A Destination Lab si è studiato il futuro delle destinazioni turistiche
Una giornata di studio sul futuro delle destinazioni. Insieme ricca di spunti interessanti – organizzata da Teamwork per la sesta edizione – che ha coinvolto per la sesta edizione oltre 400 tra esperti e professionisti
Sono molti gli appuntamenti che vengono organizzati nel corso dell’anno per affrontare tematiche già note o innovative, il più delle volte con meri intenti commerciali, spesso quindi con scarsi risultati, argomenti già superati e poco seguito di pubblico.
Per fare i grandi eventi, quelli che riescono a dare un messaggio forte agli addetti ai lavori, ci vogliono temi di ampio respiro che affrontino le molte novità che ci riserva il presente e ci può far capire dove andrà il futuro del turismo verso il 2030. Per questo ci vogliono relatori e manager esperti, capaci di sintetizzare la situazione attuale del turismo e di saper guardare al futuro alla luce degli strumenti che le nuove tecnologie ci hanno dotato ma che implicano un radicale cambiamento di lavoro per tutti.
La sesta edizione di questo evento, svoltasi al Palacongressi di Rimini, ha coinvolto oltre 400 partecipanti, tra amministratori locali, direttori di DMO e operatori del settore, per una giornata dedicata alle strategie concrete per la crescita dei territori. L’evento di riferimento per il destination management organizzato da Teamwork Hospitality ha quindi posto le basi delle necessità che saranno alla base del successo delle varie destinazioni, evidenziando le criticità del nostro sistema turistico che ancora ci sono e non sono così semplici da superare.
L’evento, dedicato al futuro delle destinazioni turistiche italiane su tecnologia, innovazione e strumenti per le evoluzioni di domani ha messo a confronto operatori e istituzioni per elaborare strategie concrete e sostenibili e rafforzare il legame tra trasformazione digitale e valorizzazione del territorio, promuovendo il turismo come leva di sviluppo per la comunità locale.
Il successo e la validità di questa formula si spiega nell’aver presentato le grandi novità che già sono entrate nel mondo turistico e alberghiero ma che ancor più faranno parte del lavoro di noi tutti da adesso in avanti: per questo motivo Destination Lab è stato un successo perché ha inquadrato, in una giornata intensissima, con 30 fra incontri, presentazioni, spech al pubblico di operatori, le numerose problematiche, non semplici da attuare, che dovranno essere realizzate quanto prima se si vuole stare al passo in un mercato estremamente competitivo nel quale non basterà più offrire solo mare, monti, cultura e buon cibo.
I temi della sesta edizione
Durante i lavori sono stati toccati i nodi cruciali del settore: dalla sostenibilità che deve diventare un fattore di profitto e non solo una bandiera, fino alla necessità di una collaborazione più stretta tra pubblico e privato. Gli interventi degli speaker hanno evidenziato come il successo di una località dipenda sempre più dalla sua capacità di raccontarsi in modo autentico e di saper gestire i flussi in modo intelligente.
I numerosi contributi
Ad aprire i lavori è stata Alessandra Priante, Presidente di ENIT, che ha fatto il punto sulle sfide della promozione nazionale. Hanno proseguito poi i contributi tecnici di esperti e consulenti di primo piano, come Josep Ejarque, Mirko Lalli, Antonio Pezzano e Antonio Preiti.
L’edizione di quest’anno ha ospitato anche tavoli di confronto tra le principali mete turistiche italiane con l’intervento sul palco di diversi primi cittadini, tra cui Roberto Rota (Courmayeur), Paolo Falco (Capri), Vito Carrieri (Polignano a Mare), Michele Cereghini (Pinzolo-Madonna di Campiglio) e Francesco Di Donato (Roccaraso).
Tanti anche i contributi dei vertici di importanti realtà di promozione turistica tra cui Carlotta Ferrari (Destination Florence), Chiara Astolfi (Visit Romagna), Pierangelo Romersi (Visit Emilia), Matteo Bonapace (ApT Madonna di Campiglio) e Fabio Sacco (ApT Val di Sole).
Il commento di Mauro Santinato, organizzatore e Presidente di Teamwork Hospitality
“Vedere oltre 400 professionisti partecipare con questo interesse dimostra che la gestione di una destinazione non è più un tema per pochi addetti ai lavori, ma una priorità per l’intera economia del Paese. Quest’anno abbiamo portato tante case history interessanti e approfondito temi sempre caldi come l’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale. Destination Lab nasce per dare soluzioni a chi ha la responsabilità di far crescere i nostri territori e credo che anche quest’anno tante risposte siano state date”.
Foto di Uberstudio
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