N.letter 3-Marzo 20. Dalla crisi del Covid-19 una strategia per il rilancio del turismo italiano

N.letter 3-Marzo 20. Dalla crisi del Covid-19 una strategia per il rilancio del turismo italiano

Cari lettori,
la newsletter di marzo cade in un momento tra i più cupi nella storia del nostro Paese, almeno dall’ultimo dopoguerra ad oggi. Il turismo è di certo uno dei settori più colpiti ma ci auguriamo tutti che la paura e la preoccupazione per la pandemia causata dal Covid-19 possa essere debellata e sconfitta quanto prima, nel nostro Paese e nel resto del mondo.
Io resto a casa è un invito alla responsabilità, in questi giorni di emergenza. Abbiamo bisogno che il turismo traini la ripresa dopo questa fase epocale e che questo possa avvenire nel giro di pochi mesi, il prima possibile.

La newsletter presenta anche il nostro nuovo sito, completamente rinnovato nella grafica, arricchito nei contenuti e nelle rubriche. Ora che il lavoro è rallentato – o addirittura si sta fermando – avrete certamente un po’ più tempo per leggere e per riflettere sui temi che vi proponiamo ora e in futuro, qui e sul periodico cartaceo.

Tutti noi ci prepariamo a ripensare il futuro ma anche a proporci meglio ai vecchi e nuovi mercati che torneranno qui per scoprire un’Italia non abbattuta ma desiderosa di riprendere il ruolo che in molti campi le compete.
Bisogna fare sì che questa sia l’occasione per un grande ripensamento dell’accoglienza in questo nostro Paese, che si pensi ad una ricostruzione dopo il crollo del mercato e la crisi che ne è derivata. Si è visto quanto oggi il turismo sia trainante per la nostra economia: è il motore del meglio che l’Italia sa offrire, ma ci vuole un programma di rilancio. Quindi investimenti, progetti nazionali e locali, ristrutturazioni di quanto va aggiornato, adeguamento dell’accoglienza al turismo asiatico e a quello cinese, ancora molto approssimativa.

E’ un impegno forte che non può basarsi solo sulla politica e sulla volontà di singole regioni: ci vogliono progetti realistici ed innovativi, capitali ingenti che dovranno arrivare anche dall’estero, sapendo che attraverso il turismo, l’ospitalità, la ristorazione, si rilancia l’occupazione in vari altri settori quali il commercio, la moda, la cultura, l’agroalimentare, gli eventi e tanto altro ancora.

Un sincero in bocca al lupo a Voi tutti!

Giulio Biasion

15.03.2010