Vendemmia 2026, dalle Langhe al Chianti il caldo anticipa la raccolta
Una stagione estiva caratterizzata da temperature decisamente sopra la media, riserve idriche ancora determinanti e una maturazione che in molti territori corre avanti rispetto alle consuetudini: la vendemmia 2026 è stata anticipata in vari territori, con quantità variabili e prospettive qualitative complessivamente positive
La vendemmia 2026 verrà ricordata come una di quelle in cui il calendario della viticoltura italiana ha dovuto fare i conti, ancora una volta, con un clima in trasformazione. Dalle Langhe alla Franciacorta, dai Colli Orientali del Friuli alle Grave, dal Collio fino al Chianti Classico, le indicazioni raccolte presso le cantine restituiscono un quadro articolato, ma accomunato da un elemento: la raccolta è iniziata prima del consueto in numerose aree.
Il filo conduttore dell’annata sono le temperature superiori alla media, che hanno accelerato lo sviluppo vegetativo e la maturazione, ma anche la disponibilità di acqua accumulata nei mesi precedenti. Le riserve idriche di inverno e primavera hanno infatti rappresentato un fattore decisivo per consentire alle viti di affrontare l’estate calda e, in diversi casi, poco piovosa senza condizioni di stress particolarmente critiche
Nelle Langhe piemontesi, Giorgio Lavagna, enologo di Fontanafredda, colloca l’avvio della vendemmia con un anticipo significativo: «Le abbondanti piogge invernali e primaverili hanno favorito un buon sviluppo vegetativo e una regolare allegagione, mentre le temperature elevate degli ultimi mesi hanno accelerato la maturazione». La raccolta è iniziata infatti già nella prima settimana di agosto, con le uve destinate alle basi Alta Langa.
Per il Piemonte, dunque, il tema dell’anticipo si accompagna a quello dell’equilibrio tra disponibilità idrica e andamento climatico. Secondo lo stesso Lavagna, «Le prospettive qualitative sono positive, grazie all’ottimo stato sanitario delle uve e al buon equilibrio della vegetazione».
Spostandosi in Franciacorta, il quadro conferma l’accelerazione dei tempi, ma introduce anche gli effetti degli eventi meteorologici avversi. Michele Bozza, presidente di Montina, segnala una vendemmia anticipata rispetto allo scorso anno e una possibile contrazione produttiva: «Per la Franciacorta una vendemmia anticipata rispetto allo scorso anno, principalmente a causa delle temperature superiori alla media registrate negli ultimi due mesi. La stagione è stata caratterizzata anche da alcuni eventi climatici avversi, che potrebbero determinare una riduzione della produzione compresa indicativamente tra il 10% e il 18%».
Qui la differenza tra microterritori diventa particolarmente evidente: Nelle aree sud-orientali della Franciacorta la vendemmia è iniziata a inizio agosto, nei vigneti di Montina tra il 10 e il 13 agosto. «Le uve colpite marginalmente dalla grandine hanno reagito bene e, pur essendo ancora presto per valutare il profilo qualitativo dell’annata, lo stato sanitario dei vigneti permette di guardare alla vendemmia 2026 con cauto ottimismo».
In Friuli-Venezia Giulia, l’anticipo assume caratteristiche ancora diverse. Nei Colli Orientali del Friuli, Nicola Zamò, enologo di Le Vigne di Zamò, segnala l’inizio della raccolta tra il 10 e il 16 agosto, partendo dal Sauvignon per preservarne freschezza e componente aromatica, seguito da Pinot Grigio e Chardonnay. «L’inverno mite e le temperature superiori alla media hanno favorito una ripresa vegetativa precoce, mentre le riserve idriche accumulate nei terreni hanno sostenuto lo sviluppo di una buona parete fogliare, capace di proteggere le piante dal caldo», spiega.
La gestione del vigneto diventa qui un altro degli elementi distintivi dell’annata. «Il clima prevalentemente asciutto ha mantenuto bassa la pressione delle malattie fungine, permettendoci di ridurre i trattamenti, mentre l’impiego della polvere di roccia ha contribuito a proteggere foglie e grappoli dalle scottature. La quantità si presenta buona e in linea con la media, con prospettive qualitative molto positive».
Sempre in Friuli, ma spostandosi tra Grave e Collio, le esperienze di Le Monde e La Ponca mostrano quanto il comportamento dei terreni possa modificare gli effetti dello stesso andamento climatico. Giovanni Ruzzene, enologo di entrambe le aziende, evidenzia che «L’annata 2026 per Le Monde e La Ponca è stata caratterizzata da temperature elevate e da uno sviluppo vegetativo leggermente anticipato. A Le Monde alcune grandinate hanno ridotto il potenziale produttivo, mentre a La Ponca, dove non si sono verificati eventi grandinigeni, la particolare composizione dei terreni ha mitigato gli effetti del caldo e della siccità, garantendo alle viti un adeguato apporto idrico».
Per entrambe le aziende la raccolta è cominciata dalla terza settimana di agosto, con prospettive qualitative positive: «Le uve si presentano sane, equilibrate e caratterizzate da un buon rapporto tra maturazione zuccherina, acidità e componente aromatica». A Le Monde è prevista una produzione più contenuta, mentre La Ponca guarda a un raccolto di ottima qualità, sostenuto dalle caratteristiche del terreno.
Infine la Toscana. Nel Chianti Classico, Michele Contartese, Amministratore Delegato di Colombaio di Cencio, registra un anticipo meno marcato ma comunque evidente: «Vendemmia 2026 leggermente anticipata, con l’invaiatura iniziata circa 7-10 giorni prima rispetto alla media. Nonostante un’estate calda e poco piovosa, le riserve idriche accumulate durante la primavera hanno evitato situazioni di stress per le viti».
Anche qui le attese sulla produzione rimangono sostanzialmente stabili: «Sul piano quantitativo prevediamo una produzione in linea con le ultime annate, mentre dal punto di vista qualitativo le prospettive sono medio-alte».
Sei territori, dunque, non restituiscono una vendemmia 2026 uniforme, ma delineano una tendenza comune. L’anticipo della maturazione è ormai un parametro con cui il settore deve confrontarsi, mentre la disponibilità idrica accumulata nei mesi precedenti, la composizione dei terreni, gli eventi estremi e la capacità di gestione del vigneto contribuiscono a determinare differenze anche significative tra aree relativamente vicine.
La vera incognita rimane la quantità, più esposta alle variabili climatiche, mentre il calendario della vendemmia sembra confermare una direzione ormai ricorrente: l’Italia del vino sta anticipando i tempi della raccolta e ogni territorio è chiamato a trovare la propria risposta alle nuove condizioni climatiche.
Immagine in apertura: vendemmia a La Ponca
Ogni testo è redatto da l’Albergo, proprietario dei diritti di proprietà intellettuale.
Qualunque riproduzione, anche parziale è vietata, così come l’utilizzo del logo senza preventiva autorizzazione scritta è perseguito a termini di legge.







