Minimalismo e narrazione al centro della mise en place contemporanea
Dalla posata alla porcellana, la mise en place contemporanea si muove tra rigore formale e narrazione materica. Sambonet e Rosenthal reinterpretano il linguaggio della tavola con due collezioni che integrano estetica, funzione e identità
La mise en place contemporanea torna a ricoprire un ruolo centrale nell’HoReCa d’alta gamma, contribuendo attivamente a definire identità e posizionamento della proposta gastronomica. Non più semplice cornice del piatto, ma dispositivo narrativo che accompagna l’esperienza del cliente. Le ultime proposte da Sambonet e Rosenthal sembrano orientate a ridefinire il lessico formale della tavola contemporanea professionale.
In occasione del centenario della nascita del celebre designer Rosenthal, figura di riferimento per il design internazionale, Sambonet introduce la collezione di posate “100”, un perfetto esercizio di sintesi tra eredità del brand e visione contemporanea. L’obiettivo è chiaro: restituire alla posata un ruolo attivo nella costruzione dell’esperienza gastronomica, attraverso un equilibrio calibrato tra ergonomia, proporzione e segno.
La collezione si caratterizza per un disegno essenziale, dove ogni elemento risponde a una logica di sottrazione. L’impugnatura, sottile e leggermente arcuata, definisce una linea fluida che accompagna il gesto, mentre le coppe di forchetta e cucchiaio introducono un contrappunto volumetrico che garantisce stabilità. Il coltello, con lama geometrica in continuità con il manico, rafforza la coerenza progettuale, pur mantenendo una propria autonomia espressiva. Il risultato è una posata che lavora per equilibrio, evitando ogni ridondanza decorativa.
Dal punto di vista materico, l’acciaio inox viene declinato nella finitura lucida e nella variante PVD oro, intercettando sia contesti di alta ristorazione classica sia ambienti più orientati a una mise en place calda e scenografica. La gamma si estende oltre il servizio base, includendo accessori coordinati e soluzioni pensate per una tavola sempre più ibrida, aperta a contaminazioni culturali, come dimostra l’introduzione di set di bacchette.
Se Sambonet lavora per sottrazione e rigore, Rosenthal sviluppa invece un progetto che si muove sul piano della narrazione formale. La collezione “Sonetto” traduce nella dimensione fisica il ritmo e la musicalità della poesia italiana, trasformando la tavola in una composizione. Qui il piatto è un diverso elemento architettonico: superfici che si articolano su diversi livelli, giochi di altezze e profondità, effetti trompe-l’œil che ridefiniscono la percezione del contenuto.
Il tratto distintivo della linea è rappresentato dal rialzo centrale di alcuni piatti, modellato come un elemento floreale che funge da piedistallo per le preparazioni. Una soluzione che introduce verticalità nella presentazione e consente allo chef di costruire impiattamenti più scenografici. Il motivo organico si ritrova in tutta la collezione, dalle coppe alle tazze, fino ai dettagli dei manici, contribuendo a una coerenza stilistica diffusa.
La palette privilegia smalti bianchi, alternati tra superfici lucide e opache, con profili dorati che definiscono i contorni e aggiungono un accento di eleganza controllata. A questa componente più raffinata si affianca una linea di elementi in ceramica dall’estetica volutamente materica e irregolare: coppe, caraffe e contenitori che introducono un registro più tattile, quasi artigianale, generando un contrasto calibrato con la purezza della porcellana.
Il minimalismo funzionale di Sambonet, tanto quanto il linguaggio evocativo di Rosenthal evidenziano una direzione precisa per il settore: la tavola è oggi uno spazio progettato nei minimi dettagli, in cui ogni elemento contribuisce alla costruzione di un racconto coerente. Design, innovazione e cultura del progetto convergono in soluzioni pensate per un mercato sempre più attento ai codici estetici e funzionali della tavola.
Ogni testo è redatto da l’Albergo, proprietario dei diritti di proprietà intellettuale.
Qualunque riproduzione, anche parziale è vietata, così come l’utilizzo del logo senza preventiva autorizzazione scritta è perseguito a termini di legge.


