Il made in Italy protagonista nella Ristorazione Professionale, comparto da quasi 80 miliardi

Il made in Italy protagonista nella Ristorazione Professionale, comparto da quasi 80 miliardi

Il sistema della ristorazione e delle attrezzature professionali consolida la crescita a livello globale, mentre in Italia i consumi fuoricasa superano per la prima volta i 100 miliardi. Export, innovazione tecnologica, nuovi format di consumo: il settore si orienta verso modelli più flessibili, esperienziali e ad alta intensità di servizio

Nel 2025 il comparto globale della ristorazione professionale conferma un percorso di crescita strutturale, sostenuto dall’innovazione tecnologica e da una domanda resiliente. Secondo le elaborazioni di ExportPlanning per l’Osservatorio HostMilano, la produzione mondiale di attrezzature – dalle cucine ai forni fino ai sistemi di cottura – ha raggiunto i 77,7 miliardi di euro, con un incremento del 35% rispetto al periodo pre-pandemico e un CAGR del +5,2%.

All’interno del comparto, la dinamica più accelerata riguarda i piccoli apparecchi elettromeccanici, che registrano una crescita media annua del +10,3%, evidenziando un progressivo orientamento verso automazione ed efficientamento operativo. In termini di valore assoluto, restano dominanti le categorie tradizionali: pentole e tegami (26,9 miliardi, +3,8%) e sistemi di cottura elettrici (23 miliardi, +5,2%), che insieme rappresentano circa due terzi della produzione globale.

Italia: produzione solida e vocazione all’export

L’Italia mantiene una posizione rilevante nella filiera internazionale. Nel 2025 la produzione nazionale del segmento si attesta intorno ai 3,1 miliardi di euro, in crescita del 17% rispetto al 2019. Parallelamente, la domanda interna raggiunge i 2,4 miliardi, con un ritmo più sostenuto (+6,8% medio annuo), segnale di un mercato domestico dinamico.

L’export resta un pilastro: le esportazioni sfiorano i 2,1 miliardi di euro, con una crescita dell’1,3% sul 2024. Le principali voci riguardano cucine, piani cottura e forni elettrici (732 milioni) e pentolame (651 milioni), confermando la specializzazione italiana nei segmenti ad alto contenuto tecnico e qualitativo.

A livello globale, il commercio internazionale del comparto raggiunge i 55,8 miliardi di euro, con prospettive di ulteriore espansione: le previsioni indicano un CAGR del +4,3% tra il 2027 e il 2029, con un mercato che potrebbe avvicinarsi ai 65 miliardi. Gli Stati Uniti restano il primo mercato (15,6% di quota), mentre in Europa emergono Germania, Polonia e Paesi Bassi come principali driver di crescita.

Consumi fuoricasa: superata la soglia dei 100 miliardi

Sul fronte della domanda, il mercato italiano segna un passaggio simbolico. Secondo il Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE-Confcommercio, nel 2025 i consumi fuoricasa superano per la prima volta i 100 miliardi di euro, pur con una crescita contenuta (+0,5%).

Il dato si inserisce in un ecosistema composto da oltre 324 mila imprese attive e più di 1,3 milioni di addetti, con un valore aggiunto pari a 59,3 miliardi. Nonostante la pressione su costi e redditi, il settore dimostra una capacità di tenuta significativa, sostenuta dalla trasformazione dei modelli di consumo.

Ristorazione italiana nel mondo: leadership e posizionamento premium accessibile

La ristorazione italiana all’estero rafforza ulteriormente la propria presenza. Secondo l’indagine The Italian Table Abroad, sono quasi 90 mila i ristoranti italiani nel mondo, veri e propri vettori di identità culturale.

L’analisi su dieci città europee evidenzia un gradimento medio molto elevato (8,95/10) e un posizionamento definibile come “affordable premium”, con prezzo medio del piatto principale a 30,30 euro. L’85,9% delle voci di menu risulta unico, elemento distintivo rispetto ad altri format internazionali.

Tra i format più performanti emerge la pizzeria, che combina accessibilità e qualità percepita. I piatti iconici restano centrali nella costruzione dell’offerta: pizza Margherita, carbonara e tiramisù, mentre sul fronte beverage l’Aperol Spritz si conferma rituale sociale globale.

Evoluzione dei format: cucina a vista, flessibilità e nuove occasioni di consumo

Le trasformazioni del settore si riflettono anche nella progettazione degli spazi e nei modelli operativi. La cucina professionale assume un ruolo sempre più centrale e visibile, diventando parte integrante dell’esperienza. Layout aperti e soluzioni scenografiche rispondono a una domanda crescente di trasparenza e coinvolgimento.

Parallelamente, cresce l’esigenza di flessibilità: i locali si configurano come sistemi modulari, capaci di adattarsi a diverse occasioni d’uso nell’arco della giornata. La moltiplicazione dei momenti di consumo – snack evoluti, brunch feriali, condivisione – impone cicli produttivi più rapidi e attrezzature multifunzione.

Sul piano gastronomico, si consolidano trend legati alla complessità aromatica: fermentazioni, note umami e cotture a fuoco diretto definiscono un nuovo linguaggio culinario trasversale, dalla ristorazione fine dining ai format accessibili di qualità.

DISCLAIMER
Ogni testo è redatto da l’Albergo, proprietario dei diritti di proprietà intellettuale.
Qualunque riproduzione, anche parziale è vietata, così come l’utilizzo del logo senza preventiva autorizzazione scritta è perseguito a termini di legge.
Taggato con: , , , , ,