InOut 2026, il design dell’hospitality diventa sostenibile e inclusivo

InOut 2026, il design dell’hospitality diventa sostenibile e inclusivo

A InOut 2026 debutta Sustainable & Inclusive Hospitality Design, la nuova mostra curata da Wellness Design che porta al centro del progetto alberghiero accessibilità, wellness e sostenibilità, per un’ospitalità realmente aperta a tutti

InOut 2026L’ospitalità non può più considerare sostenibilità e inclusione come percorsi separati. La qualità dell’esperienza, infatti, passa sempre più dalla capacità di progettare spazi e servizi in grado di rispondere a esigenze differenti, garantendo contemporaneamente comfort, autonomia, benessere e attenzione all’impatto ambientale. Da questa premessa prende vita Sustainable & Inclusive Hospitality Design, il nuovo progetto espositivo che debutterà a InOut | The Hospitality Community, l’evento leader in Italia per l’industria dell’ospitalità in programma a Rimini dal 14 al 16 ottobre 2026.

Curata da Wellness Design, la mostra porta nel cuore dell’evento dedicato alla filiera dell’ospitalità un tema destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie di progettazione e gestione delle strutture ricettive: come costruire ambienti realmente accessibili e inclusivi senza rinunciare alla qualità estetica, al comfort e alla sostenibilità.

Il percorso, allestito nel padiglione B1, ricrea differenti situazioni dell’hospitality – lounge, room, spa e spazi outdoor – attraverso prodotti e soluzioni progettuali orientati al benessere della persona e alla tutela dell’ambiente. L’obiettivo non è quindi soltanto mostrare prodotti accessibili, ma proporre una diversa concezione dello spazio alberghiero, nel quale l’accessibilità universale venga considerata fin dalle fasi di progettazione e non come un adeguamento successivo.

«Permettere a ciascuno di viaggiare in condizioni di comfort, sicurezza e autonomia dev’essere l’obiettivo comune di tutti i player di settore ma, anche una volta giunto nella struttura, l’ospite deve poter fruire del proprio tempo libero e dei servizi a disposizione in maniera appagante. Un’hospitality senza barriere, aperta a tutti i target di clientela, sostenibile e inclusiva», sottolinea Gloria Armiri, Group Exhibition Manager Tourism & Hospitality Division di IEG

Il tema viene affrontato partendo da una considerazione ormai centrale anche nel dibattito sulla transizione del settore: non può esserci inclusività senza sostenibilità, così come una sostenibilità autentica non può prescindere dall’inclusione. Progettare ambienti destinati a durare e a ridurre il consumo di risorse significa infatti anche interrogarsi su chi possa realmente utilizzarli e in quali condizioni.

Per l’hospitality questo approccio si traduce nella necessità di superare una visione dell’accessibilità limitata alla semplice eliminazione delle barriere fisiche. Una struttura inclusiva deve considerare differenti condizioni motorie e sensoriali, ma anche l’età, le difficoltà cognitive, la comunicazione e il livello di autonomia dell’ospite. Parallelamente, materiali, tecnologie e soluzioni progettuali devono contribuire alla sostenibilità ambientale e al benessere psicofisico.

La mostra intende così mettere in evidenza il rapporto tra benessere individuale e benessere collettivo. Ambienti più accessibili migliorano infatti l’esperienza di chi presenta esigenze specifiche, ma possono allo stesso tempo risultare più funzionali, confortevoli e intuitivi per la generalità degli ospiti. Lo stesso vale per le scelte sostenibili: materiali, tecnologie e sistemi progettati per ridurre l’impatto ambientale possono diventare parte integrante di un’esperienza di qualità.

A dare forma a questa impostazione sono due progettisti con competenze specifiche nell’ambito dell’hospitality. Stefano Pediconi, architetto specializzato nel settore, e Francesco Evangelista, interior designer, docente e delegato AIPi Lombardia, sviluppano due ambienti che rappresentano altrettante applicazioni concrete del concetto di inclusività.

Il primo è One Room Natural Wellness Every Guest, progetto dell’architetto Pediconi dedicato alla realizzazione di una camera d’hotel realmente inclusiva. L’idea è superare la logica della stanza adattata a una specifica categoria di ospite per arrivare a un ambiente concepito fin dall’origine per essere utilizzabile dal maggior numero possibile di persone, combinando accessibilità, comfort e benessere.

Il secondo progetto è SPA4All, sviluppato da Francesco Evangelista e dedicato all’accessibilità degli spazi wellness. Il progetto prende in considerazione esigenze differenti – dalla disabilità motoria a quella visiva, dalle difficoltà cognitive agli ospiti anziani – con l’obiettivo di dimostrare come anche una spa possa essere progettata per garantire un’esperienza completa e appagante a tutti gli utenti.

Sono esempi che riportano il tema dell’inclusione dalla dimensione teorica a quella progettuale. Nel caso dell’hotel, significa ripensare la camera, gli spazi di movimento e i servizi; nel wellness, significa interrogarsi sull’intero percorso dell’ospite, dall’accesso alla fruizione delle diverse aree. Il design diventa quindi uno strumento per eliminare ostacoli e, allo stesso tempo, per costruire nuove forme di comfort.

InOut 2026L’impostazione di Sustainable & Inclusive Hospitality Design riflette una trasformazione più ampia che interessa il settore ricettivo. L’accessibilità, da pura questione normativa e sociale, può diventare un elemento della proposta di valore della struttura. Una camera più fruibile, una spa accessibile, spazi comuni progettati secondo criteri di universal design e servizi capaci di rispondere a una clientela più ampia contribuiscono a estendere il mercato potenziale dell’hotel e a migliorare la qualità complessiva dell’esperienza.

La stessa prospettiva vale per la sostenibilità. Materiali a minore impatto, prodotti durevoli, progettazione consapevole e soluzioni capaci di ridurre consumi e sprechi non devono essere considerati esclusivamente come elementi tecnici, ma possono diventare parte della qualità percepita dall’ospite. L’integrazione tra i due approcci porta quindi verso un modello di hospitality nel quale responsabilità ambientale e responsabilità sociale diventano componenti dello stesso progetto.

Sustainable & Inclusive Hospitality Design si inserisce in questa evoluzione con un format che privilegia la dimensione esperienziale. Il visitatore non si trova davanti a una semplice esposizione di prodotti, ma attraversa ambienti che mostrano come determinate scelte possano tradursi concretamente nello spazio alberghiero e nei servizi dedicati al benessere.

InOut 2026La mostra, realizzata da Wellness Design in collaborazione con InOut | The Hospitality Community, gode inoltre del patrocinio di AIPi – Associazione Italiana Professionisti Interior Designers, Assopiscine e AIB – Accademia Italiana di Biofilia. La biofilia introduce, in questo contesto, un ulteriore elemento di riflessione sul rapporto tra persone, ambiente costruito e natura, rafforzando l’idea di un progetto dell’ospitalità orientato al benessere complessivo.

Il tema assume particolare rilevanza anche in prospettiva internazionale. L’iniziativa guarda infatti già al 2027, Anno Internazionale del Turismo Sostenibile, richiamando la risoluzione ONU del 2024 e collocando il progetto di InOut all’interno di un percorso destinato a diventare sempre più centrale per il comparto turistico.

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