Prorogata la chiusura di bar e ristoranti. La rabbia e le richieste della Fipe: «Locali a rischio fallimento»

Prorogata la chiusura di bar e ristoranti. La rabbia e le richieste della Fipe: «Locali a rischio fallimento»

Alla fine dei testi si può scaricare il pdf con le richieste e le proposte per il sostegno della ripresa nel Settore Ristorazione.

Vincenzo Vottero, Presidente        Ristoratori Fipe Confcom. Bologna

La crisi economica che stiamo vivendo non ha precedenti. La decisione del governo, di tenersi chiusi bar e ristoranti fino al 1 giugno, non potrà fare altro che peggiorarla. Proprio per questo come Fipe di Confcommercio Ascom Bologna abbiamo deciso di alzare la voce per far sentire al governo le ragioni dei tanti titolari di bar e ristoranti che rischiano di chiudere se il decreto del 26 aprile 2020 non dovesse essere cambiato, permettendo ai locali la riapertura anticipata.

La stessa decisione di concedere la possibilità di effettuare il servizio d’asporto (prevista dal punto “aa” del decreto del 26 aprile:

…Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi…)

non è sufficiente e rappresenta solo un palliativo che non sopperisce in alcun modo alla perdita di fatturato registrata in questi mesi e che peggiorerà maggiormente con la chiusura forzata dei locali fino al 1 giugno.

Secondo la Fipe nazionale, infatti, la riapertura dei locali al 1 giugno comporterà altri 9 miliardi di danni che portano le perdite stimate a 34 miliardi in totale dall’inizio della crisi. Moriranno oltre 50mila imprese e 350mila persone perderanno il loro posto di lavoro. Proprio per questo, quindi, la Fipe di Confcommercio Ascom Bologna chiede un cambio di passo al governo e delle correzioni al decreto del 26 aprile, per scongiurare uno scenario che appare drammatico, permettendo la riapertura dei locali e prevedendo aiuti economici alle imprese in difficoltà.

Tra le soluzioni da adottare, quindi, segnaliamo ad esempio la sospensione dal 23.02.2020 fino al 31.12.2020 di tutte le cartelle emesse dall’Agenzia della Riscossione, la Cassa integrazione per il personale dipendente fino al termine dell’emergenza senza contrattazione sindacale.

Al termine della emergenza, con la ripartenza a pieno regime delle attività, infine, auspichiamo la riduzione del carico contributivo ed altri oneri sul costo del lavoro dipendente nella misura del 50% sia per l’anno 2020 che per gli anni 2021 e 2022, successivamente riduzione permanente del 30%.

Bologna, 29/04/2020

Il Presidente Ristoratori Fipe Confcommercio Ascom Bologna

Vincenzo Vottero

 

“Aperture bar e ristoranti dal primo giugno: si rischia il fallimento della ristorazione italiana.”

Governo: la misura è colma, subito le risorse o troverà solo macerie.

I nostri dipendenti stanno ancora spettando la cassa integrazione, il decreto liquidità stenta a decollare, oggi apprendiamo che potremo riaprire dal primo di giugno. Significano altri 9 miliardi di danni che portano le perdite stimate a 34 miliardi in totale dall’inizio della crisi.  Forse non è chiaro che si sta condannando il settore della ristorazione e dell’intrattenimento alla chiusura. Moriranno oltre 50.000 imprese e 350.000 persone perderanno il loro posto di lavoro. Bar, ristoranti, pizzerie, catering, intrattenimento, per il quale non esiste neanche una data ipotizzata, stabilimenti balneari sono allo stremo e non saranno in grado di non lavorare per più di un mese. Accontentati tutti coloro, che sostenevano di non riaprire, senza per altro avere alcuna certezza di sostegni economici dal Governo. Servono risorse e servono subito a fondo perduto, senza ulteriori lungaggini o tentennamenti, sappiamo solo quanto dovremo stare ancora chiusi, nulla si sa quando le misure di sostegno verranno messe in atto. Tutto questo a dispetto sia del buon senso che della classificazione di rischio appena effettuata dall’Inail che indica i Pubblici Esercizi come attività a basso rischio. Questo nonostante la categoria abbia messo a punto protocolli specifici per riaprire in sicurezza. La misura è colma.

Fipe Nazionale

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Foto di copertina: Amedeo Tomanelli

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