Presentato il 1° report dell’Osservatorio Italiano Destination Wedding Tourism

Il turismo del wedding ha ora il suo primo Osservatorio Italiano del settore che riuscirà a fornire maggiori certezze agli operatori italiani ed esteri del comparto fornendo dati reali, proiezioni e trend sullo sviluppo di tale attività. La presentazione è avvenuta oggi a Bologna, presso la sede del Comune a Palazzo d’Accursio, prima dell’inizio della 5a edizione di Buy Wedding in Italy con il convegno di domani dal tema “Gli scenari del Destination Wedding’ ed il workshop che ha portato qui – a trattare per nuovi matrimoni in Italia – 35 buyers da 18 Paesi del mondo e 70 seller italiani, oltre ai molti relatori per l’area formativa. Sintetizziamo i punti salienti dei vari argomenti dell’articolato Report, curato da un team di esperti professionisti, coordinati da Massimo Feruzzi, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Italiano Destination Wedding Tourismm con Valerio Schönfeld, fondatore e Direttore di Buy Wedding in Italy e Bianca Trusiani, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico del BWI.

LA WEDDING INDUSTRY
Quando si parla di “wedding industry” si intende un settore complesso, che coinvolge ed interessa sia la filiera di produzione e servizi territoriali sempre più ampia e differenziata, sia il sistema delle organizzazioni e società nazionali e non che si occupano di proporre sui mercati le wedding destination. Tale comparto è tra i settori con il maggior indice di spesa pro/capite.
E’ composto da ben 16 diversi settori di specialisti che forniscono servizi ai matrimoni, i quali coinvolgono 71.437 aziende nel nostro Paese. Si aggiungono i wedding specialists italiani, pari a complessive 4.228 aziende, sia di wedding planner che di Tour Operator/Adv italiani. Nel corrente anno il mondo del wedding tourism in Italia coinvolge ben 75.665 aziende/operatori.

I WEDDING SPECIALISTS STRANIERI
Tra coloro che organizzano matrimoni al di fuori dei propri confini nazionali, solo il 16,1% ha come mono-prodotto l’Italia, mentre è più alta la quota di chi programma sia l’Italia come pure altri Paesi (53,3%). Vi è poi una quota del 30,3% che non programma l’Italia, ma altri Paesi. Nel complesso del mercato mondiale quasi quattro operatori specializzati sul wedding outgoing su dieci (il 39,7%) non trattano il prodotto Italia. Nei dati che seguono si è mantenuta la specifica indicata da questi operatori – anche se vi è commistione tra aree geografiche, regioni e singole località – per comprendere al meglio i “valori” di ogni territorio. Emerge quindi che Amalfi (13,3%) è considerata la destinazione idealmente più interessante/appetibile, seguita dalla Toscana (11,7%) e da una più generica Costiera Amalfitana con il 10,4%. Segue poi Venezia (9,2%), Firenze (8,3%), la Puglia con il 7,3%, il Lago di Como con il 7,1%, Rom con il 5,9%. Poi, ancora: Ravello con il 4% e Capri con il 3,2%.

L’EVENTO MATRIMONIALE
L’importanza che assume questo evento, per gli stranieri che scelgono l’Italia per celebrare il proprio matrimonio, si comprende da alcuni elementi, in primis da come viene organizzato tale evento. Emerge, ed è confermato dalla permanenza media degli invitati, come tale appuntamento sia strutturato prevalentemente su tre giornate. I territori regionali che assorbono – nel 2019 – la maggior quota di wedding tourism sono soprattutto tre: in primis la Toscana con il 25,6% del mercato, seguita dalla Campania (15,3%) e dalla Lombardia con un market share pari al 14,3%. Queste tre primarie regioni conquistano da sole ben il 55,2% del settore. Buone le quote del Veneto (8,2%), del Lazio (7,2%) e della Puglia (6,1%), mentre con percentuali inferiori troviamo a seguire, la Sicilia (3,3%), la Liguria (3,1%), il Piemonte (2,7%), l’Umbria (2,6%), il Friuli Venezia Giulia (2,5%) e la Calabria con il 2,1%. Alle altre regioni resta una quota di mercato sotto ai due punti %. Per quanto riguarda le location, emerge come quelle preferite nel corso del 2019 dagli sposi stranieri siano le “ville e dimore storiche”: circa un matrimonio su quattro si è svolto in queste location (25,1%) e vi sono comprese anche le masserie. Alta la quota dii eventi svoltisi nei “piccoli borghi” (11,1%) come pure quelli che hanno avuto come location la “spiaggia” (9,6%). Seguono i matrimoni presso “gli agriturismi e le country house” e quelli che svoltisi presso “castelli e fortezze”, ambedue con il 9,4%, seguiti da chi ha scelto quale location i “grandi hotel di lusso ed i relais” (9,1%). Alta pure la quota di eventi matrimoniali che hanno avuto quale location i “giardini” (8,9%) e “altri luoghi storici” (mura, piazze storiche, etc., con l’8,2%); infine, quelli organizzati presso “terrazze panoramiche” (2,7%), “chiese” (2,5%), etc.

I MERCATI DI PROVENIENZA: ATTUALI E DI PROSPETTIVA
La scelta di sposarsi in Italia, per molti stranieri, è legata ad elementi di indiscusso appeal della nostra nazione a livello mondiale: è, quindi, il fatto stesso che l’Italia sappia esprimere un “forte fascino ed una riconosciuta bellezza” ad essere l’elemento condizionante la scelta del nostro Paese per la maggior parte degli sposi, ben il 31,1% del totale. Vi sono poi ulteriori due fattori che incidono in maniera estremamente rilevante su tale scelta: “l’enogastronomia ed i prodotti tipici” (15,8%) e il fatto che l’Italia sia “meta romantica” (11,7%). Per molti sposarsi nel nostro Paese “rappresenta un sogno” (9,4%), ma vi sono anche “motivi e legami familiari” (8%). Altri motivi che fanno scegliere l’Italia come luogo per il loro matrimonio sono l’indiscutibile valore degli “aspetti storici e culturali” e la “bellezza del paesaggio, il landscape”, rispettivamente con quote del 6,6% e del 6,3%.
Dall’analisi degli arrivi risultano molto variegate le nazioni di provenienza degli sposi: dall’Europa all’America, dalla Oceania all’Asia cresce il numero dei Paesi dai quali i residenti giungono in Italia per le loro nozze. Nel 2019 il Paese dal quale giunge la maggior parte di sposi e relativi accompagnatori è il Regno Unito (23,1%): quasi una coppia di sposi su quattro proviene da questo Stato. Seguono i matrimoni di residenti negli Stati Uniti d’America (16,5%), e quelli dei residenti in Germania (10,7%). Sono Molti anche i matrimoni di sposi provenienti dai Paesi Bassi (5,8%), dalla Francia (5,7%), dalla Svizzera (5,6%), dall’Australia (4,5%), dal Canada (4,2%) e dalla Russia (3,5%).

L’Osservatorio ha analizzato l’età degli sposi che dall’estero scelgono l’Italia per il loro evento matrimoniale: il dato medio – che si riferisce all’intero mercato – identifica come gli sposi hanno 28 anni e 7 mesi d’età media. Altro dato interessante: nel 2019 le coppie LGBT straniere sposatesi in Italia hanno raggiunto il 5,3% del totale dei matrimoni. Per quanto riguarda la professione si tratta in prevalenza di “liberi professionisti” (14,5%), di “manager aziendali” (11,1%), di “industriali” (10,6%) ed “avvocati” (7,2%).

IL VALORE ECONOMICO DELLA WEDDING INDUSTRY
L’analisi congiunturale del sistema nazionale della Wedding Industry italiana permette di avere la visione complessiva dell’evoluzione di questo settore. Vengono delineati gli elementi strutturali ed economici che la caratterizzano nel 2019, avendo sempre come quadro d’analisi le aziende che si occupano del settore, facendo riferimento al solo wedding incoming, escludendo dalla rilevazione tutti gli operatori che gestiscono servizi solo per il mercato nazionale o matrimoni di italiani che si recano all’estero. Nell’anno 2019 la wedding industry italiana registrerà le seguenti performances:
• 9.018 matrimoni di stranieri realizzati, segnando un incremento, rispetto allo scorso anno, del +2,1% di eventi;
• 440.102 stranieri venuti in Italia per questi matrimoni, di questi, 18.037 sono gli sposi, i restanti 422.065 sono gli invitati;
• 1.783.136 le presenze complessive registrate grazie al wedding tourism;
• di queste, 137.081 sono le notti di soggiorno degli sposi, mentre le restanti 1.646.055 sono date dagli invitati;
• 486Milioni 854mila Euro il fatturato complessivo del wedding tourism nell’anno in corso;
• 53.984,00 Euro il costo medio sostenuto dalle coppie di stranieri per sposarsi in Italia.

PREVISIONI PER IL 2020
Gli indicatori di mercato e la rilevazione effettuata grazie alla partecipazione degli stakeholders nazionali ed internazionali permette all’Osservatorio Italiano del Destination Wedding Tourism di proiettare le valutazioni verso l’anno 2020: un anno che presenta indici positivi di vario genere. Il primo elemento analizzato è quello relativo al numero di eventi matrimoniali che i vari wedding specialists indicano di avere in programmazione e/o in previsione per il 2020: ben il 46,4% degli operatori interpellati afferma che nel prossimo anno organizzerà “più matrimoni rispetto al 2019”.

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