l’Albergo n. 62. Per l’Hotellerie italiana l’obiettivo è Rinascere

l’Albergo n. 62.  Per l’Hotellerie italiana l’obiettivo è Rinascere

Si è appena definita la lunga odissea del “decreto Rilancio” ma alla riapertura di ristoranti e bar il Governo e le regioni hanno finalmente trovato un accordo in extremis dopo un totale marasma. Ma il decreto dovrà essere convertito in Legge, quindi è probabile che cambierà ancora.

Se per le misure di distanza dalle persone o per le spiagge ogni regione detta le sue regole – e anche questo lo trovo assurdo in un paese che dovrebbe avere le stesse regole fondamentali dappertutto – ancora non si riesce a capire quanto di tante promesse verrà vanificato dal mostruoso apparato burocratico che paralizza l’Italia, quanto non verrà utilizzato e cosa sarà fatto proprio dallo stato e dalle sue aziende! Sì, i pericoli e le ansie per voi albergatori – a cui ci sentiamo di dare tutto il nostro appoggio – sono molti, inutile nascondercelo, la strada è irta di ostacoli anche perché nessuno sa ancora dirci quando la terribile pandemia di Covid-19 potrà durare e con essa la conseguente crisi economica che ha colpito tutto il mondo.

Per questo ci troviamo concordi con quanto affermano le vostre tre associazioni, unite in questa battaglia che non vuole tutelare solo gli albergatori bensì oltre un milione e mezzo di famiglie che lavorano nel comparto dell’accoglienza turistica. Le risorse più consistenti stanziate sono quelle per il ‘buono vacanza’, ma ora il comparto alberghiero sta ancora lottando per garantire la sopravvivenza stessa delle imprese che sono completamente ferme dallo scorso mese di febbraio ed il 96% dei lavoratori del settore a metà maggio è ancora in cassa integrazione.

Il decreto, almeno nella bozza presentata, è un provvedimento da 55 miliardi di euro (come due leggi finanziarie) che lascia molti punti oscuri anche se gli obiettivi sono stati quelli di intervenire prima di tutto a favore di quelle categorie rimaste ferme per almeno due mesi. Ciò che non è stato recepito è che per fare ridecollare il turismo non basta riaprire alberghi e ristoranti; trovare clienti che prenotino è tutt’altro che facile, la cosa non è immediata sia per la situazione a livello mondiale, sia per la grancassa negativa che la politica ha fatto nel nostro paese del Coronavirus, senza preoccuparsi che oggi viviamo in un ‘villaggio globale’, basta un ‘twit’ e le notizie fanno il giro del pianeta! All’estero lo sanno e si stanno attrezzando per scegliere altri paesi più rassicuranti.

La diatriba sulle distanze tra le persone da tenere al ristorante, al bar, nelle spiagge, poi ha raggiunto l’incredibile ed è un esempio del caos in cui versano molteplici ruoli dirigenziali e politici del nostro Paese: a poche ore dall’applicazione di protocolli e normative nessuno sapeva quello che avrebbe dovuto fare: alla fine è stata adottata la distanza di un metro. Perché allora il turismo estero dovrebbe ancora scegliere il ‘bel Paese’? Per stare a cena divisi dal plexiglas o comunque in continua tensione? No, il turista europeo si muove verso nazioni come la Croazia, le isole spagnole, la Grecia, che hanno avuto meno problemi di noi e che garantiscono vacanze più che accettabili. Come possiamo dar loro torto?

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E’ chiaro che per ripartire ci vogliono basi nuove, idee nuove, proposte che siano attuali, pratiche ed intelligenti. Ne parliamo in queste pagine proprio con alcuni architetti e vi suggerisco di valutarle attentamente. Per gli albergatori che terranno chiuso nei prossimi mesi questo non deve essere considerato tempo sprecato ma un rinnovo per trovarsi più forti e competitivi sul mercato che verrà, sulle richieste che il turismo di tutto il mondo chiederà all’ospitalità italiana. Da qui in avanti le esigenze della gente di ogni paese vedranno per molto tempo al primo posto la sicurezza, intesa sotto l’aspetto dell’igiene e della salute. Basta trovare anche in hotel di prestigio ma superati dal tempo ancora moquette polverose, bagni trascurati, attrezzature troppo datate o fatiscenti: occorre una seria rinascita dell’hotellerie italiana che porti ad un rapido recupero dei volumi d’affari raggiunti negli ultimi anni, anni ricchi nei quali le proprietà alberghiere hanno potuto mettere da parte quote importanti che ora vanno reinvestite, in tutto o in parte, nel rinnovamento e nelle ristrutturazioni.  

Un’ultima annotazione riguarda il nostro web: completamente rinnovato a febbraio e con una decina di rubriche fisse o a rotazione che toccano tutti i temi di maggiore interesse, è oggi un vero quotidiano online che vi informa su quanto accade in un momento come questo. Seguire le normative non è semplice data la poca chiarezza di questi decreti e per questo ci stiamo adeguando con esperti, pochi però, non le varie centinaia che utilizza l’attuale Governo!  

Giulio Biasion

 

Crediti e immagine di apertura: “Allestimento HI-Hotel Innovation, progettato da Marco Acerbis, in collaborazione con Marazzi e l’agenzia Gusto IDS, e realizzato da Nimar Industry”.

Foto di Donatella Bollani, architetto e giornalista https://www.linkedin.com/in/donatellabollani/

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