Turismo & Cavallette. Un Manifesto contro il Turismo di massa

Turismo & Cavallette. Un Manifesto contro il Turismo di massa

Il turismo di massa è un processo economico particolarmente devastante che si manifesta come:

inquinante: non esiste mezzo di trasporto meccanico che non inquini, ma navi da crociera e aerei risultano essere tra i mezzi in assoluto più inquinanti e le sole navi da crociera producono inquinanti nella stessa quantità di un quartiere urbano; le quantità di rifiuti e di scarti alimentari prodotti dal consumo turistico sono mediamente superiori del 35% rispetto a quelli registrati nelle comunità urbane occidentali;

colonialista: l’industria turistica utilizza i beni ambientali e paesaggistici del territorio e acquisisce a proprio beneficio i ricavi derivanti dai soggiorni turistici; la maggior parte dei resort o dei villaggi turistici sono fortini che proteggono vere  e proprie “enclave turistiche” dagli abitanti del territorio di cui utilizza e sfrutta le risorse e di cui impiega a basso costo la manodopera;

Cavalletteinvasivo: il turismo scardina la tradizione e la cultura locale imponendo al territoro e alla popolazione residente consuetudini e modelli impropri;

razzista: il turista comanda, l’indigeno lavora al suo servizio troppo spesso in condizioni di sottomissione; il fenomeno tuttora esteso del turismo sessuale ne è la manifestazione più palese, bieca ed evidente;

energivoro e idrovoro: i consumi di energia e di acqua prodotti dal consumo turistico sono drammaticamente superiori ai consumi usuali espressi dal territorio, basti pensare al consumo di acqua che nei resort turistici varia da 200 a 800 litri (nelle cosiddette spa) pro capite al giorno;

culturalmente offensivo: basato sull’idea che chi paga ha sempre ragione il turismo propone un’idea di superiorità del turista rispetto all’indigeno e produce atteggiamenti e comportamenti spesso irrispettosi quando non offensivi rispetto alle culture locali, alle tradizioni e alle credenze culturali comunque intese e alle persone che le praticano;

socialmente devastante: nei territori acquisiti al turismo i ruoli sociali determinati dalle culture locali identitarie vengono sradicati imponendo alle comunità il disconoscimento della tradizione identitaria in cambio di modeste occupazioni e nuovi consumi acquisiti;

insostenibile: l’insieme delle caratteristiche sopra riportate definisce l’economia del turismo come una delle meno sostenibili esistenti.

CavalletteSuperfluo forse proseguire nell’elenco dei fenomeni distorsivi in capo all’economia turistica che è economia di sfruttamento delle risorse (territorio, paesaggio, ambiente) altrui con acquisizione delle marginalità operative prodotte dai flussi turistici a favore dello sfruttatore.

Il Turismo di massa assomiglia all’invasione delle cavallette: ovunque si manifesti consuma il territorio fino al suo esaurimento, salvo poi dirigersi altrove quando il territorio non ha ulteriori risorse da sfruttare.

Il Turismo di massa non ha nulla a che fare con il Viaggiare inteso come esplorare culture diverse per apprendere attraverso la diversità. Il Viaggiatore attribuisce la primazia al territorio che visita e osserva,  il Turista afferma il suo proprio narcisismo consumista come prevalente rispetto al territorio.

Dopo avere devastato i territori colonizzati il Turismo di massa provoca distorsioni sociali persino all’interno dei suoi stessi territori definendo crisi nelle dinamiche abitative all’interno delle Città in cui si manifesta con particolare evidenza (Città d’arte, città iconiche e città della Movida) attivando distorsioni profonde nel mercato immobiliare e nelle dinamiche residenziali urbane.

Questo, quindi, è un Manifesto contro il Turismo di massa, perché non si ritiene ulteriormente opportuno proseguire con un modello economico che contiene in sé le caratteristiche elencate.

Informazioni su

Ho operato nel settore del Marketing alberghiero e turistico per oltre 30 anni, spesi fortunatamente non nel fare per trent'anni la stessa cosa ma cercando, per trent'anni, di migliorare e innovare quello che facevo. Con una consistente esperienza di formatore e docente, ho anche bighellonato nel mondo del giornalismo.

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