Affitti. Airbnb: nuove regole e ultime novità sull’house sharing

L’ultimo provvedimento finanziario proposto dal governo Gentiloni prevede l’applicazione della cedolare secca al 21% per affitti a breve termine veicolati dai portali di locazione tra privati, come Airbnb. Tra i sessantotto articoli che compongono la cosiddetta “Manovrina” ritroviamo anche quello che impone alle attività di intermediazione di agire come sostituto d’imposta. Lo scopo è quello di mettere, finalmente, un po’ di ordine nella gestione dell’house sharing, sia dal punto di vista normativo che fiscale.

Le associazioni di categoria, prima fra tutte Federalberghi, hanno da sempre denunciato un vuoto normativo che non ha fatto altro che incentivare il proliferarsi di attività abusive. Ed ora, dopo tanto discutere, è stata emessa una norma che regolarizza le locazioni ad uso turistico gestite da Airbnb e altre piattaforme con funzionalità simili.

Airbnb1Le novità introdotte dall’ultima manovra fiscale, che entrerà in vigore dal primo giugno 2017, applica la cedolare secca al 21% per affitti di durata inferiore ai 30 giorni, con validità sia per le case vacanze che per gli immobili affittati tramite portali. La legge, inoltre, stabilisce che i soggetti che esercitano dovranno agire come sostituti d’imposta, trattenendo le tasse da pagare. In altre parole, al momento del pagamento, sarà Airbnb (o portali simili) a trattenere l’importo relativo alla cedolare secca dalla cifra di affitto ricevuta e sarà sempre il portale a versare tale somma all’erario. In caso di irregolarità e di mancata comunicazione dei contratti la normativa prevede una multa fino a 2.000 euro.

Con l’entrata in vigore della nuova manovra fiscale sarà di sicuro più semplice disciplinare la gestione degli affitti a breve termine, evitando definitivamente i tentativi di evasione che nella maggior parte dei casi sono frutto di una confusione normativa, più volte denunciata dai gestori di hotel e di altre tipologie di strutture ricettive.

News comunicate da Airbnb

Data la situazione delicata e l’insidiosa concorrenza delle piattaforme online sul goloso mercato dei viaggi d’affari, Airbnb ha annunciato il 28.04 l’arrivo di un nuovo tool, la funzione business travel ready, pensata per venire ulteriormente incontro a un segmento che già oggi pesa il 10% rispetto alle prenotazioni della piattaforma. “Nel 2016 – spiega la società – è triplicato il volume di chi si sposta per lavoro. Persone che cercano di conciliare agli affari il proprio tempo libero: lo scorso anno il 50% delle prenotazioni business su Airbnb includeva anche il sabato notte”.

CHECKINGrazie a ‘business travel ready’ – visibile solamente per gli utenti business verificati che accedono con la propria email aziendale – gli annunci disponibili verranno immediatamente filtrati in base a specifici criteri, migliorando sensibilmente i risultati della ricerca, che privilegeranno circa 150.000 sistemazioni. Questa tipologia di annunci si distingue per:

  • Self check-in: che consente ai viaggiatori di effettuare il check-in in qualsiasi momento attraverso uno sblocco intelligente, una cassetta per le chiavi e un portiere operativo 24 ore al giorno.
  • Servizi business: assicura che l’alloggio sia dotato di connessione wifi, di un’area nella quale poter lavorare al computer in modo confortevole, di rilevatori di fumo e di monossido di carbonio, di un ferro da stiro, di appendiabiti, di uno shampoo e di altri prodotti base.

Tali annunci hanno ricevuto 5 stelle almeno nel 60% delle recensioni generali, delle recensioni relative alla pulizia e di quelle relative alla precisione; gli host hanno risposto al 90% delle richieste di prenotazione entro 24 ore e non hanno cancellato le prenotazioni confermate meno di 7 giorni prima della data di check-in. Sembra che la bufera sia passata. Sarà così per davvero?

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