Vette e Onde Experience, Ancona al centro del nuovo turismo tra lusso, territori e progettazione
Oltre 100 professionisti dell’architettura, della nautica e dell’hospitality si sono ritrovati ad Ancora per confrontarsi sui nuovi modelli di sviluppo turistico in occasione di Vette e Onde Experience 2026
Si è svolta ad Ancona l’edizione 2026 di Vette e Onde Experience, il format dedicato all’evoluzione del turismo contemporaneo che inaugura il nuovo ciclo “Destinazioni Insolite”. Una scelta non casuale, che intercetta il posizionamento crescente della città, recentemente nominata Capitale italiana della Cultura 2028, e il suo potenziale ancora in parte inespresso.
Nella cornice della Mole Vanvitelliana, oltre 100 tra architetti, investitori, operatori dell’hospitality e protagonisti del comparto nautico hanno dato vita a un confronto trasversale sui modelli emergenti di accoglienza, tra waterfront, ospitalità diffusa e valorizzazione del paesaggio.
“Con Vette e Onde Experience 2026 vogliamo intensificare il dialogo tra tutti gli attori che contribuiscono a trasformare un territorio”, ha spiegato Marisa Corso, CEO di MC International e ideatrice del progetto. “Ancona rappresenta oggi un’opportunità concreta per attivare investimenti e sviluppare nuovi progetti legati all’ospitalità”.
Nuovo lusso e slow tourism: il cambio di paradigma
Il primo panel ha messo a fuoco uno dei temi centrali per il settore: la ridefinizione del concetto di lusso. Un’evoluzione che riguarda non solo il prodotto finale, ma l’intera esperienza di viaggio.
Come emerso dal confronto, il lusso contemporaneo si sposta dalla destinazione al tempo vissuto, dalla struttura al percorso. In questa prospettiva, mobilità, paesaggio e progettazione diventano elementi integrati dell’offerta.
“Il treno può trasformarsi in un’esperienza di ospitalità in movimento”, ha sottolineato Marco Girotto, General Manager de La Dolce Vita Orient Express, evidenziando come anche il viaggio stesso entri a far parte del soggiorno. Un approccio che trova un parallelo nel mondo della nautica, dove yacht e soluzioni galleggianti stanno ridefinendo i confini dell’accoglienza.
Dello stesso avviso Raffaella Peloso, Senior Director e Head of Valuation Hotels Italy di CBRE, che ha sottolineato la necessità di ampliare lo sguardo verso destinazioni meno esplorate ma con forte potenziale, integrandole in una visione più articolata dell’hospitality contemporanea.
Nautica e progettazione: l’ospitalità si sposta sul mare
Uno degli assi portanti del dibattito è stato il ruolo della nautica come driver di sviluppo turistico. Non solo segmento di nicchia, ma leva strategica capace di attivare filiere, attrarre investimenti e generare nuove forme di ospitalità.
La lectio magistralis di Luca Dini, fondatore di LUCA DINI Design & Architecture, ha offerto una chiave di lettura progettuale. Il mare è stato descritto come “laboratorio di ricerca”, in cui si concentrano alcune delle sfide più avanzate dell’architettura contemporanea: integrazione tra ingegneria e design, equilibrio tra funzione e forma, capacità di costruire spazi complessi in un contesto mobile.
In questo scenario, lo yacht design emerge come uno dei terreni più dinamici di sperimentazione, con ricadute dirette anche sull’hotellerie di alta gamma.
Dalla costa all’entroterra: un sistema territoriale integrato
La seconda parte della giornata ha spostato l’attenzione sull’entroterra marchigiano, evidenziando la necessità di costruire un’offerta integrata tra costa e aree interne.
Dal confronto è emersa una linea condivisa: lo sviluppo non può prescindere da una visione sistemica che tenga insieme accessibilità, servizi e gestione nel lungo periodo. “Il tema oggi è rendere sostenibile quanto già esiste”, come è stato sottolineato da Marco Gilardi di minor Hotels, con un focus sulla capacità degli operatori di trasformare destinazioni ancora marginali in prodotti coerenti e competitivi.
Un altro tema emerso è il cambio di passo dell’ospitalità che dovrebbe essere sempre più “sussurrata e realizzata in luoghi ricchi di storia e stratificazioni, destinazioni e atmosfere che non urlano, ma che hanno il sapore dell’autenticità”, ha detto Guido Guidi: “Perché, oggi, il vero lusso è il Tempo. Tempo per osservare, per respirare, per riconnettersi con sé stessi e con ciò che ci circonda. È da questa visione che nasce l’idea di Accoglienza di The Begin Hotels: far sentire chiunque arrivi da noi e nei nostri luoghi parte integrante del luogo e non semplicemente di passaggio”. Una visione comune sottolineata anche da Marco Piva che ha commentato: “Vette e Onde si conferma come un momento di aggregazione e di incontro strategico tra gli attori del mondo creativi e i protagonisti del made in italy geniale”.
Con la tappa di Ancona prende ufficialmente il via il percorso 2026 di Vette e Onde Experience, format di MC International e Arzanàche proseguirà il 26 giugno sul Lago Maggiore, al Castello Dal Pozzo, e si concluderà il 18 settembre in Trentino-Alto Adige, con due appuntamenti dedicati alle nuove prospettive dell’ospitalità tra paesaggio, architettura e sviluppo delle destinazioni.
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