Il comparto Città d’Arte e Cultura (40,4%) ha trainato le presenze turistiche del 2023

Il comparto Città d’Arte e Cultura (40,4%) ha trainato le presenze turistiche del 2023

La stagione dei weekend non è ancora finita, ma già il bilancio dei primi quattro mesi di quest’anno è positivo e così potrà esserlo anche per i prossimi mesi. Resta l’incognita dei conflitti, da quello in Europa – del quale non se ne vede né la fine né la possibilità di una trattativa – a quello potenziale in Medio Oriente, che potrebbe creare non pochi ostacoli anche all’Europa, a cominciare dal rialzo dei costi petroliferi e delle importazioni che provengono dai Paesi orientali.

Volendo dare una valutazione su alcuni aspetti dello scorso anno e su alcune previsioni per il breve periodo, i dati elaborati dall’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio hanno registrato 852 milioni di presenze turistiche, 41% delle quali rappresentate da Millennial (28-42 anni) che sono ancora la componente principale della domanda. Il maggior successo di presenze è andato al comparto Città d’Arte e Cultura (40,4%), a seguire Mare (26,6%) e Montagna (16,6%), mentre i Laghi e l’Ecoturismo si attestano poco oltre il 7% cadauno, anche se le “vacanze natura” incontrano sempre maggiore interesse nella classifica delle motivazioni. Nell’andamento delle imprese turistiche quelle gestite da donne crescono e quelle di giovani guidano la resilienza, in controtendenza con la flessione registrata nel resto dell’economia. Si evidenzia che giustamente sono le competenze richieste dalle imprese che catturano le esigenze dei turisti e delle comunità ospitanti. Le competenze sono ritenute essenziali e 7 imprese turistiche su 10 ritengono fondamentale l’inserimento di personale qualificato; problema che, com’è noto, oggi è tutt’altro che facile da risolvere.

Veniamo alle previsioni sull’imminente stagione estiva. Secondo la completa analisi delle stime condotte da Demoskopika, attualmente si prospetta un incremento dei flussi turistici nel nostro Paese così articolati: sarebbero 65,8 milioni gli arrivi con oltre 266 milioni di presenze, che corrispondono ad una crescita rispettivamente pari al 2,1% e all’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che aveva dato 64,4 milioni di arrivi e poco più di 263 milioni di pernottamenti. Confortante anche la panoramica sull’incoming: la preferenza per una destinazione italiana sarebbe di 35,5 milioni di stranieri, uguale a poco più della metà (54%) del dato complessivo degli arrivi previsti, e dando una proiezione di ben 135,5 milioni di pernottamenti.

L’andamento in crescita del “paniere turistico” e cioè dei prezzi al consumo NIC per il settore turistico interno è dovuto prevalentemente all’incremento dei prezzi dei servizi di trasporto (+8,2%) specie sulla forte crescita del trasporto aereo che segna un rialzo rispetto a marzo di un anno fa del 15,5%.

A seguire altre voci “condizionanti” il paniere turistico individuato dai ricercatori di Demoskopika tra cui i più rilevanti sono i pacchetti vacanza (+4,7%) e i servizi di alloggio (+6,0%), all’interno dei quali risalta il dato degli alberghi con un incremento tendenziale dei prezzi pari al 6,7%.

 

Al via i Distretti del cibo

Dopo un inizio in sordina nel 2018 e un lungo iter poco significativo, in termini pratici, al recente Vinitaly di Verona tali “distretti” sembrano finalmente pronti a decollare, sia grazie alle risorse stanziate dagli ultimi governi (di circa 270 milioni) ed ora che tra Pac, Regioni e Pnrr il potenziale finanziamenti arriverà a 7 miliardi a cui si affiancheranno le risorse dei bandi regionali e i finanziamenti agevolati erogati dalle banche. L’obiettivo di tali organismi, che verranno coordinati dai Consorzi di tutela già esistenti e si troveranno nelle zone vocate alle produzioni agroalimentari, sarà quello di finanziare nuovi progetti, commercializzare i prodotti puntando sulle filiere di quelli qualificati e dando una identità ai territori non sempre gratificati da flussi turistici ma comunque ricchi di cultura, tradizioni, cibi da tutelare e promuovere.

I Distretti sono sorti per coinvolgere tutta la filiera del mondo agroalimentare – dai produttori ai ristoratori, dalle associazioni agli enti locali – con l’obiettivo di lavorare insieme per promuovere la crescita di questi comparti. Tale nuovo modello di governance inclusiva, vuole avviare processi innovativi di sviluppo e credo che, in tale contesto, anche il mondo alberghiero potrà farne parte a buon diritto con idee, progetti e proposte, dato che l’ospitalità è un aspetto determinante per lo sviluppo economico di un territorio.

Giulio Biasion

Foto di copertina by Depositphotos

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