FIERE. Hotel: positiva la 40^ edizione con 21.000 visitatori

Hotel 2016

Hotel, la manifestazione dedicata a hotellerie e ristorazione, si è riconfermata anche nel 2016 un appuntamento di grande interesse con 21.000 visitatori tra albergatori e operatori del settore enogastronomico e dell’ospitalità.

“E’ stata senza dubbio un’edizione positiva – ha affermato Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano – Hotel diventa sempre più un punto di ispirazione per un pubblico altamente qualificato grazie a contenuti, prodotti e servizi offerti da aziende di alto livello e relatori che sanno guardare al futuro. Questo ci dimostra che Hotel rappresenta un punto di incontro irrinunciabile per gli addetti ai lavori, e che le nostre scelte per continuare a professionalizzare questo appuntamento fieristico si sono rivelate vincenti. Ora più che mai – conclude Mur – dobbiamo mantenere questo trend di qualità e puntare sull’innovazione, come abbiamo fatto quest’anno con un primo passo, dando spazio alle startup.”

Più di 400 operatori hanno seguito i convegni “Communication Forum” e “Ricostruire?!” organizzati da Fiera Bolzano in collaborazione con IDM Südtirol, HGV, e HGJ. L’importanza del content marketing per le strutture alberghiere e il valore aggiunto che lo sviluppo architettonico porta all’ospitalità del territorio. Sono questi i temi dei due convegni che hanno suscitato particolare interesse presso i visitatori e la stampa. Miriam Löffler, content strategist e autrice del libro “Think content!” ha sottolineato l’importanza, per chi si occupa di ospitalità, di dotarsi di competenze per la gestione della propria presenza sul web, dal sito web ai social media passando per le piattaforme di prenotazione, le digital pr e il mobile marketing.

FieraBZ_Hotel“L’accoglienza turistica inizia online – ha affermato la Löffler – per questo chi opera in questo settore dovrebbe essere in grado di occuparsi anche di marketing e contenuti e riuscire a scegliere i canali giusti per i propri utenti”. I contenuti che offrono informazioni sulla propria attività devono essere trasparenti e precisi: “Quando sceglie di prenotare, l’utente oggi passa da piattaforme come booking, al sito web, google, social e trova sempre quello che cerca – ha proseguito l’autrice di “Think Content!” – per cui la trasparenza esiste già: la scelta è se gestirla voi, mettendo informazioni ricche e complete, o se lasciarla in mano a contenuti casuali postati dagli altri sul web”.

L’intervento ha sottolineato anche la necessità di partire, nella narrazione della propria attività, dalle caratteristiche distintive della propria offerta, di utilizzare temi e argomenti specifici e di monitorare le conversazioni online, rispondendo in modo puntuale alle critiche e tenendo in considerazione influencer e contenuti generati dagli utenti.

A questi concetti ha fatto eco Ullrich Kastner, esperto di marketing turistico e fondatore della start up “myhotelshop”. “Ogni giorno trascorso con contenuti sbagliati comporta una perdita di fatturato – ha affermato Kastner – Le prenotazioni avvengono sempre più attraverso Booking, un colosso che spende oltre 3 miliardi all’anno in Google ads, ma che considera l’hotel come un suo prodotto. Se gli albergatori non vogliono occuparsi solo di riassettare le camere mentre altri soggetti si occupano di tutto il resto, è il momento di attivarsi per competere su contenuti e presenza online”.

camera2c6f98_oIl convegno “Ricostruire?! Albergatori e architetti alla ricerca di nuove strade” ha visto al centro il tema del rapporto tra architettura e territorio e l’influenza sull’esperienza dei visitatori. Ad affrontare il tema, partendo dal concetto di “Costruire la propria terra”, Alexander Wetzig, critico di architettura ed ex assessore all’Ediliza della città tedesca di Ulma. “In un mondo sempre più veloce e globalizzato molti trovano che il proprio territorio sia un concetto che protegge dall’insicurezza – ha spiegato Wetzig – Non si tratta solo di salvaguardare le tradizioni, ma di rilevare il ruolo fondamentale dell’architettura nel definire la nostra identità. Non dobbiamo avere un atteggiamento di superiorità nei confronti della diffidenza verso l’architettura moderna, ma dovremmo riflettere sull’esigenza di bellezza, di calore e di identificazione che la progettazione di un edificio comporta”. Un’architettura che alimenta il senso di identità fa sentire a proprio agio gli abitanti e quindi anche gli ospiti. “Se si ignorano queste esigenze si hanno le reazioni di fuga: si va a cercare sicurezza nei canoni formali della tradizione, come le forme tipiche della casa alpina – ha proseguito Wetzig – In questo modo si dimentica che la propria terra è qualcosa da ricreare costantemente”.

La soluzione per l’architetto è quella del dialogo con la popolazione, come avvenuto nel caso di Ulma: “La progettazione deve essere già un momento di comunicazione, bisogna prima individuare i problemi e condividere gli obiettivi e solo dopo prendere in mano la matita”. L’appuntamento si è concluso con tre tavole rotonde a cui hanno preso parte albergatori, architetti e esperti urbanisti che si sono confrontati sui rapporti tra architettura e ospitalità.

 

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