Food e sostenibilità: le nuove sfide dell’hotellerie di lusso

Food e sostenibilità: le nuove sfide dell’hotellerie di lusso

Deloitte: Il mercato italiano dell’hotellerie di lusso consolida la propria attrattività in Europa, trainato da Food & Beverage e sostenibilità. Il riposizionamento degli asset evolve in chiave ESG, con impatti diretti su valore e competitività

L’Italia si conferma il principale hub europeo dell’hotellerie di lusso secondo il 60% degli investitori, rafforzando il proprio posizionamento in una fase di trasformazione del mercato segnata da instabilità geopolitica e ridefinizione delle strategie di sviluppo. È quanto emerge dallo studio presentato da Deloitte nel corso dell’evento Luxury Hospitality Reloaded: Repositioning and Balancing Sustainability, che ha riunito a Milano operatori, investitori e stakeholder finanziari per analizzare le prospettive del segmento high-end.

Ad aprire i lavori Angela D’Amico, Partner e Real Estate Sector Leader di Deloitte, e Fabio Giuffrida, Director Deloitte Climate & Sustainability. A seguire, l’intervento di Lorenzo Vianello (UniCredit Italy) e due tavole rotonde dedicate rispettivamente al riposizionamento degli asset e ai temi ESG, con il coinvolgimento di player di primo piano del comparto.

“Come emerge dal nostro studio, l’Italia resta il mercato più attrattivo d’Europa per il settore del turismo di lusso, grazie a un patrimonio culturale e paesaggistico ineguagliabile e alla reputazione consolidata come destinazione di eccellenza. Tra gli operatori del settore che abbiamo intervistato, circa sei su 10 indicano il nostro Paese come il principale polo di attrazione e sviluppo dell’hotellerie di lusso in Europa nei prossimi tre anni”, ha commentato Angela D’Amico. “Le prospettive di crescita si estendono oltre le location storicamente consolidate come Roma, Milano, Venezia e Firenze e includono borghi rigenerati, territori montani e destinazioni emergenti”.

Food & Beverage leva di differenziazione e driver di investimento

Deloitte 2Nel processo di riposizionamento verso il segmento luxury, il food & beverage assume un ruolo sempre più centrale, sia in termini di experience design sia come asset strategico di valorizzazione. Secondo Deloitte, oltre il 70% di investitori e operatori prevede di incrementare gli investimenti in questo ambito, riconoscendone la capacità di incidere sull’attrattività complessiva della struttura e sulla marginalità.

“In questo contesto – ha osservato Benedetto Puglisi, Director Real Estate & Hospitality di Deloitte – cresce sempre di più il ruolo del food & beverage come fattore chiave di differenziazione e di attrattività per la clientela luxury, con oltre il 70% di investitori e operatori che prevede di investire in quest’area. La ricchezza e la varietà della cucina italiana, patrimonio dell’UNESCO, rappresentano una leva competitiva per rafforzare il posizionamento delle strutture nel segmento luxury, anche attraverso investimenti dedicati agli spazi e partnership con chef e marchi di riferimento”.

Tra gli ulteriori driver emergono l’attrattività della location, la disponibilità di capitale e la forza del brand. L’interesse si concentra prevalentemente su strutture esistenti, con particolare attenzione agli immobili storici, che tuttavia presentano vincoli architettonici e conservativi. Permangono criticità legate all’accesso ai capitali e alla convenienza economica della riqualificazione rispetto alle performance attuali degli asset.

ESG e sostenibilità: da opzione a requisito competitivo

DeloitteIl riposizionamento nel segmento luxury si configura sempre più come un processo trasformativo che supera la dimensione immobiliare per incidere sull’identità stessa delle strutture. “In un contesto globale in cui cresce l’attenzione agli aspetti ambientali e sociali, i fattori ESG non sono più una scelta etica, ma un imperativo strategico che incide su competitività, reputazione e sostenibilità economica delle strutture ricettive. Oltre il 21% delle CapEx complessive nelle strategie di riposizionamento nel segmento luxury viene destinato a iniziative legate alla sostenibilità” – ha dichiarato Franco Amelio, partner di Deloitte Climate & Sustainability. . “Il concetto di lusso non si esaurisce più in servizi esclusivi e comfort, ma include la responsabilità ambientale e l’impatto sociale delle strutture ospitanti”.

Il biennio 2024-2025 ha registrato una crescita del 22% delle strutture con certificazioni ESG, mentre il 73% dei viaggiatori dichiara di voler generare un impatto positivo sulle comunità locali attraverso la spesa turistica. Le certificazioni si affermano così come requisito di accesso al mercato globale e alle principali fonti di finanziamento, oltre che elemento di credibilità verso investitori istituzionali.

Sul piano operativo, la gestione delle risorse naturali – dall’efficienza energetica all’utilizzo di fonti rinnovabili, dalla gestione idrica ai modelli circolari – si traduce in un incremento del valore immobiliare stimato tra il 6% e il 10%, contribuendo a mitigare il rischio legato alla volatilità energetica.

“Stiamo assistendo – ha commentato Fabio Giuffrida – ad un cambiamento importante della tipologia di ospiti che scelgono di soggiornare in queste tipologie di strutture; si tratta infatti di una clientela che è alla ricerca di un’esperienza unica e tailor-made che sia in grado però anche di generare effetti positivi. L’aspettativa è che l’esperienza vada oltre la semplice offerta di servizi all’interno della struttura, ma sia in grado di valorizzare le risorse esterne che il territorio, la comunità ed economia locale possono offrire e che rendono quindi unica e memorabile la permanenza. La sostenibilità si conferma quindi una leva strategica nel saper mitigare il proprio impatto ambientale, legato ad esempio al consumo energetico e idrico, e saper valorizzare in ottica addizionale le risorse messe a disposizione dalla comunità e dal territorio”.

DISCLAIMER
Ogni testo è redatto da l’Albergo, proprietario dei diritti di proprietà intellettuale.
Qualunque riproduzione, anche parziale è vietata, così come l’utilizzo del logo senza preventiva autorizzazione scritta è perseguito a termini di legge.
Taggato con: , , , , , ,