Trend. Cambia l’idea del viaggio. Pronti per la Ripartenza?

Trend. Cambia l’idea del viaggio. Pronti per la Ripartenza?

Oggi un italiano su due oggi sogna una vacanza ma cambia l’idea del viaggio. Le necessità che chiede il cliente all’albergatore ora sono: al primo posto rispetto degli standard per salute, pulizia e sicurezza, poi ridefinizione di spazi e servizi, quindi tecnologia al servizio del low-touch e flessibilità per tariffe e annullamenti

Sarà l’estate della ripartenza e della rinascita? Questo è certamente quello che si augura la maggioranza degli operatori turistici della Penisola, città d’arte escluse probabilmente e purtroppo. Forti dell’esperienza della stagione 2020 che ha dimostrato, nonostante i perduranti e diffusi difetti strutturali dell’offerta turistica nazionale sui quali è necessario intervenire per soddisfare le esigenze del turista contemporaneo, gli operatori turistici italiani di località balneari, montane, lacuali e collinari si preparano a vivere un’altra stagione senza punti di riferimento… se non la prossimità dei bacini di utenza turistici.

Dopo un inverno chiusi in casa e una primavera piena di limitazioni gli italiani e gli europei cominciano a manifestare una gran voglia di tornare a viaggiare. Il “caos di Pasqua” lo ha dimostrato: migliaia di connazionali sono tornati ad affollare alcuni aeroporti pur di imbarcarsi sui voli consentiti per raggiungere alcune destinazioni europee, quelle spagnole in primis con Baleari e Canarie in cima alla lista.

Nonostante gli ostacoli fisici e psicologici, materiali ed immateriali che la pandemia e il Governo in vario modo (la questione del coprifuoco su tutto) ci stanno ponendo, la sindrome di Wanderlust non si è sopita. Il bisogno più o meno latente in tutti noi di viaggiare resiste e gli ultimi sondaggi effettuati lo confermano: secondo quello effettuato da Airbnb un italiano su due oggi sogna una vacanza (47%), ma cambia l’idea del viaggio. Oltre a sicurezza e distanziamento, 1 italiano su 3, secondo il medesimo sondaggio, ha voglia di disconnessione, di “staccare” da preoccupazioni e videoconferenze (alla faccia delle decine di proposte di holiday working che stanno invadendo la rete), con grande interesse per il turismo all’aria aperta, al mare o in montagna… meglio se in località vicine e non particolarmente affollate.

Anche l’ultimo sondaggio della European Travel Commission ci spinge a vedere rosa: il 54% dei residenti nel Vecchio Continente qualche settimana fa ha dichiarato l’intenzione di fare un viaggio prima della fine di luglio. Questa, come altre indagini, evidenzia quindi il permanere del desiderio di viaggiare e di riappropriarsi di una nuova normalità.

Per gli operatori del settore è arrivato il momento di capire se questa voglia, alla prova dei fatti, si tramuterà veramente in prenotazioni e viaggi, passando dalla virtualità alla realtà. Realtà che anche nell’estate 2021 registrerà prevalenti spostamenti in auto verso destinazioni e località turistiche vicine, solide e generose in comfort e servizi, e soprattutto capaci di comunicare con “leggerezza” ed efficacia quelle misure di sicurezza fondamentali per la tranquillità dei propri ospiti: 7 viaggiatori su 10 si sentono più sicuri e rilassati se ci sono protocolli rigidi, ma semplici da seguire e assecondare.

Proprio gli aspetti del marketing e della comunicazione da questo punto di vista saranno determinanti, perché se da un lato è essenziale implementare una comunicazione “morbida” in merito proprio alle rigide misure di prevenzione e igiene applicate nelle destinazioni e nelle strutture ricettive, fattori che rimarranno chiave per instillare fiducia nei potenziali clienti per tutto il 2021; dall’altro è doverosa una comunicazione “forte” che sottolinei, con vigore, flessibilità di prenotazione e cancellation policy prive di caparre penitenziali se si vogliono attirare quote crescenti di viaggiatori italiani e disintermediare sempre di più, come accaduto la scorsa estate.

La comunicazione riveste dunque un ruolo primario in questo quadro nel quale tutti noi stiamo vivendo un momento di impasse, per certi versi più involutivo che evolutivo, segnato da paure e incertezze.

Adesso quindi che siamo in prossimità della ripartenza vera e propria, dobbiamo liberare la mente per allontanarla dalla concretezza mortifera del Covid-19. E per farlo, al di là della imprescindibile implementazione della campagna vaccinale, bisogna ricostruire la fiducia dei viaggiatori per i quali inevitabilmente la vicinanza e la conoscenza della destinazione rappresentano un elemento di estrema sicurezza in questo momento. Per rigenerare il rapporto fiduciario con i viaggiatori e gli ospiti i territori e le strutture ricettive possono mettere in pratica alcune “semplici regole”:

  • rispettare gli standard di salute e sicurezza. Anche se la vaccinazione si sta diffondendo, le misure di prevenzione da contagio resteranno fattori chiave per instillare fiducia nei potenziali clienti. Garantire rigorosi standard di sicurezza nelle strutture ricettive rimane un dovere, per tutelare tanto gli ospiti quanto il proprio staff;
  • tecnologia al servizio del low-touch. Pagamenti digitali e domotica diffusa continueranno ad evolversi ed imporsi sempre più e non solo per arginare la diffusione del contagi durante la pandemia ma anche per tranquillizzare gli ospiti. I servizi contactless sono in aumento e le catene alberghiere stanno sviluppando modalità sempre nuove per far vivere esperienze low-touch, tra concierge virtuali, check-in e check-out mobile, innovative web app e chiavi delle camere attivabili tramite smartphone… che piacciono soprattutto a millennials e Z Generation;
  • ridefinizione di spazi e servizi. Il distanziamento è ormai una costante della nostra quotidianità. Ci siamo abituati alla segnaletica orizzontale per marcare gli spazi, ai cartelli informativi e alle barriere fisiche non solo nei luoghi pubblici, ma anche negli hotel dove la capacità di declinare nuovi spazi che garantiscano il distanziamento è determinante per offrire agli ospiti una corretta percezione di sicurezza;
  • pulizia e salubrità componenti della brand identity. L’adozione delle opportune misure igienico sanitarie resterà un fattore determinante ancora per un po’ di tempo per attirare viaggiatori in hotel. Perché siano realmente efficaci a livello promozionale devono essere comunicate correttamente ai potenziali ospiti con un tone-of-voice in linea con lo stile e la filosofia ospitale del proprio albergo tanto sul sito ufficiale, sui canali social e tutti i canali di promozione e commercializzazione utilizzati;
  • flessibilità. E’ un’altra parola d’ordine per attirare i viaggiatori, soprattutto quelli che in questo momento sono indecisi e incerti su come e quando prenotare le loro vacanze. E’ dunque basilare adottare cancellation policies “morbide”, praticare tariffe flessibili, offrire anche la possibilità di annullare last minute (il giorno stesso dell’arrivo magari visto che non si lavorerà in regime di piena occupazione) o garantire rimborsi e bonus automatici in caso di ritardi o disservizi.

In attesa che tornino (al più presto) tempi migliori, questi suggerimenti saranno utili per affrontare la stagione turistica 2021.

 

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