L’obiettivo non è aumentare i flussi, ma accrescere il valore generato dal turismo

L’obiettivo non è aumentare i flussi, ma accrescere il valore generato dal turismo

Per un’analisi della situazione turistica dei grandi gruppi dell’Hotellerie e delle altre imprese indipendenti associate, sul n. 85  de L’Albergo  abbiamo intervistato Barbara Casillo, Direttore Generale dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi

Barbara CasilloDopo la laurea in giurisprudenza e un’esperienza in azienda, Barbara Casillo entra in Confindustria a Firenze dove si occupa anche dello sviluppo della rappresentanza del settore alberghiero. Dopo due anni in Federturismo assume la direzione della neocostituita Unione Nazionale Alberghi Italiani. Si occupa della crescita e del consolidamento dell’associazione che prende poi il nome di Confindustria Alberghi. Dal 2012, dopo la fusione con l’associazione delle compagnie alberghiere operanti in Italia, è Direttore Generale della nuova Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che rappresenta oggi la pressoché totalità delle catene alberghiere operanti nel Paese ed alcune migliaia di operatori indipendenti caratterizzati da grande vitalità e dinamismo imprenditoriale. La direttrice ha risposto con la ben nota competenza alle nostre 10 domande.

Ci può indicare l’offerta che, oltre alle grandi catene, è rappresentata dagli altri vostri associati?

Confindustria Alberghi rappresenta una realtà molto articolata: accanto ai grandi gruppi e alle catene ci sono imprese alberghiere indipendenti, strutture di diverse dimensioni e modelli imprenditoriali fortemente radicati nei territori. È una pluralità che costituisce uno dei punti di forza dell’ospitalità italiana e che genera occupazione, investimenti e un importante indotto locale.

Può darci un sintetico bilancio dell’ultimo anno, pur sapendo che l’annata non è ancora conclusa?

È ancora presto per un bilancio definitivo, ma l’Italia conferma una forte attrattività, soprattutto sui mercati internazionali. Occorre però distinguere tra crescita dei flussi e redditività delle imprese, che continuano a sostenere costi operativi elevati e importanti investimenti. I prossimi mesi ci diranno anche se l’allungamento della stagione osservato in alcune destinazioni sta diventando strutturale.

Barbara CasilloCome valutate i primi bilanci sulle ferie estive, specialmente in riferimento al caro prezzi?

Il tema dei prezzi non può essere isolato dall’andamento generale dei costi. Energia, forniture, servizi e lavoro hanno inciso significativamente sui bilanci delle imprese. Allo stesso tempo, una parte della domanda, soprattutto italiana, è diventata più attenta al budget, alla durata del soggiorno e al rapporto qualità-prezzo. La sfida è mantenere insieme qualità dell’offerta, competitività e sostenibilità economica delle imprese.

Come valutate l’aumento dei prezzi in una situazione politica mondiale incerta che non pare destinata a cambiare nel breve termine?

Le tensioni geopolitiche possono incidere sui costi e sui flussi, ma il turismo ha dimostrato una notevole capacità di adattamento. Il rallentamento dell’inflazione è positivo, ma non significa che i costi sostenuti dalle imprese siano tornati ai livelli precedenti. Per questo è essenziale rafforzare la competitività del sistema attraverso infrastrutture, servizi e condizioni che favoriscano gli investimenti.

Destagionalizzazione: i flussi turistici si stanno realmente allungando oltre i mesi di picco estivo?

In diverse destinazioni osserviamo un progressivo ampliamento della stagione, sostenuto anche dalla domanda internazionale. Ma per rendere strutturale questo processo deve funzionare l’intero ecosistema della destinazione: trasporti, servizi, commercio, cultura ed eventi. Destagionalizzare significa utilizzare meglio il patrimonio ricettivo e creare anche condizioni favorevoli a un’occupazione più stabile.

Impatto climatico e adattamento: il cambiamento del clima obbliga a ripensare l’offerta turistica?

Il clima sta modificando stagionalità e comportamenti dei viaggiatori. Le imprese stanno intervenendo su efficienza energetica, consumi, gestione dell’acqua e riqualificazione degli immobili. Sono però necessari anche politiche territoriali, infrastrutture e strumenti capaci di accompagnare gli investimenti. La sostenibilità deve essere ambientale ma anche economicamente sostenibile per le aziende.

Barbara CasilloRecord di presenze ed extra-alberghiero: prevedete che proseguirà il boom del settore extra-alberghiero insieme al ritorno dei flussi internazionali?

La domanda internazionale rappresenta una grande opportunità per l’Italia. Quanto all’extra-alberghiero, il tema non è contrapporre diverse forme di ospitalità, ma garantire regole e condizioni di concorrenza corrette. Trasparenza, sicurezza e rispetto degli obblighi devono valere per tutti gli operatori. Nelle destinazioni più sotto pressione va inoltre tutelato l’equilibrio tra sviluppo turistico e vivibilità dei territori.

Innovazione e intelligenza artificiale: quali opportunità vedete?

L’intelligenza artificiale offre opportunità nell’analisi della domanda, nell’organizzazione dei processi e nella personalizzazione dei servizi. La tecnologia deve però rimanere uno strumento al servizio delle persone: l’ospitalità si fonda sulla relazione e sulla qualità del servizio. L’obiettivo è utilizzare l’innovazione per consentire alle persone di lavorare meglio, non per sostituirle.

Qualità del lavoro, carenza di competenze e condizioni dei dipendenti: qual è la vostra strategia?

La difficoltà nel reperire professionalità è una delle principali sfide del settore. Occorre investire in formazione, competenze, percorsi di crescita e attrattività delle professioni alberghiere. A questo si aggiunge il problema degli alloggi per i lavoratori in molte destinazioni turistiche. Servono soluzioni condivise con le istituzioni su casa, mobilità e servizi: il capitale umano resta centrale per la qualità dell’ospitalità italiana.

Quali sono oggi – a vostro parere – le priorità per il settore?

Le priorità sono tre: competitività e investimenti; persone, formazione e competenze; sviluppo turistico più equilibrato durante l’anno e nei territori. L’obiettivo non è semplicemente aumentare i flussi, ma accrescere il valore generato dal turismo, costruendo un’industria alberghiera sempre più competitiva e capace di produrre benefici duraturi per imprese, lavoratori e territori.

 

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