La palestra perfetta? Come l’Harry’s Bar
Servire è l’arte suprema e ogni palestra nasce per servire i propri clienti. Quanto al supremo, ce ne passa. Nel fitness non ci sono vie di mezzo: o si riesce bene o malissimo, dalla palestra condominiale alla luxury Wellness Room in Hotel, passando per i fitness network
Il problema nasce da noi: cosa vogliamo trovarci nel “Wellness Pack”? Solo un bel posto con attrezzature premium e operatori-custodi del nostro muoverci qui e là, o veri professionisti del fitness che all’occorrenza ci preparano un raffinato “Non-fat soy cappuccino” come all’Harry’s Bar?
L’Harry’s Bar: perchè mai avremmo preso come riferimento questo benchmark dell’accoglienza italiana? Perchè all’Harry’s Bar, da quasi un secolo, tutto è curato nei dettagli, ed è un mix attraverso cui il servizio d’eccellenza si mescola al prodotto eccellente. Altezza dei tavolini, tovaglioli di lino e qualità impareggiabile degli ingredienti con cui s’appronta il piatto. E, soprattutto, l’invito a disattivare i device rumorosi come nella carrozza silenzio introdotta da qualche anno nell’alta velocità. E in molti fitness club nel mondo, dove si difende la quiete delle lounge area a spada tratta.
In tali luoghi, dove il device rumoroso resta chiuso nell’armadietto, ogni procedura attraverso cui il servizio fluisce è controllata maniacalmente affinché nessuno dei passaggi possa mai incidere su un’erogazione infelice. Quella che renda un solo cliente scontento. Un sandwich proposto a temperatura non ottimale, e quindi un lieve e impercettibile malfunzionamento del sistema altrove, apparrebbe qui come una grave stonatura nella sinfonia di un’orchestra avvezza a suonare l’assoluto. Il Servizio Fitness Perfetto è in simbiosi con la Grande Accoglienza Perfetta.
Nella scelta della palestra perfetta, quindi, le direzioni da seguire sono due: ove l’obiettivo sia struttura, spazi e tecnologie, perché il coach siamo noi stessi, completamente autonomizzati nell’organizzazione degli esercizi, la palestra perfetta è quella in cui il personale non c’è. Ma tutto il “tangibile” deve essere impeccabile e ove non lo sia saremo pronti a richiederlo al massimo livello di pretestuosità. Cortesia, accoglienza, pulizia dello spogliatoio, qualità delle attrezzature per allenarsi. E scendendo nel dettaglio, il trittico spazi-odori-cromie curato su alte percezioni.
Il dilemma è come verificare tutto questo senza perdere tempo. Anzitutto non facendoci incartare nelle trattative commerciali davanti a un ingresso palestra da banca d’affari, ma dirigendoci al volo negli spogliatoi. Se troveremo docce militari e non spogliatoi paragonabili a quelli di una spa, non se ne farà niente d’iscriverci, neanche a membership scontata.
Ma se l’obiettivo è focalizzato sul personale, ovverosia sulla qualità del nostro Coach, l’osservazione s’inverte. La palestra perfetta sarà quella più vicina, dove ci arriveremo anche a piedi, con gli spazi giusti, strapulita ogni die di default in un’apoteosi d’affidabilità, professionalità e precisione che includerà nel prezzo anche il no-fat Soy cappuccino come esempio di service-approach. La palestra perfetta ci proporrà il fitness “servito come arte suprema” anche in quarantacinque metri quadri. Gli stessi su cui il primo Harry’s Bar del 1931 ha costruito successi ed è oggi patrimonio mondiale.
Ogni testo è redatto da l’Albergo, proprietario dei diritti di proprietà intellettuale.
Qualunque riproduzione, anche parziale è vietata, così come l’utilizzo del logo senza preventiva autorizzazione scritta è perseguito a termini di legge.


