Mihao, il listening bar giapponese che incontra l’anima partenopea

Mihao, il listening bar giapponese che incontra l’anima partenopea

A pochi minuti da Napoli, Mihao propone un format unico che unisce ristorante giapponese contemporaneo, listening bar e cultura dell’ascolto. Protagonista assoluto il crudo, insieme a una proposta beverage che spazia tra Champagne, sakè e cocktail orientali

A pochi chilometri da Napoli l’Asia incontra l’ospitalità partenopea, il vinile detta il ritmo della sera e il cibo diventa racconto, ricerca e identità. Mihao ed è nato nel cuore di Portici con un format senza precedenti nel panorama gastronomico campano: un listening bar a vocazione asiatica in cui qualità dell’ingrediente, cultura dell’ascolto e visione contemporanea convivono in modo coerente.

Il progetto prende forma da un viaggio in Giappone e dall’incontro tra sei professionalità complementari: Emanuele Raniello e Antonio Luigi Improta, ideatori e co-founder; Valerio Cozzolino, con esperienza nella ristorazione giapponese internazionale; Carmine D’Orsi, sommelier e responsabile della cantina; Alessio Olivieri, bar manager; Davide Totaro, in arte Dat Boi Dee, produttore musicale che ha definito l’identità sonora del locale. Il nome richiama il maneki-neko, il gatto portafortuna giapponese, simbolo di buon auspicio e rinascita, diventando così un manifesto culturale prima ancora che un marchio.

Il cuore dell’esperienza Mihao è il ristorante, dove la proposta gastronomica si sviluppa come un attraversamento del Giappone, con aperture alla cultura nikkei e allo street food asiatico. Protagonista assoluto è il crudo: sushi e sashimi costruiti su lavorazioni essenziali e precise, capaci di valorizzare al meglio pesci, crostacei e ingredienti premium.

I nigiri, preparati secondo la tradizione con il wasabi tra riso e pesce, raccontano una selezione di eccellenze come l’otoro, ventresca di tonno, l’amaebi, gambero rosso, gli scampi e il wagyu A5. L’oshizushi, tecnica antica originaria di Osaka, viene reinterpretato con astice, salmone e ricciola scottata, mentre i roll d’autore esplorano combinazioni con chutoro, capesante e crostacei pregiati.

A definire in modo netto l’identità del ristorante è il Caviale Mihao, una referenza selezionata e brandizzata in esclusiva, utilizzata per sigillare le preparazioni di crudo: una vera e propria firma gustativa che amplifica la profondità umami dei piatti e introduce un registro distintivo nel fine dining orientale del Sud Italia.

Tra i piatti signature emergono il carpaccio di wagyu con kimchi e salsa carpaccio e il tiradito nikkei, che unisce pesce crudo, salsa tiradito e aji amarillo in una sintesi precisa tra tradizione giapponese e contaminazione peruviana. La carta si completa con una selezione di street food asiatico – gyoza artigianali, onigiri, yakitori, takoyaki, ramen e katsusando – pensata per essere condivisa in modo informale ma sempre coerente con la qualità complessiva del progetto.

Accanto alla cucina, la proposta beverage rappresenta un elemento strutturale dell’esperienza. La selezione di Champagne è costruita per dialogare con il crudo, affiancando maison di riferimento a etichette di ricerca, in un percorso che accompagna sia l’aperitivo sia gli abbinamenti più complessi.

L’angolo sakè, dal design minimalista, è una delle proposte più rare nella ristorazione campana: una selezione che attraversa le principali prefetture giapponesi – Niigata, Kyoto, Hiroshima, Akita – con una progressione che va dai junmai secchi ai nigori più cremosi. La drink list, infine, si sviluppa come estensione diretta della cucina: yuzu, shiso, miso, tè orientali e lychee reinterpretano i classici internazionali in cocktail signature come Yuzu Paloma, Sakura Tommy, Shiso Breeze e Miso Coffee Martini.

Il vero fulcro caratterizzante del progetto è il listening bar, format nato in Giappone negli anni Settanta, dove la musica non è puro intrattenimento, ma parte fondamentale dell’esperienza. Mihao è il primo locale della provincia di Napoli a declinarlo con piena coerenza: l’impianto Hi-Fi, progettato artigianalmente, è dedicato esclusivamente al vinile e costruisce una dimensione sonora che accompagna l’esperienza senza mai ridursi a semplice sottofondo.

Durante la stagione estiva, il format si estende anche all’esterno, nel giardino storico di Villa Pagliano, ma senza modificare la propria identità: il suono resta centrale, così come la proposta gastronomica.

Inserito nel contesto di Portici, tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli, Mihao si colloca in un territorio ricco di stratificazioni storiche e culturali. È proprio questo equilibrio tra radici locali e visione internazionale a rendere il progetto uno degli indirizzi più interessanti della nuova scena gastronomica del Mezzogiorno. Più che un semplice ristorante, Mihao si configura come un sistema coerente in cui cucina, beverage e musica contribuiscono a definire un’esperienza completa, costruita con la logica dell’ospitalità contemporanea.

 Photo: © Aurora Scotti di Minico

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