Ospitalità italiana: cresce la fiducia, il 35% delle strutture punta ad aumentare gli investimenti

Ospitalità italiana: cresce la fiducia, il 35% delle strutture punta ad aumentare gli investimenti

Il 60% degli albergatori prevede un andamento positivo nei prossimi mesi. Eventi, destagionalizzazione e investimenti tra le principali leve individuate dagli operatori per sostenere la crescita del settore

Il settore dell’ospitalità italiana guarda ai prossimi mesi con moderato ottimismo, nonostante risultati meno dinamici rispetto agli anni precedenti. È quanto emerge dal nuovo “Barometro delle strutture ricettive italiane 2026”, realizzato da Booking.com e Statista, che analizza aspettative, sfide e priorità degli operatori del comparto.

Secondo l’indagine, il 60% degli albergatori italiani prevede un andamento positivo della propria attività nei prossimi sei mesi. Un dato che conferma la fiducia del settore, pur rimanendo al di sotto della media europea, pari al 66%.ospitalità italiana 1

Cresce la propensione agli investimenti

Sul fronte delle performance, una quota più contenuta di operatori segnala miglioramenti rispetto al 2025: il 24% registra un aumento delle tariffe medie giornaliere, mentre il 39% evidenzia una crescita del tasso di occupazione. Nonostante un contesto meno favorevole, le strutture continuano a guardare al futuro con fiducia. Il 35% degli operatori prevede infatti di aumentare gli investimenti nel 2026, in forte crescita rispetto al 13% rilevato un anno prima.

L’indagine evidenzia tuttavia differenze tra le diverse tipologie di imprese. Le PMI del settore mostrano risultati più contenuti rispetto alle grandi catene alberghiere in termini di percezione dell’andamento economico, aspettative future e capacità di investimento. Le strutture indipendenti e di minori dimensioni continuano infatti a risentire maggiormente delle pressioni competitive del mercato.

A pesare sulle prospettive di crescita resta anche l’accesso ai capitali: il 29% degli operatori ritiene oggi più difficile ottenere finanziamenti rispetto al passato. Un elemento che rende ancora più rilevante il sostegno agli investimenti delle piccole e medie imprese del comparto.

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Destagionalizzazione: offerte e flessibilità tra le strategie più utilizzate

La distribuzione dei flussi turistici durante tutto l’anno continua a rappresentare una priorità per molte strutture ricettive. Tra le strategie più diffuse figurano le offerte dedicate alla bassa stagione, adottate dall’84% degli operatori, e le politiche di prenotazione e cancellazione flessibili, utilizzate dall’80%.

Le piattaforme digitali vengono inoltre considerate uno strumento utile per sostenere la domanda nei periodi di minore affluenza. L’83% degli operatori le ritiene efficaci per attrarre ospiti in bassa stagione, mentre il 73% le utilizza per promuovere disponibilità e offerte nei mesi tradizionalmente meno richiesti.

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Il turismo degli eventi sostiene la domanda nei periodi più deboli

Tra i fattori che contribuiscono a sostenere l’occupazione delle strutture emerge il turismo legato agli eventi. Il 61% degli operatori dichiara di averne beneficiato direttamente negli ultimi dodici mesi.

Secondo il report, il 72% delle strutture afferma che gli eventi hanno generato prenotazioni in periodi normalmente caratterizzati da una domanda più contenuta, mentre il 52% ritiene che abbiano contribuito a compensare minori ricavi registrati in altri momenti dell’anno. Guardando al futuro, il 53% degli albergatori auspica una maggiore collaborazione con enti turistici e amministrazioni locali per sviluppare ulteriormente questo segmento e attrarre nuovi flussi di visitatori.

Cybersecurity: aumenta l’attenzione alla sicurezza digitale

La digitalizzazione continua a rafforzare il proprio ruolo nelle strategie delle imprese ricettive. Il 59% delle strutture italiane ritiene adeguato il proprio livello di preparazione in materia di cybersecurity. Tra le misure più diffuse figurano l’aggiornamento regolare di software e sistemi di sicurezza (95%) e l’utilizzo di piattaforme per l’elaborazione sicura dei pagamenti (89%).

Nonostante ciò, il rischio cyber non figura ancora tra le principali preoccupazioni degli operatori: soltanto il 2% degli intervistati indica gli incidenti informatici come una delle sfide più rilevanti per i prossimi dodici mesi.

 

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