – letta da alcuni anche come un riequilibrio territoriale verso il Nord, in considerazione del legame di Mazzi con Verona – è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

«Mazzi è la persona giusta per guidare il ministero del Turismo. Insieme abbiamo sostenuto la candidatura della cucina italiana a patrimonio Unesco: da sottosegretario alla Cultura ha colto subito il valore promozionale del dossier, rimasto fermo con il precedente Governo. Un riconoscimento che può rafforzare il sistema agroalimentare e un tratto culturale sempre più determinante anche nelle scelte turistiche. La sua nomina rappresenta una garanzia per capitalizzare questo percorso e cogliere nuove opportunità per un’industria strategica per l’economia nazionale».

I messaggi delle associazioni

Non sono mancati i primi segnali di sostegno da parte delle associazioni di categoria. A partire da Federalberghi, guidata da Bernabò Bocca, che ha accolto positivamente la nomina: «In una fase cruciale per l’economia del Paese, il settore ricettivo guarda con favore a una figura dotata di sensibilità culturale e capacità gestionale, elementi chiave per affrontare la complessità del turismo. Confermiamo il nostro impegno a collaborare per rafforzare un comparto che coinvolge oltre 4 milioni di occupati e rappresenta il 14,4% dell’economia, con l’obiettivo di consolidare la leadership dell’Italia sui mercati internazionali».

Sulla stessa linea Assoturismo Confesercenti, con il presidente Vittorio Messina, che ha evidenziato la delicatezza della fase: «Al nuovo ministro rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro. Il settore attraversa un momento complesso, tra tensioni energetiche e incertezze internazionali che incidono su domanda, costi e fiducia. Confermiamo la piena disponibilità a un confronto costruttivo e a una collaborazione concreta per sostenere un comparto centrale per l’economia del Paese».

L’attività politica del nuovo Ministro 

Gianmarco Mazzi è entrato in politica con Fratelli d’Italia. Dopo il lavoro nel 2004 come consulente del ministero delle Comunicazioni, è candidato alle elezioni del 2022 come capolista di FdI in Veneto e viene eletto deputato. Prima membro della commissione Cultura, diventa poi sottosegretario al MiC con il ministro Gennaro Sangiuliano e con il successore Alessandro Giuli. E ora, dopo le dimissioni di Santanchè, arriva per lui il nuovo incarico alla guida del ministero del Turismo.

I precedenti di Mazzi nel mondo della musica

Mazzi è tra i promotori della Nazionale italiana cantanti e dagli anni Ottanta intrattiene collaborazioni a vario titolo con big della musica italiana, dai Pooh a Gianni Morandi, da Lucio Dalla e Caterina Caselli, fino a Francesco Baccini, di cui sarà manager per una decina d’anni. Dal 1992 cura l’attività artistica e tv di Adriano Celentano e, in qualità di produttore televisivo, si occupa di varie produzioni per Rai1 e Canale 5, tra cui ‘Francamente me ne infischio’ e ‘Rockpolitik’.

Dopo un’esperienza da direttore comunicazione per CGD East West, etichetta del gruppo Time Warner, Mazzi dal luglio 2003 si occupa anche dell’organizzazione del Festival di Sanremo e ricopre per sei edizioni il ruolo di direttore artistico della rassegna canora. Lavora nel corso degli anni anche per Riccardo Cocciante e Dario Fo, Zucchero e Mogol. Poi cura per Rai2 l’edizione italiana del talent show ‘The Voice’ e lavora all’organizzazione della cerimonia di apertura di Expo 2015 in piazza Duomo, a Milano. Nel suo curriculum, dal 2017 al 2022, anche i ruoli di direttore artistico e ad della società di gestione dell’Arena di Verona.

 

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