Il Decreto ‘Cura Italia’ ha deluso gli operatori: ecco il parere delle maggiori categorie alberghiere

Il Decreto ‘Cura Italia’ ha deluso gli operatori: ecco il parere delle maggiori categorie alberghiere

E’ bastato assai meno di un mese per fare sì che il ‘turismo’, tra le prime risorse del nostro Paese, sia diventato di colpo una delle attività più vessate e colpite pesantemente dall’aggressivo attacco del Covid-19. Ci chiediamo: la colpa è tutta di un virus, che era stato definito innocuo come un’influenza da molti “soloni” virologi, ma che, al contrario, era stato riconosciuto da molti medici pericolosissimo per gli anziani, come poi è apparso evidente? O la colpa è di interventi tardivi, qual è il Decreto ‘Cura Italia’, che hanno deluso (interventi non capiti dalla gente perchè spiegati confusamente), effettuati da chi regge questo Stato, da chi gestisce la sanità come l’economia, e le scelte strategiche di un Paese in crisi perenne? Fatto sta che ora ci troviamo ad avere una situazione pesante nel settore che doveva tenere a galla la nazione, portando turismo da tutto il mondo e facendo lavorare tutte le categorie che ad esso si collegano e che voi tutti ben conoscete: voi albergatori, i ristoratori e i commercianti, la cultura con musei e teatri, l’artigianato, lo sport…

Il ‘Cura Italia’ non serve a lenire la crisi che si è aperta, ma solo a diluirla un po’; nè aiuterà a confortare gli imprenditori, a tutti livelli. Per rilanciare il turismo ed il ‘sistema paese’ ci serve ben altro… prima di tutto ci vorrebbero degli statisti: speriamo che i politici che abbiamo arrivino a diventarlo.

Chiudere gli alberghi, come hanno fatto in due Regioni, non risolve nulla, al 90% sono già chiusi! Bisogna rimboccarsi le maniche ed augurarsi che questa fase duri il minor tempo possibile, che si possano sfruttare appieno i mesi da luglio in avanti, che si possa recuperare una parte del fatturato in autunno-inverno dove dovrebbero svolgersi parecchie fiere di primavera, forzatamente spostate. Ma il ‘coronavirus’ non riguarda solo il nostro Paese: noi dobbiamo ricevere un turismo estero che ha avuto, sta avendo ed avrà a che fare con questo problema. Abbiamo dato la parola ai maggiori rappresentati delle categorie alberghiere e, nel ringraziarli per avere risposto al nostro appello, lasciamo alla loro analisi quegli aspetti fiscali, economici e legislativi che ben conoscono e che trattano quotidianamente. Ci auguriamo che facciano chiarezza ai loro associati ma soprattutto ai ministri competenti ed al Presidente del Consiglio, perché sia emanato un nuovo Decreto che utilizzi le risorse europee (ci sono!) e che attenui con fatti concreti le enormi difficoltà che gli imprenditori turistici hanno trovato così bruscamente sul loro percorso.

Giulio Biasion

 

Federalberghi: Tutelare la liquidità delle imprese abolendo imposte, IMU e TARI

“Il decreto ‘Cura Italia’ approvato dal Consiglio dei ministri offre alcune prime risposte utili a fronteggiare l’emergenza, ma molto resta da fare per salvare l’economia del turismo.

Stiamo lavorando, al fianco di Governo e Parlamento, per migliorare i contenuti dei due decreti già adottati e per impostare i futuri provvedimenti tenendo conto delle esigenze del nostro settore, che è sicuramente quello più colpito dalla crisi, come testimoniano i dati di Cerved, che ha stimato per il 2020 un calo di fatturato degli alberghi italiani superiore al 70%.

Proprio in queste ore, Federalberghi ha presentato a tutte le forze politiche un pacchetto di emendamenti al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18.

Tra gli interventi proposti, spiccano quelli volti a tutelare la liquidità delle imprese durante la situazione emergenziale, con misure quali l’abolizione di imposte (in particolare, IMU e TARI) e la sospensione di termini per adempimenti e pagamenti (contributi, ritenute, IVA, utenze, etc.), ed a tutelare l’occupazione. Alcuni emendamenti focalizzano l’attenzione sulle peculiari esigenze delle imprese in affitto e delle attività stagionali.

Inoltre, pur nella consapevolezza che il Governo intende collocare in un successivo provvedimento le misure volte a ristorare le imprese che hanno subito danni e a promuovere la ripartenza dell’economia, abbiamo ritenuto opportuno presentare sin da ora una proposta concernente il sostegno alle imprese turistico ricettive che presentino una consistente riduzione di fatturato ed una proposta concernente la concessione di un bonus alle persone che trascorrano un periodo di vacanza in Italia”.

Alessandro Nucara, Direttore Generale

 

Confindustria Alberghi: Necessario in primis un intervento sugli affitti

“Stiamo vivendo una situazione molto difficile. Confidiamo che le durissime misure adottate in questi giorni siano efficaci e il Paese possa uscire al più presto da questa situazione e ricominciare a vivere forte di uno spirito di comunità che questa esperienza sta ulteriormente rafforzando.

Moltissimi alberghi hanno scelto di chiudere in questo momento con l’obiettivo di essere pronti appena possibile, alla ripartenza. Ma perché questo possa essere possibile è indispensabile garantire la continuità aziendale, tutelando i lavoratori e aiutando le imprese a mantenere liquidità in azienda. Bene le prime misure varate dal Governo, ma ancora non bastano. È necessario in primis un intervento sugli affitti. Il decreto prevede un supporto solo per quelli commerciali, mentre per gli alberghi al momento non c’è nulla e questo rischia di mettere già da subito in crisi moltissimi operatori su tutto il territorio nazionale.

Le perdite di questi mesi, acuite anche dalle cancellazioni che hanno obbligato gli operatori alla restituzione anche di quanto già incassato, lasceranno un segno profondo nei bilanci delle imprese e sarà necessario accompagnare il settore nella ripresa che speriamo veloce, con ulteriori misure come la riduzione dell’IMU e di tutte le imposte collegate all’immobile nonché alla produzione.

Accanto a questo anche il rilancio, non appena i mercati lo permetteranno, sarà importante che possa essere sostenuto con iniziative mirate sul mercato interno, ma soprattutto su quello internazionale.

La voglia di visitare l’Italia sappiamo che è intatta e siamo certi che appena i tempi lo permetteranno il nostro Paese tornerà al centro del turismo mondiale. Per questo dobbiamo farci trovare pronti, con tutte le nostre aziende e con il patrimonio di cultura e competenza che caratterizza la nostra realtà e i lavoratori”.

Maria Carmela Colaiacovo, Vice Presidente

 

A.D.A. Ass. Direttori Albergo:  Necessario cancellare di tasse, tributi e contributi

“La situazione che stiamo vivendo in questo inizio 2020 non ha precedenti ed è pertanto opportuno e doveroso premettere un plauso a chi si sta adoperando per la sua gestione e soluzione, senza avere indicazioni specifiche o esperienze pregresse, ma con tanto sacrificio e spirito di servizio.

Mi riferisco ovviamente in primis a medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine e tutte le attività essenziali delle filiere che non possono interrompere la loro attività ma anche ai rappresentanti delle istituzioni, cui dobbiamo comunque riconoscere impegno e dedizione nel tentativo di trovare le giuste soluzioni alle molteplici problematiche che stanno via via emergendo.

Certo in merito alle istituzioni dobbiamo anche dire che si sarebbe dovuto e potuto intervenire prima e meglio, almeno sotto un profilo di comunicazione e coordinamento. Non voglio entrare nel merito di eventuali errori, ritardi, superficialità o scontri politici ma è certo che la preoccupazione sul futuro è sempre crescente. In particolare nel settore del turismo e della ricettività ci sono molte incertezze che preoccupano gli addetti ai lavori. I danni economici che stiamo subendo e subiremo sono incalcolabili, in particolare su tre fronti specifici.

Considerato che l’attuale perdita di fatturato non si potrà recuperare, non è sufficiente un posticipo dei pagamenti, dato che domani ci ritroveremo comunque a dover far fronte alle scadenze ad oggi solo posticipate, E’ pertanto necessario procedere alla cancellazione di tasse, tributi e contributi per il periodo di arresto forzato delle attività. Gli ammortizzatori sociali inoltre sono assolutamente insufficienti per far fronte alle necessità dei lavoratori che non possono ricevere retribuzioni dalle aziende che oggi non stanno producendo.

Infine, ma non ultimo, è urgente e necessario un intervento legislativo chiaro e determinato verso le OTA che, con la scusa di voler tutelare i “loro” clienti, che poi non sono altro che gli ospiti degli hotels che sono impossibilitati ad onorare le prenotazioni già effettuate, stanno cercando di riversare sugli alberghi la loro volontà di rimborsare i clienti. In una situazione che vede coinvolti tra attori, OTA prenotante, albergo ospitante e cliente finale, per quale motivo l’impossibilità degli ospiti di poter viaggiare deve essere riaddebitata solo agli hotels, peraltro con metodi arbitrari da parte delle stesse OTA?

Con un doveroso sguardo al futuro siamo poi estremamente preoccupati della ripartenza del settore, che ad oggi è ancora difficile da prevedere. L’auspicio è che tutto si risolva quanto prima, soprattutto per l’aspetto sanitario e sociale, ma abbiamo comunque bisogno di misure più concrete, oggi, per la salvaguardia delle aziende che rischiano di non riuscire a superare questo periodo di crisi e che tutti gli attori principali del settore (Enit, Ministero del Turismo e MISE su tutti) si adoperino per essere pronti ad affrontare la ripartenza nel modo più efficace ed efficiente possibile”.

Alessandro D’Andrea, Presidente nazionale

 

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