Aries Group, ricavi in crescita, si punta su MICE e ospitalità ibrida
Aries Group registra nel 2025 ricavi a 62,6 milioni e consolida un modello multi-segmento ad alta marginalità. Per il 2026 attese di crescita ulteriore con EBITDA a 14,8 milioni e focus su innovazione degli asset e sviluppo MICE
Il 2025 si chiude con indicatori economico-finanziari solidi per Aries Group, che consolida il proprio posizionamento nel panorama dell’hospitality italiana come operatore specializzato nella gestione di asset complessi e ad alta intensità di servizi. Il gruppo alberghiero indipendente registra ricavi pari a 62,6 milioni di euro, con un EBITDA di 12,7 milioni e una marginalità operativa del 20%, a conferma della tenuta di un modello che integra in modo strutturato business travel, MICE, extended stay, leisure e ospitalità esperienziale.
Un risultato che riflette un’impostazione industriale orientata alla diversificazione delle fonti di ricavo e alla valorizzazione trasversale degli spazi alberghieri. Nel corso dell’anno, infatti, Aries Group ha registrato una crescita dell’11% rispetto all’esercizio precedente, superando quota 1,14 milioni di presenze e raggiungendo un tasso medio di occupazione camere dell’85%. Indicatori che evidenziano una domanda stabile e articolata, sostenuta in particolare dai segmenti corporate e congressuale, ma sempre più integrata con componenti leisure e ibride.
La struttura del portafoglio rappresenta uno degli elementi chiave del posizionamento del Gruppo. Con quattro asset distribuiti tra Milano, Roma e Bologna, Aries gestisce complessivamente 1.639 camere, 65 sale meeting e circa 9.400 metri quadrati di superfici dedicate agli eventi. Una configurazione che consente di operare con efficacia nel segmento dei grandi flussi e dei congressi, mantenendo al contempo flessibilità nell’offerta e capacità di adattamento a diverse tipologie di clientela.
Prosegue inoltre il percorso di integrazione dei criteri ESG, ormai parte strutturale della governance aziendale. Tutte le strutture del gruppo mantengono la certificazione DCA ESG, mentre è stato definito un Piano Strategico di Sviluppo Sostenibile 2026-2028 che mira a integrare in modo sistemico i principi ambientali, sociali e di governance nei processi operativi, organizzativi e gestionali. Un approccio che risponde non solo a esigenze reputazionali, ma anche a logiche di efficienza e di creazione di valore nel medio-lungo periodo.
Sul piano dello sviluppo prodotto, il primo semestre del 2026 evidenzia un’evoluzione significativa del modello di ospitalità. Il Gruppo sta infatti investendo in format ibridi capaci di ampliare l’utilizzo degli spazi e intercettare nuove occasioni di consumo. Tra i progetti più rilevanti si inserisce il restyling del Quark Hotel Milano con il concept “Quark 2.0”, orientato alla trasformazione del centro congressi in un ecosistema MICE di nuova generazione. L’intervento prevede l’introduzione di ambienti modulari, tecnologie immersive e soluzioni avanzate per eventi, con l’obiettivo di aumentare la competitività della struttura nel segmento congressuale internazionale.
Il Living Place Hotel di Bologna amplia la sua offerta con il lancio del VIVI Sporting Club, un’infrastruttura dedicata al benessere e allo sport che contribuisce a diversificare ulteriormente i ricavi e ad aumentare la permanenza media degli ospiti. A Roma, l’Hotel Villa Pamphili sviluppa una programmazione culturale strutturata, integrando cinema, musica ed eventi aperti anche al territorio. L’hotel si configura quindi sempre più come hub relazionale, capace di generare connessioni tra ospiti, comunità locali e imprese.
Queste iniziative delineano una strategia chiara: trasformare gli asset alberghieri in piattaforme multifunzionali, in grado di operare su più livelli di domanda e di generare valore oltre il tradizionale perimetro dell’ospitalità. Un approccio che si inserisce in un contesto di mercato in cui la componente esperienziale e la contaminazione tra segmenti stanno assumendo un peso crescente nelle dinamiche competitive.
Per il secondo semestre del 2026, Aries Group prevede di proseguire lungo questa direttrice, rafforzando la propria piattaforma gestionale e investendo nell’innovazione degli asset. L’obiettivo è duplice: da un lato consolidare la leadership nel segmento MICE, dall’altro sviluppare nuovi format di ospitalità ibrida capaci di rispondere a una domanda sempre più frammentata e dinamica. In questo contesto, non si escludono opportunità di espansione selettiva, coerenti con il modello industriale del Gruppo.
Le previsioni aggiornate indicano per il 2026 ricavi pari a 66,2 milioni di euro, con un EBITDA atteso di 14,8 milioni e un EBITDA margin del 22%. Un miglioramento che deriva sia dall’incremento dei volumi sia dall’ottimizzazione dei processi operativi e dalla maggiore incidenza dei segmenti a più alta marginalità.
“Il 2025 conferma la solidità del modello sviluppato da Aries Group e la sua capacità di generare crescita in modo equilibrato e sostenibile. Oggi disponiamo di una piattaforma organizzativa e gestionale capace di valorizzare asset hospitality complessi, diversificare le fonti di ricavo e interpretare l’evoluzione del mercato. Le prospettive per il 2026 confermano la validità di questa strategia: continueremo a investire nell’innovazione dei nostri asset e in una crescita selettiva, con l’obiettivo di creare valore duraturo per partner, investitori, ospiti e territori di riferimento delle nostre strutture”, commenta Stefano De Santis, Presidente di Aries Group.
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