l’Albergo n. 61. La rinnovata Enit si impegna per la promozione del Paese

l’Albergo n. 61. La rinnovata Enit si impegna per la promozione del Paese

Sono molti gli spunti d’interesse di questo inizio di 2020 anche per il comparto turistico, come sempre in costante e rapida evoluzione.

La rinnovata Enit si sta dando da fare per la promozione del Paese. Stando all’Ufficio Studi Enit sono oltre 360 milioni le notti trascorse nella Penisola fino ad ottobre 2019 (+4,4%): questo ha apportato introiti per circa 40 miliardi. Il brand Italia è riuscito ad attrarre 3 milioni di partecipanti ad eventi organizzati e sponsorizzati nel mondo del lusso. Quasi 32 milioni di occasioni di visibilità del Bel Paese attraverso azioni di comunicazione pubblicitaria mirate ed azioni di co-marketing.

Il piano 2020 di Enit propone il paese della sostenibilità, a misura dei nuovi mercati e dei nuovi segmenti, con una certa forzatura a mio avviso, se pensiamo ancora a quante resta da fare per lo smaltimento dei rifiuti, le discariche abusive, ecc.. L’attenzione al mercato domestico è invece rivolta alle destinazioni delle aree interne e alle piccole e medie città della cultura. I mercati in rapida crescita come l’Asia e la Cina in particolare, con i nuovi target giovani ad alta capacità di spesa, sono il nuovo obiettivo delle nuove campagne per un turismo che viaggia e spende per tutto l’anno. Verso i Paesi di prossimità Enit punta sulla valorizzazione di nuove esperienze turistiche destinate ai viaggiatori più fedeli per creare nuove motivazioni.

La Sottosegretaria al Turismo Lorenza Bonaccorsi, che ci dicono abbia avuto ampia delega dal Ministro del MIBACT Franceschini, ha dichiarato che questo Governo ha “voluto imprimere una nuova centralità al turismo italiano che rappresenta un asset economico di primaria importanza per il nostro Paese. Parliamo di quasi il 13% del Pil, secondo le stime di Banca d’Italia e secondo i dati di Eurostat con 4,2 milioni di occupati siamo leader in Europa per occupati in questo settore.

Anche i primi dati sul saldo dei flussi turistici nel 2019 – ha proseguito la Bonaccorsi – descrivono un anno molto favorevole per il turismo italiano con una crescita della spesa del turismo internazionale del 6,6% ed un aumento dei pernottamenti del +4,4 %. Un incremento rilevato anche dai dati sugli arrivi aeroportuali che chiudono i primi 11 mesi 2019 con un +4% di passeggeri totali, che sale a +5,8 per cento su quelli internazionali”. Sono dati che noi ben conosciamo e non da oggi, ci fa piacere che anche la Sottosegretaria se ne sia resa conto!

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Napoli si ripropone con una fiera alberghiera tenutasi a metà gennaio alla Mostra D’Oltremare, si chiama Tuttohotel. Un evento partito bene, con un buon successo di pubblico e la presenza di studi progettuali qualificati, che ci auguriamo possa avere un futuro positivo in quanto quest’area geograficamente fortunata può e deve crescere molto ma ha bisogno di investimenti e soprattutto di una politica che sia concreta e di medio periodo da parte della Regione in primis, ma da quanto detto dai qualificati esperti ad un convegno tenutosi in questa sede, ciò non sta avvenendo. Non mi stupisco affatto: le nostre Regioni mangiano risorse abnormi e danno moto poco in cambio, se non gli stipendi ai consiglieri e agli impiegati oltre a qualche complicato bando che dovrebbe sviluppare tutti i comparti.

“La Campania è la settima regione d’Italia, per arrivi e presenze, la prima tra le regioni del Mezzogiorno – ha dichiarato Roberto Micera, Ricercatore CNR per il turismo – i dati sulla domanda confermano un momento di forte vitalità del turismo in Campania, dimostrato principalmente dalla crescente attenzione da parte dei flussi provenienti dall’estero attratti dalla rigenerazione di alcuni centri urbani a sua volta generato dal potenziamento delle rotte aeree e dell’aumento del traffico crocieristico, dal dinamismo di alcuni musei, dalla rivitalizzazione di alcuni quartieri a rischio e dalle numerose iniziative/eventi promossi a livello internazionale. Le difficoltà sul tema della governance legate ad una organizzazione turistica regionale in cui ruoli e responsabilità non risultano ben delineate, generano molto spesso duplicazioni di organismi ed evidenti diseconomie”.

Sono i mali più difficili da estirpare questi, i veri lacci al collo che fanno si che l’Italia insegua sempre più gli altri ma il suo rilancio non decolla.

Giulio Biasion

 

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