Approvato il decreto riaperture: tutte le regole per alberghi, bar, ristoranti, spiagge, piscine, negozi

Approvato il decreto riaperture: tutte le regole per alberghi, bar, ristoranti, spiagge, piscine, negozi

Dopo giorni di polemiche e confronto serrato, Governo e Amministrazioni regionali hanno trovato l’accordo. La distanza minima interpersonale scende a un metro, queste le regole per le riaperture dal 18 maggio

Nella notte tra il 15 e 16 maggio Il Consiglio dei ministri ha approvato la ‘legge Quadro’ che definisce il contesto normativo in cui avverranno le riaperture delle attività economiche e produttive nelle Regioni e in cui sono disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche fino al 31 luglio, a cominciare dal 18 maggio di questa fase 2. L’intesa Governo-Regioni riguarda la roadmap e le regole per la riapertura di attività alberghiere e di strutture ricettive, commerciali, ristoranti, bar, balneazione, servizi alla persona, commercio al dettaglio, mercati e fiere, uffici aperti al pubblico, piscine, palestre, musei e biblioteche. Quanto alle competenze, saranno le Regioni a stabilire le linee guida per la riapertura attività economiche e produttive, ma in assenza di esse valgono le linee guida nazionali.

Sanzioni da 400 a 3mila euro per chi non rispetta le regole e il rischio che l’attività venga sospesa da 5 giorni fino a un mese. Obiettivo delle misure di contenimento resta sempre quello di limitare il più possibile la diffusione del contagio da Covid-19 consentendo alle attività di cercare una seppure lenta ripresa dopo il lockdown totale, malgrado lo scenario di pesante e lunga crisi denunciato da molte imprese.

Alberghi e strutture ricettive. Negli alberghi e nelle strutture ricettive l’accordo prevede che potrà essere rilevata la temperatura, impedendo l’accesso sopra i 37,5 gradi di febbre. Le strutture ricettive potranno riaprire rispettando la distanza di un metro tra i clienti nelle aree comuni. Vietati i buffet, colazione e pasti serviti solo in sala con la stessa disposizione dei tavoli dei ristoranti. Obbligo di percorsi differenziati per muoversi all’interno delle strutture Per alberghi (e agriturismi) la questione più importante sarà la ventilazione e l’areazione: quindi il personale dovrà preoccuparsi di garantire periodicamente l’aerazione naturale, aumentare la manutenzione e sostituzione dei filtri, cambiare l’aria da un’ora prima a un’ora dopo l’accesso del pubblico. Nelle aree in cui è prevista meno ventilazione, sarà sconsigliata la sosta, come per i corridoi e ascensori. Resta obbligatoria anche qui la mascherina nelle aree comuni. Obbligatorio il pagamento elettronico.

Ristoranti e bar. I locali potranno riaprire rispettando la distanza interpersonale di un metro tra i clienti. Anche per bar e ristoranti l’accordo prevede che potrà essere rilevata la temperatura, impedendo l’accesso sopra i 37,5 gradi di febbre. Obbligatoria la disponibilità di prodotti igienizzanti per i clienti. Dovrà essere evitato inoltre l’uso di oliere, saliere e menù, non disinfettabili dopo l’uso. Mascherina obbligatoria per il personale e per i clienti, quando non siedono al tavolo a consumare. Viene suggerito di privilegiare la prenotazione (che deve essere tenuta dai ristoranti per almeno una settimana) e il servizio all’esterno, favorire il ricambio d’aria, e di escludere la funzione di ricircolo dell’aria per i condizionatori.

Stabilimenti e spiagge. La distanza minima che le persone dovranno rispettare è sempre di almeno un metro, anche in spiaggia. Gli ombrelloni saranno disposti ogni tre metri l’uno dall’altro, in modo da avere intorno a se circa 10 metri quadri di spazio. Gli stabilimenti balneari dovranno farsi carico di disinfettare lettini e sdraio a ogni cambio di persona e a fine giornata. Si potrà fare il bagno, nuotare, fare surf e giocare a racchette. Ma no alle partite a beach volley. Per quanto riguarda le spiagge libere, la responsabilità del rispetto delle regole sarà individuale anche se potrebbe esserci del personale a sorvegliare la situazione.

Parrucchieri, barbieri ed estetisti. Obbligatorio l’uso di mascherine senza valvola e visiere protettive per gli estetisti. Vietati l’uso di sauna, bagno turco e idromassaggio. Non sarà possibile trattenersi nei locali oltre il tempo necessario al servizio.

Negozi di abbigliamento. Anche per i negozi di abbigliamento vale la regola di un metro di distanza e dell’obbligo di indossare la mascherina. Tutti i clienti all’ingresso dovranno indossare dei guanti per toccare i vestiti che si intende toccare o provare.

Palestre. Si dilata la distanza interpersonale che bisogna rispettare nelle palestre durante l’attività fisica: almeno 2 metri. Il personale dovrà fare attenzione a mantenere gli spazi ben areati e puliti.

Piscine. Per le piscine è previsto il distanziamento di un metro, con particolare attenzione agli spogliatoi: indumenti ed effetti personali vanno tenuti chiusi in borsa. Lettini, sdraio, ombrelloni regolarmente disinfettati a ogni cambio turno e a fine giornata. Per le zone solarium e in acqua è prevista un’area di 7 metri quadrati a persona. Le norme si riferiscono alle piscine pubbliche, a quelle aperte al pubblico, a quelle inserite in agriturismi e campeggi e ai parchi acquatici.

Soddisfatti Conte e Bonaccini

“Approvato il nuovo decreto legge con il quale entriamo a pieno regime nella fase 2”, ha annunciato il premier Conte. “Ottima collaborazione con le Regioni che hanno aderito al piano predisposto dal Governo e accettato di camminare insieme in questa nuova fase trasmettendo  costantemente le informazioni sui contagi e condividendo la  responsabilità per le riaperture delle attività” ha commentato il premier. Il decreto legge fissa i protocolli di sicurezza entro i quali si potranno riaprire tutte le attività commerciali, produttive e sociali dal 18 maggio.

Di seguito è scaricabile il testo in pdf delle linee guida condivise tra Stato e Regioni.

 

Soddisfazione anche da parte del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, secondo cui “la collaborazione istituzionale ha portato a costruire un decreto legge che risponde alle esigenze dei territori e a un accordo che si basa sull’applicazione delle linee guida omogenee formulate dalle Regioni per una riapertura sicura delle attività economiche fin qui sospese”.

Cliccando qui il testo scaricabile in pdf della bozza del decreto.

 

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